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AVANZANO LEGA E VERDI: È VOTO DI PROTESTA

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Concluso il campionato di serie A col successo del Napoli, prende il via il conto alla rovescia per l’inizio del campionato del mondo previsto per venerdì 8 giugno a Milano con la gara tra Argentina e Cameroun. Prima, però, l’Europa incorona le sue regine e per i tifosi italiani si profilano ben quattro mercoledì di passione: in tutte e tre le finali almeno una delle contendenti proviene proprio dal nostro campionato, con la Coppa Uefa contesa tra Juventus e Fiorentina. Proprio i viola toscani e i bianco-neri piemontesi aprono le danze in una sfida particolarmente sentita dalle due tifoserie, acerrime nemiche fin da quel 16 maggio 1982, quando, a loro dire, i tifosi gigliati si sono visti sfilare uno scudetto in modo discutibile proprio dalla “Vecchia Signora”.

La sfida è preceduta da due importanti avvenimenti legati alla cronaca nera: il primo maggio a Pomigliano d’Arco, nel napoletano, viene assassinato il candidato del Psdi alle imminenti elezioni amministrative. Salgono così a nove, nel Sud, le vittime della «campagna elettorale” della criminalità mafioso-camorristica. Il giorno successivo, quello della finale d’andata di Coppa Uefa,giunge a conclusione il processo Calabresi: Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani sono condannati a 22 anni di carcere, 11 per il pentito Leonardo Marino, l’uomo che avrebbe svelato i retroscena dell’omicidio del commissario della polizia milanese. Naturalmente l’opinione pubblica è destinata a dividersi tra innocentisti e colpevolisti. Infatti la sentenza viene emessa sulla scorta di rivelazioni che non hanno trovato, a dire degli innocentisti, pieno riscontro. In serata, comunque, è il calcio a farla da padrone con la sfida d’andata per la finale di Coppa Uefa tra la Juventus e la Fiorentina. Particolarmente attesa dai tifosi è la prova di Roberto Baggio, in procinto, secondo i bene informati, di passare proprio alla società bianconera.
COPPA UEFA – FINALE D’ANDATA – mercoledì 2 maggio 1990
JUVENTUS – FIORENTINA 3-1

RETI: 3’ Galia, 10’ Buso R. (FI), 59’ Casiraghi, 73’ De Agostini L.

JUVENTUS: Tacconi, Napoli, De Agostini L.; Galia, Bruno P., Bonetti I (46’ Alessio); Aleijnikov, Rui Barros, Marocchi, Casiraghi, Schillaci. ALL.: D. Zoff.

FIORENTINA: Landucci, Dell’Oglio, Volpecina; Pin C., Battistini S., Dunga; Nappi, Kubik (87’ Malusci), Baggio R., Buso R., Di Chiara II. ALL.: F. Graziani.
Roberto Galia, mediano dal gol facile, sblocca immediatamente il risultato,ma Renato Buso, prodotto del vivaio bianconero spedito in Toscana per “farsi le ossa” impatta immediatamente. Di qui inizia un autentico monologo dei gigliati dominatori nell’intero primo tempo, grazie al possesso completo delle fasce causato dalle continue incursioni di Marco Nappi a destra ed Alberto Di Chiara a sinistra. Nell’intervallo Zoff striglia i suoi, inserisce Angelo Alessio al posto di Dario Bonetti e la Juventus cambia passo. Pier Luigi Casiraghi, a metà della ripresa, riporta in vantaggio i padroni di casa e, a diciassette minuti dal termine, un destro maligno di “Gigi” De Agostini, beffa Marco Landucci, dando ai suoi maggiore tranquillità in vista della gara di ritorno.

Il giorno seguente a Cernusco sul Naviglio e’ rapito l’ imprenditore GIUSEPPE BERTINI. Il sabato successivo in Italia torna l’incubo terremoto in Basilicata. Sono ancora vive le gravissime ferite lasciate dal tremendo sisma del 23 novembre 1980, quando, il 5 maggio, altre 4 persone perdono la vita a causa di un evento tellurico. La giornata viene allietata dal ritrovamento avvenuto a Platì del giovane Carlo Celadon, il vicentino rimasto per ben ventisette mesi nelle mani dell’anonima sequestri.

La settimana si chiude con gli italiani chiamati alle urne per rinnovare consigli comunali, provinciali e regionali. I risultati decretano l’inizio dell’avanzata della Lega! Nelle forti tensioni di carattere sociale, quali scioperi, scuola in fermento, delinquenza in vertiginoso aumento, così come dentro vari organi istituzionali o dentro i partiti con accuse pesanti, distribuite da mesi un po’ a tutti, questi non destano poi sorpresa. Al voto sembra proprio prendere corpo la “protesta sociale”, e il grande successo delle varie Leghe ne è il primo sintomo.

La LEGA LOMBARDA in particolare prende il 18,9 % dei voti in Lombardia, diventando il secondo partito in assoluto, il 5,1% in Piemonte, il 5,9% nel Veneto e il 6,1% in Liguria.

Buoni e anche sorprendenti risultati da un altro “partito protesta”: i VERDI, con un 5% netto. Che però varia geograficamente in forma decrescente da nord
a sud. Da un 6,7 in Piemonte, 5,2 Lombardia, 7,1 Veneto, tocca il 3,8-3,6 della Toscana-Umbria, per arrivare poi a sud con un 2,0-1,4 della Calabria-
Basilicata.

Altra secca sconfitta, che farà perdere il sonno a Occhetto atteso al varco di queste amministrative è quella del PCI con un meno 6%. Mentre la DC mantiene
le posizioni e il PSI guadagna un 2% toccando e superando il fatidico 15% con un 15,3. (é il suo massimo storico).

Il ministro dell’Interno Antonio Gava, intanto, traccia un quadro allarmante della criminalità dell’Italia dei delitti. Si è passati dai 740.000 delitti del 1980 ai 2.053.000 del 1989.



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