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L’INIZIO DELL’ERA BERLUSCONI E LA SCOMPARSA DI MICHELE SINDONA

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L’Inizio dell’era Berlusconi

La primavera dell’anno 1986 si apre col sorteggio di coppa che pone gli uomini del presidente Ernesto Pellegrini di fronte al Real Madrid nella semifinale di Coppa Uefa e con un avvenimento destinato a cambiare l’intera storia del calcio italiano: l’inizio dell’era Berlusconi.
Arcore, comune sito nell’interland milanese, diviene il centro dell’Italia calcistica. Lì si trova la residenza di Silvio Berlusconi. In questa location da favola l’imprenditore lombardo, in una coreografia da favola, annuncia i programmi e delinea il nuovo assetto dell’A.C. Milan, di cui lui stesso assume la presidenza. L’intento del magnate della televisione privata italiana è quello di fare del Milan la società più forte del mondo, partendo da una base tecnica comunque già solida. Per chiarire meglio le proprie intenzioni confida al tecnico Niels Liedholm di aver già acquistato Dario Bonetti, il difensore centrale della Roma autore finora di un campionato straordinario e profondo conoscitore del tipo di gioco praticato dal tecnico svedese, che lo ha lanciato nel grande calcio. Con Berlusconi cambierà il modo di dirigere e programmare l’attività di una società di alto livello.
L’inizio dell’era Berlusconi nel mondo del calcio passa immediatamente in secondo piano di fronte alle notizie date al mattino dalla radio nazionale, ancora l’organo d’informazione più celere.




La morte di Michele Sindona

Michele Sindona, rinchiuso da quattro giorni nel supercarcere di Voghera per scontare la sua condanna all’ergastolo, viene tradotto in gravissime condizioni di salute all’ospedale della cittadina locale, dopo aver ingerito un caffè. Gli agenti di custodia incaricati di somministrare la colazione al detenuto riferiscono che lo stesso, appena ingerita la bevanda in bagno, dove si stava rasando, avrebbe pronunciato le parole:

Sono le ultime uscite da una bocca che, se avesse raccontato tutto ciò che sapeva, sarebbe risultata terribilmente scomoda. L’uomo muore nel pomeriggio, aprendo una serie di misteri rimasti tutt’ora insoluti.
In questo clima si disputa la ventiseiesima giornata di campionato con la sfida tra Juventus ed Inter e con la Roma impegnata sul terreno del Milan.

26a GIORNATA: domenica 23 marzo 1986

Avellino – Lecce 2-0

44′ Diaz, 86′ Galvani

Bari – Fiorentina 0-1

7′ Monelli rig.

Juventus – Inter 2-0

41′ Platini rig., 85′ Bonini

Milan – Roma 0-1

69′ Pruzzo

Pisa – Torino 0-0
Sampdoria – Como 0-0
Udinese – Napoli 2-0

20′ e 61′ Carnevale

Verona – Atalanta 0-3

12′, 54′ e 80′ Cantarutti

CLASSIFICA:

Juventus 40; Roma 37; Napoli 31; Milan 30; Torino 28; Fiorentina e Inter 27; Atalanta, Sampdoria e Verona 25; Avellino e Como 23; Pisa 22; Udinese 21; Bari 19; Lecce 13.

La Juventus chiude una settimana terribile – rovescio a Roma ed estromissione dalla Coppa dei Campioni – vincendo contro l’Inter e respingendo l’assalto portato dalla Roma corsara sul campo del Milan. L’inizio dell’era Berlusconi pertanto si apre con una sconfitta. Solo la Fiorentina riesce ad approfittare del passo falso milanista in chiave zona UEFA, traguardo al quale, da questa sera, può aspirare pure l’Atalanta andata a maramaldeggiare in casa di un Verona lontanissimo parente della squadra capace di incantare solo dodici mesi prima.
In zona salvezza si registra l’importantissima vittoria dell’Udinese sul Napoli firmata Andrea Carnevale.

Parte la Stagione di Formula UNO 1986

Nella serata italiana, in Brasile prende il via la stagione di Formula 1 1986. Dopo il secondo posto dell’anno precedente, i tifosi della Ferrari sognano il mondiale.
Molte sono le novità tra i piloti: la McLaren sostituisce il ritirato Nicky Lauda con Keke Rosberg, mentre il posto del finlandese alla Williams è preso da Nelson Piquet. Alla Brabham si forma una coppia italiana con Elio de Angelis e Riccardo Patrese, mentre l’ex tester della Ferrari Johnny Dumfries passa alla Lotus. La Scuderia Ferrari conferma Michele Alboreto e Stefan Johansson, con l’ex ferrarista René Arnoux che trova un volante alla Ligier.
Tra le scuderie si registra l’abbandono della Renault, che però continua a fornire i motori a Ligier, Lotus e Tyrrell. Da segnalare l’esordio della Benetton, motorizzata BMW. La Minardi iscrive due vetture: una per il pilota senese Alessandro Nannini, all’esordio in formula 1, l’altra per Pier Luigi Martini.
Il pilota di casa Airton Senna conquista la prima pole position stagionale sulla Lotus-Renault, seguito dalle Williams-Honda di Piquet e Mansell e dalle Ligier-Renault gommate Pirelli di Arnoux e Laffite.
In gara, Mansell va a sbattere al primo giro tentando di superare Senna. Vince Piquet, davanti a Senna, Laffite e Arnoux. Il campione in carica Prost, partito nono, arriva fino in testa prima di ritirarsi col motore fuori uso (sarà uno dei pochi guasti meccanici per la McLaren in questa stagione); fuori per noie tecniche anche le due Ferrari di Alboreto e Johansson.
Dietro giungono Brundle e Berger che regala il primo punto alla squadra Benetton.

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