CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LA NAZIONALE FISCHIATA A VERONA E LA 26a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1988-89

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Il giorno successivo i quotidiani sportivi e non dedicano grande spazio all’impresa del Milan, mentre la Nazionale si reca in ritiro a Verona, sede delle partite dei prossimi mondiali, per preparare il match contro l’Uruguay organizzata allo Stadio Bentegodi.


Il 21 aprile, intanto, viene commercializzato il Game Boy, altro esempio di gioco elettronico tascabile.

In un caldo sabato sera d’aprile gli azzurri scendono in campo contro la nazionale sud americana. Azelio Vicini apporta alcune modifiche alla formazione lanciando nella mischia Luigi De Agostini al posto di Paolo Maldini, Giancarlo Marocchi in vecie di Nando De Napoli e Roberto Baggio in luogo di Donadoni, dando la stura alla stampa che può creare un dibattito circa la possibilità della coesistenza in squadra dei due talenti.
460: Verona (Stadio “Marc’Antonio Bentegodi”) – sabato 22 aprile 1989 – ore 20,30

ITALIA – URUGUAY 1-1 (AM)

RETI: 65′ Baggio, 83′ Aguilera (UR).

ITALIA: Zenga (Inter) 27 (46′ Tacconi (Juventus) 4), Bergomi (Inter) 57 (cap.), De Agostini (Juventus) 18, Baresi II (Milan) 32, Ferri II (Inter) 24, Berti (Inter) 7, Baggio (Fiorentina) 3, Marocchi (Juventus) 3, Vialli (Sampdoria) 36 (40′ Carnevale I (Napoli) 1), Giannini (Roma) 26, Serena (Inter) 12. C.T.: A. Vicini.

A disposizione: Ferrara (Napoli), Fusi (Napoli), Borgonovo (Fiorentina).

URUGUAY: Seré, Herrera, Dominguez, De Leon, Revelez, Perdomo, Alzamendi, Correa (70′ Ostolaza), Francescoli (cap.), Bengoechea (78′ Aguilera), Sosa. C.T.: O. W. Tabarez.

A disposizione: Ferro, Romero, Castro, Martinez.

ARBITRO: Courtney (Inghilterra).

SPETTATORI: 15.000 (13.891 paganti).
Quando scende sul terreno di gioco, la nazionale azzurra trova uno stadio Bentegodi semideserto con poche migliaia di tifosi per nulla disposti a fare del terreno di gioco una bolgia infernale. Anzi in curva sud appaiono striscioni di stampo nazista e, al momento dell’esecuzione dell’inno di Mameli, partono numerosi fischi. In campo gli azzurri non fanno molto per rendere la serata più piacevole: la manovra si trascina stancamente, sebbene si registri un gol annullato a Vialli alla mezz’ora del primo tempo. Nel secondo tempo le cose sembrano cambiare, soprattutto quando Roberto Baggio segna la sua prima rete in maglia azzurra, grazie ad una punizione calciata in modo impeccabile. Ottenuto il vantaggio, gli uomini di Vicini hanno il demerito di voler controllare la partita concedendo campo agli avversari. A sei minuti dal termine “Pato” Aguilera, in campo da pochi minuti, conclude in modo magistrale un’azione tutta di prima, strappando il sincero applauso degli spettatori sugli spalti.

Al termine della gara fioccano le polemiche con il presidente federale Antonio Matarrese furibondo nei confronti di tifosi e città. Definisce austriaci chi ha osato fischiare (non che per molti sia un’offesa) e promette che la nazionale azzurra non avrebbe mai più disputato partite nella città di Giulietta e Romeo. Probabilmente, se avesse potuto, avrebbe depennato la città scaligera dall’elenco delle sedi delle partite del mondiale. Comunque ci sarà modo di attuare qualche vendetta!

Il giorno successivo, con i giornali pregni dei resoconti dell’infausta serata azzurra di Verona, Imola ospita l’ormai tradizionale Gran Premio di San marino. L’entusiasmo è alle stelle, soprattutto dopo il successo di Nigel Mansell nella gara d’apertura. Le prove, però, sanciscono la supremazia McLaren col campione del Mondo Senna davanti al compagno di squadra Prost. Subito dietro le Ferrari in seconda e terza fila affiancate dalle due Williams e seguite dalla Benetton di Alessandro Nannini.

Al via le prime cinque posizioni vengono rispettate. Al quarto giro Berger va a sbattere ai 250 all’ora contro il muro. L’impatto è tremendo e la sua Ferrari prende fuoco. Fortunatamente i soccorsi sono tempestivi e in poco più di venti secondi l’incendio è domato. Si teme per la vita del pilota, ma immediatamente arrivano cenni di vita. Intanto la gara è stata sospesa. Si effettua una nuova procedura di partenza per disputare i restanti 55 giri e stilando una classifica basata sulla somma dei tempi ottenuti nelle due tranche. Questa volta Prost beffa il compagno di squadra, il quale, tuttavia, si riprende la posizione alla Tosa. Il brasiliano vola verso la vittoria precedendo il compagno di squadra Prost, Nannini, Boutsen, Warwick e Palmer.

A fine gara scoppia una violenta polemica di Prost nei confronti di Senna, accusato di non aver rispettato il patto stabilito tra i due prima della corsa, secondo il quale ognuno si sarebbe impegnato a non superarsi alla Tosa nel corso del primo giro. Di qui in avanti i due diverranno acerrimi nemici. Il francese balza comunque al comando della classifica con 12 punti seguito dalla coppia Mansell e Senna con 3 lunghezze di svantaggio.

Archiviato il week’end sportivo, la nazionale azzurra si reca a Taranto per affrontare l’Ungheria in amichevole. Si tratta di una classicissima d’altri tempi, dato il pessimo stato in cui versa il calcio magiaro. Sono finiti i tempi in cui sulle rive del Danubio crescevano talenti come funghi: ora il solo Lajos Detari può reggere il confronto con i migliori giocatori, ma dietro di lui c’è il nulla! Questo, tuttavia, non interessa ad una piazza affamata di grande calcio, abituata ad accontentarsi al massimo di vedere la propria squadra militare in serie B e di qualche gara di Coppa Italia. L’attesa in città è davvero molta.
461: Taranto (Stadio “Erasmo Jacovone”) – mercoledì 26 aprile 1989 – ore 15,30

ITALIA – UNGHERIA 4-0 (AM)

RETI: 8′ Vialli, 53′ Ferri II, 67′ Berti, 77′ Carnevale I

ITALIA: Zenga (Inter) 28, Ferrara (Napoli) 10, Maldini (Milan) 14 (78′ Bergomi (Inter) 58), Baresi II (Milan) 33, Ferri II (Inter) 25, Berti (Inter) 8, Donadoni (Milan) 25, De Napoli (Napoli) 31, Vialli (Sampdoria) 37 (46′ Serena (Inter) 13), Giannini (Roma) 27 (73′ Fusi (Napoli) 3), Carnevale I (Napoli) 2. C.T.: A. Vicini.

A disposizione: Tacconi (Juventus), De Agostini (Juventus), Marocchi (Juventus), Baggio (Fiorentina), Mancini (Sampdoria), Borgonovo (Fiorentina).

UNGHERIA: P. Disztl, Kozma, Keller, L. Disztl, Z. Bognar, Balog, Zsinka (60′ Gregor), Kovacs, Fodor (75′ G. Bognar), Detari (cap.), Vincze (65′ Hajszan). C.T.: B. Bicskei.

A disposizione: Gelei, Csehy, Szalma, Boda, Zsivotzky

ARBITRO: Röthlisberger (Svizzera).

SPETTATORI: 25.000 (23.700 paganti).
A Taranto il tifo è caldissimo fin dal primo minuto, favorito anche dal gol iniziale realizzato da Gian Luca Vialli, sceso in campo con la fascia di capitano al polso. Nella ripresa, poi, gli azzurri dilagano dimenticando così la triste serata di Verona.

Ora torna il campionato col derby di Milano. Una vittoria milanista potrebbe ravvivare lievemente un torneo comunque chiuso dallo strapotere interista.

La vigilia è segnata dalla conclusione del processo per la strage dell’heysel avvenuta il 28 aprile. Il tutto termina con 14 persone condannate a 3 anni di carcere con la condizionale, mentre 11 vengono assolte. Stessa sorte per le autorità di Brouxelles e per la Uefa.
ANTICIPO 26a GIORNATA: sabato 29 aprile 1989

Napoli – Verona 1-0

19′ Alemao
Un gol del centrocampista brasiliano Alemao consegna ai partenopei il successo sul Verona. Ora in Campania si spera in un successo del Milan per provare ad impensierire l’Inter.
26a GIORNATA: domenica 30 aprile 1989

Cesena – Ascoli 2-1

12′ Agostini M., 27′ Cvetkovic (AS), 72′ Agostini M. rig.

Como – Roma 0-1

2′ Manfredonia

Inter – Milan 0-0

Lazio – Lecce 0-0

Pescara – Fiorentina 0-0

Pisa – Atalanta 0-1

6′ Nicolini El.

Sampdoria – Juventus 1-2

20′ Mancini R. (SA), 68′ De Agostini rig., 86′
Galia

Torino – Bologna 1-1

30′ Alessio (BO), 84′ Skoro

CLASSIFICA:

Inter 45; Napoli 39; Milan 33; Juventus 32; Sampdoria 31; Atalanta 30; Fiorentina 28; Roma 26; Bologna e Verona 23; Lecce e Pescara 22; Torino 21; Cesena e Lazio 20; Ascoli e Como 18; Pisa 17.
Il Milan riesce ad interrompere la lunghissima striscia di vittorie dell’Inter, ma il pareggio fa solo gioco agli uomini di Trapattoni, i quali stanno maturando la convinzione d’essere praticamente imbattibili. Dietro la Juventus ottiene un successo fondamentale in chiave lotta UEFA, così come l’Atalant, tornata la squadra capace d’incantare durante il girone d’andata.

Inizia così il mese di maggio, nel quale tre nostre compagini tentano di portare in Italia tutti e tre i maggiori trofei continentali.
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