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ORE 19,08 INIZIA LA TRAGEDIA DELL’HEYSEL

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Consumata la cena, in Italia tutti gli amanti del calcio si mettono davanti ai teleschermi per godersi l’evento agonistico stagionale, ignari di quanto in realtà sta accadendo sulle gradinate del vecchio stadio Heysel. Settore Z diventa improvvisamente sinonimo di un qualche cosa di tremendo. Con l’ultima lettera dell’alfabeto si identifica una porzione di stadio nella quale vengono fatti confluire tifosi juventini e del Liverpool, questi reduci da una due giorni di ubriacatura costante, divisi solamente da una rete metallica sostenuta da paletti e, per lo più, senza alcun controllo di polizia. Improvvisamente, alle 19,08, poco più di un’ora prima dell’inizio dell’incontro fissato per le 20,15) i supporter inglesi, storditi dai fumi delle enormi quantità di birra consumate anche dentro lo stadio, cominciano un fitto lancio di oggetti verso gli italiani, che reagiscono esprimendo la propria rabbia.

La reazione, per altro comprensibilissima, ha l’effetto di scatenare la parte bestiale racchiusa in quei corpi dalle sembianze umane. Gli inglesi interpretano i movimenti dei tifosi “avversari,” tutta gente comune appartenente a nessun gruppo organizzato, come un attacco e, come tori impazziti, caricano in direzione opposta. La rete, buona al massimo per dividere due proprietà, cede come un castello di carte lambito da un soffio di vento. Gli italiani vengono picchiati con spranghe e bastoni, molti dei quali ricavati proprio dalla recinzione distrutta, per essere infine calpestati. Presi dal panico, questi cercano vie di fuga in tutte le direzioni col risultato di accalcarsi contro il muro di sostegno del settore, il quale, sotto il peso di migliaia di disperati, crolla facendo precipitare al suolo per diversi metri una sull’altra le persone più vicine. È la strage. Fortunatamente crolla anche la recinzione che dà sul campo permettendo a molti di trovare salvezza riversandosi sul terreno di gioco. La polizia, insufficiente e disorganizzata, cerca di ristabilire l’ordine colpendo alla cicca, ma in pochi minuti si è consumato un autentico bagno di sangue.

Immediatamente i cadaveri vengono ammonticchiati all’interno dello stadio, col settore Z pieno solo di carta straccia,
indumenti e sacchetti di plastica.

I giocatori si accorgono della strage che si sta consumando a pochi metri da loro, così come l’intera Europa collegata televisivamente per il grande match, sebbene le proporzioni non siano subito ben chiare. Al momento d’entrare in collegamento si parla di gravissimi incidenti che avrebbero causato qualche morto. Si sa che la gara dovrebbe subire qualche ritardo. Parte un inseguirsi di voci di sospensione, rinvii e, quello cheinorridisce maggiormente, di cifre sempre più alte legate al numero delle vittime.

In mezzo a tutto questo disastro, le squadre sono restie a giocare, ma l’Uefa decide che la partita s’ha da fare per motivi
di ordine pubblico, così da permettere alle forze dell’ordine di organizzare il deflusso dallo stadio in modo tranquillo e regolare.
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