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LUCIANO BRUNI

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Nasce a Livorno il 22 marzo 1963. Dotato di grande tecnica individuale viene scoperto dalla Fiorentina dove riesce ad imporsi tanto da entrare stabilmente nella

formazione titolare all’età di soli diciassette anni. Bruni è considerato una grandissima promessa del calcio italiano quando un gravissimo infortunio ne mette in

pericolo la prosecuzione della carriera. Una volta ristabilitosi, il giocatore passa alla Pistoiese in serie B e l’anno successivo alla Reggiana. Nonostante la

retrocessione in serie C1 della compagine emiliana, questo vent’enne riccioluto riesce a farsi notare. Nel 1983 il Verona decide di puntare su di lui per ampliare la

rosa in vista della sua prima avventura europea. Il giocatore si cala perfettamente nel suo ruolo di rincalzo, facendosi trovare pronto ogni qual volta Bagnoli lo

chiama in causa, conquistandosi sempre spazi maggiori. Nell’anno dello scudetto Bruni è ormai il dodicesimo uomo: ossia il primo ad entrare in campo quando c’è bisogno

di forze fresche, o il primo ad essere chiamato in causa quando c’è da entrare dal primo minuto per sostituire uno dei titolari del centrocampo. Il livornese unisce

alle già citate notevoli qualità tecniche, un’ottima visione di gioco e una grande propensione al sacrificio che permette a Bagnoli di schierarlo al fianco di Di

Gennaro, senza stravolgere gli equilibri della squadra.

La stagione 1986-87 rappresenta per Bruni l’anno del rilancio definitivo, tanto da ricevere anche gli elogi del presidente juventino Giampiero Boniperti. Ancora una

volta il fisico lo tradisce: all’inizio del campionato 1987-88, durante la vittoriosa gara interna con l’Avellino, riporta un gravissimo infortunio al ginocchio che lo terrà lontano dai campi di gioco per oltre un anno. Rientra il 31 dicembre 1988 contro la Fiorentina, proponendosi come grande punto di riferimento.

Al Verona, però, sta succedendo di tutto e pure lui è costretto a lasciare il Veneto nell’estate del 1989, quella della grande rivoluzione tecnica per motivi di cassa.

Torna in toscana per vestire la maglia della Lucchese, nella quale conclude la sua carriera di sfortunatissima promessa mancata del calcio italiano.

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