CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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IL VERONA ENTRA NELLA STORIA

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In settimana tiene banco la vicenda della biglia che a Madrid ha messo fuori causa Giuseppe Bergomi. L’Inter è ricorsa in appello contro il giudizio avverso dell’Ufficio di giustizia dell’UEFA. Il 3 maggio la società italiana presenta un filmato che proverebbe l’accaduto ma il massimo organo europeo si rifiuta di visionare la videocassetta e conferma il risultato del campo.

Intanto la Romagna è in festa per il Gran Premio di San Marino, ormai un appuntamento fisso della prima domenica di maggio. A Imola per il terzo Gran Premio stagionale c’è la folla delle grandi occasioni.

Nelle prove del venerdì Michele Alboreto strappa la seconda posizione, ma il
sabato viene sopravanzato da Keke Rosberg e da Elio de Angelis, mentre la monoposto n° 28 del neo-ferrarista Stefan Johanson partirà dalla quindicesima piazza.

La domenica pomeriggio il quartetto di testa Senna, de Angelis, Alboreto e Prost resta racchiuso in pochi secondi. Nella fase centrale si registrano alcuni importanti sorpassi: Alboreto sopravanza De Angelis imitato dopo pochi giri da Prost, il quale si mette in caccia del ferrarista. I due danno vita ad un duello serrato; Alboreto resiste per due volte agli attacchi del vice-campione del mondo, ma al terzo deve cedere. Mentre Prost si getta all’inseguimento del leader della corsa Airton Senna, la rossa numero 27 si ferma tra la delusione del pubblico presente. Ci pensa tuttavia il giovane Johanson ad esaltare la folla del Santerno, rimontando dalla 15 posizione di partenza alla seconda. Si arriva alla fase finale pregna di sorprese. A quattro tornate dal termine Senna, in testa dall’inizio, si ferma senza benzina. Esplode la gioia sulle tribune del circuito imolese, in quanto lo svedese della Ferrari si trova incredibilmente al comando, ma chi di benzina gioisce, di benzina perisce e il tripudio si trasforma in mestizia quando la rossa n. 28 imita la Lotus n. 12., dando via libera al secondo successo stagionale di Alain Prost, tornato da questa sera al comando della classifica generale. Alle spalle del vincitore giunge Elio De Angelis, seguito a sua volta dal belga Boutsen, Tambay e Lauda.

Intanto lo stadio Bentegodi di Verona presenta un colpo d’occhio eccezionale: da questa sera la formazione giallo-blu ha la possibilità di essere matematicamente campione d’Italia! Gli scaligeri dovranno tuttavia fare i conti con l’estremo bisogno di punti del Como.
28a GIORNATA: domenica 5 maggio 1985

Cremonese – Roma 0-5

18′ Di Carlo, 38′ Pruzzo rig., 42′ e 86′ Di Carlo, 87′ Ancelotti

Fiorentina – Udinese 3-1

32′ Massaro, 62′ Pecci, 70′ Cecconi, 86′ Mauro (UD)

Lazio – Avellino 0-1

87′ Colomba

Milan – Ascoli 2-1

1′ Battistini, 37′ Incocciati, 37′ Nicolini (AS) rig.


Napoli – Juventus 0-0

Sampdoria – Inter 1-2

40′ Brady rig., 65′ Altobelli, 81′ Scanziani (SA)

Torino – Atalanta 0-0

Verona – Como 0-0

CLASSIFICA:

Verona 40; Inter e Torino 36; Juventus e Sampdoria 34; Milan 33; Roma 32; Napoli 30; Fiorentina 28; Atalanta 27; Avellino e Udinese 24; Como 23; Ascoli 20; Lazio 14; Cremonese 13.
Al Verona non riesce l’impresa di perforare il muro difensivo eretto dal tecnico lariano Ottavio Bianchi e la festa deve essere rimandata. Ormai, comunque, è solo una questione di matematica, mancando un punto per la consacrazione, sempre ammesso che le inseguitrici vincano tutte e due le partite, portando il campionato ad un clamoroso spareggio.

Il campionato vero, ormai riguarda solamente la zona UEFA e quella salvezza: il Milan si difende dal veemente assalto della Roma battendo l’Ascoli e compromettendone quasi del tutto le speranze di permanenza nella massima divisione. Per Avellino, Udinese e Como, quindi, mancano solamente pochissimi punti per poter programmare una nuova stagione in serie A.

In settimana inizia il festival delle finali europee. Si parte con l’andata di Coppa Uefa che, tra il rammarico dei tifosi interisti, vede protagonista il Real Madrid contro gli ungheresi sorpresa della competizione del Videoton. Si inizia in terra magiara, con i bianchi di Spagna grandissimi favoriti.
COPPA UEFA – FINALE D’ANDATA – Fehervar, mercoledì 8 maggio 1985
VIDEOTON – REAL MADRID 0-3

RETI: 31′ Michel, 77′ Santillana, 89′ Valdano

VIDEOTON: Disztl P., Borsányi, Disztl L.; Csuhay, Horváth, Palkovics; Végh, Wittman, Vadász, Novath (Gyenti), Burcsa.

REAL MADRID: Miguel Ángel, Chendo, Sanchís; Stielike, Camacho, San José; Míchel, Gallego, Butragueño (Juanito), Santillana (Salguero), Valdano.
Il Videoton, complesso di giocatori semi-sconosciuti, riesce a far poco contro la verve dei giovani talenti del Real Madrid, capaci d’esprimere tutta la loro superiorità tecnica. C’è la chiara sensazione di trovarsi davanti ad un gruppo destinato a scrivere una pagina meravigliosa di calcio, riportando le “merengues” ai fasti dei tempi dei grandi Puskas e Di Stefano.

In Italia, nel frattempo, si conclude la campagna elettorale per le elezioni comunali. Si tratta di una tornata a grande valenza politica: molti temono la conferma dei risultati delle elezioni europee dell’anno precedente, quando il Partito –Comunista Italiano ha strappato alla Democrazia Cristiana lo scettro di prima forza politica nazionale.

Contemporaneamente il mondo del calcio guarda a Bergamo, città che potrebbe vivere un momento storico incoronando matematicamente il Verona nuovo campione d’Italia.
29a GIORNATA: domenica 12 maggio 1985

Ascoli – Cremonese 3-2

11′ Cantarutti, 26′ Meluso (CR), 68′ Juary (CR), 72′ Hernandez, 82′ Nicolini

Atalanta – Verona 1-1

43′ Perico (AT), 51′ Elkjaer

Avellino – Como 1-1

16′ Guerrini, 26′ Vullo (AV)

Fiorentina – Torino 0-0

Juventus – Sampdoria 1-1

57′ Platini (JU), 76′ Scanziani

Milan – Lazio 2-0

16′ Virdis, 40′ Battistini

Roma – Inter 4-3

25′ Ancelotti, 28′ aut. Oddi (IN), 38′ Conti, 49′ Giannini, 51′ Pruzzo, 59′ Rummenigge (IN), 65′ Altobelli (IN)

Udinese – Napoli 2-2

4′ Maradona, 8′ Galparoli (UD), 55′ De Agostini (UD), 88′ Maradona

CLASSIFICA:

Verona 41; Torino 37; Inter 36; Juventus, Milan e Sampdoria 35; Roma 34; Napoli 31; Fiorentina 29; Atalanta 28; Avellino e Udinese 25; Como 24; Ascoli 22; Lazio 14; Cremonese 13.
Alle ore 18 di un’uggiosa domenica di maggio si fa la storia: a Bergamo arriva il triplice fischio finale che sancisce l’1 a 1 che consegna al Verona lo scudetto. La città di Giulietta è tutto un florilegio di stendardi giallo-blu, in attesa delle migliaia di tifosi che si sono recati nella città orobica. La festa è tanto bella quanto spontanea, non essendo stato preparato nulla, per paura di qualche risvolto clamoroso. Non è così: l’anno successivo il simbolo del tricolore farà bella mostra di sè sulle maglie di una società impegnata fino a tre anni prima sui campi della serie B. Nel campionato degli stra-miliardari, vince l’oculatezza e la sagacia e per la solitamente compassata Verona si aprono giorni di festeggiamenti in stile Rio de Janeiro.

Per il resto la giornata ravviva la lotta UEFA col grande successo della Roma sull’Inter, mentre in coda l’Ascoli può ambire al massimo a disputare uno spareggio, tentando di andare a vincere sul campo dell’Inter e sperando nella sconfitta casalinga del Como contro il Milan.

Mentre i quotidiani sportivi nazionali sono impegnati ad incensare il Verona nuovo campione d’Italia, la maggioranza di governo tira un grande sospiro di sollievo: il tanto temuto sorpasso dei Ccomunisti non si è verificato. Si chiude così una campagna elettorale giocata puntando sui sentimenti della gente, compresi quelli legati alle grandi passioni. A Verona il nuovo sindaco eletto, dimostrandosi vicino alla squadra, con promesse riguardanti l’ammodernamento delle strutture sportive, conquista numerosi voti tra i tifosi della curva, quelli più accesi. Inizia in questi anni una pericolosissima commistione tra tifo organizzato e politica, destinata (in un futuro nemmeno troppo lontano) a tenere le società sotto ricatto.

Intanto, però, si guarda al presente che porta l’assegnazione del primo trofeo continentale: la Coppa delle Coppe. A contendersela arrivano l’Everton, squadra rappresentante la Liverpool che vince poco, e il Rapid di Vienna, ambasciatore di un movimento in flessione. L’Austria, infatti, vede quasi compromessa la sua qualificazione ai prossimi campionati del mondo del Messico.
COPPA DELLE COPPE – FINALE -: Rotterdam, mercoledì 15 maggio 1985
EVERTON – RAPID VIENNA 3-1

RETI: 58′ Gray A., 72′ Steven, 84′ Krankl (RA), 85′ Sheedy

EVERTON: Southall, Stevens, Van Den Hauwe; Reid, Mountfield, Ratcliffe; Steven, Sharp, Gray A., Bracewell, Sheedy. All.: O. Kendall.

RAPID VIENNA: Konsel, Lainer, Weber; Garger, Brauneder, Hrstic; Kranjcar, Kienast, Weinhofer (Panenka), Pacult (Gröss), Krankl. All.: O. Baric.
A Rotterdam gli inglesi dell’Everton conquistano il loro primo trofeo internazionale portando a compimento un progetto iniziato anni prima per portarsi a livello dei concittadini dominatori d’Europa. Contro il Rapid del sempiterno Hans Krankl gli uomini allenati dallo scozzese Kendal forniscono una grande prova in una delle partite più appassionanti della stagione.


In Italia, nel frattempo, si attende l’ultima giornata di campionato nella quale si assisterà all’incoronazione ufficiale del Verona a nuovo Re d’Italia. Sin dalle prime ore di una splendida e soleggiata domenica di maggio le tribune del Bentegodi sono gremite da migliaia e migliaia di tifosi in festa. La gara è preceduta da un autentico happening avente quale momento centrale la calata nello stadio della nazionale italiana di Paracadutismo pronta a portare dall’alto il tricolore. Nel frattempo a Montecarlo va in scena il tradizionale Gran Premio di Formula 1. Ancora una volta trionfa Alain Prost, davanti a Michele Alboreto, Elio De Angelis, Andrea De Cesaris, Dereck Warwick e Jaques Laffite.
30a GIORNATA: domenica 19 maggio 1985

Como – Milan 0-0

Cremonese – Udinese 2-0

59′ Finardi, 73′ Torresani

Inter – Ascoli 5-1

43′ Marini, 45′ Altobelli rig., 48′ Cantarutti (AS), 75′ Bergomi, 82′ Rummenigge, 84′ Altobelli

Lazio – Juventus 3-3

3′ Giordano (LA), 12′ Platini, 34′ Brio, 61′ Scirea, 68′ Giordano (LA) rig., 74′ Podavini (LA)

Napoli – Fiorentina 1-0

39′ Caffarelli

Sampdoria – Atalanta 3-0

11′ Francis, 19′ Salsano, 53′ Mancini

Torino – Roma 1-0

79′ Serena

Verona – Avellino 4-2

9′ Fanna, 40′ aut. Garuti, 42′ Faccini (AV), 46′ Diaz (AV), 61′ Galderisi rig., 90′ Elkjaer

CLASSIFICA:

Verona 43; Torino 39; Inter 38; Sampdoria 37; Juventus e Milan 36; Roma 34; Napoli 33; Fiorentina 29; Atalanta 28; Avellino, Como e Udinese 25; Ascoli 22; Cremonese e Lazio 15.
Davanti ad uno stadio completamente gremito Verona ed Avellino danno vita ad una gara spettacolo degna di tanta festa. Gli uomini di Bagnoli volano all’inizio, ma anche gli irpini vogliono prendersi un pezzetto di storia rimontando le due reti subite nella prima mezz’ora di gioco. Incassato il 2 a 2 il Verona cerca di riorganizzarsi arrivando all’azione che provoca il calcio di rigore che, a testimonianza della compattezza del gruppo scaligero, viene ancora una volta affidato al piede di Galderisi. Finalmente il piccolo grande bomber rompe il sortilegio trasformando la massima punizione. La gara termina con la prodezza di Elkjaer che fissa il punteggio sul 4 a 2 finale.

Contemporaneamente il Torino conquista il secondo posto a spese della Roma, la quale chiude nel peggiore dei modi una stagione fallimentare che l’ha vista mancare sistematicamente tutti gli obbiettivi d’inizio stagione, chiudendo addirittura fuori dalle coppe internazionali. Allo stato attuale la stessa sorte toccherebbe pure alla Juventus, sesta in graduatoria e costretta ad imporsi nella finale di Coppa dei Campioni prevista a fine mese a Brouxelles. Assieme agli scaligeri festeggiano anche Inter e Sampdoria, mentre il Milan deve guardare alla Coppa Italia per tornare in europa dopo sei anni di lontananza.

In coda la giornata sancisce la retrocessione in serie B dell’Ascoli. Dopo sette anni, spesso caratterizzati da pagine memorabili di calcio, i marchigiani del vulcanico presidente Costantino Rozzi salutano la massima divisione.
LA CLASSIFICA

POS. SQUADRA P. G. V. N. S. V. N. S. V. N. S. G.F. G.S.

1. VERONA 43 30 9 5 1 6 8 1 15 13 2 42 19

2. Torino 39 30 9 4 2 5 7 3 14 11 5 36 22

3. Inter 38 30 11 4 0 2 8 5 13 12 5 42 25

4. Sampdoria 37 30 9 5 1 3 8 4 12 13 5 36 21

5. Milan 36 30 8 4 3 4 8 3 12 12 6 31 25

6. Juventus 36 30 8 5 2 3 9 3 11 14 5 48 33

7. Roma 34 30 7 7 1 3 7 5 10 14 6 33 25

8. Napoli 33 30 8 6 1 2 7 6 10 13 7 34 29

9. Fiorentina 29 30 6 6 3 2 7 6 8 13 9 33 31

10. Atalanta 28 30 5 9 1 0 9 6 5 18 7 20 32

11. Como 25 30 5 10 0 1 3 11 6 13 11 17 27

12. Udinese 25 30 7 4 4 3 1 11 10 5 15 43 46

13. Avellino 25 30 6 7 2 1 4 10 7 11 12 27 33

14. ASCOLI 22 30 4 8 3 0 6 9 4 14 12 24 40

15. LAZIO 15 30 2 7 6 0 4 11 2 11 17 16 45

16. CREMONESE 15 30 4 6 5 0 1 14 4 7 19 22 48

480 240 108 97 35 35 97 108 143 194 143 504 504

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