CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1984-85: LA 1a E LA 2a GIORNATA

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La settimana che precede l’inizio del nuovo campionato italiano di calcio è scossa da una violentissima polemica innescata dal Ministro degli Esteri

italiano Giulio Andreotti. L’esperto politico romano, ospite in un Festival dell’Unità, nel fare il suo intervento sostiene che la riunificazione delle due Germanie è

un’idea irta di pericoli, e che i due Paesi devono continuare a essere divisi. Il governo federale tedesco chiede spiegazioni su quella che ritiene un’interferenza

nella volontà politica di uno stato sovrano. La polemica andrà avanti per molti giorni, compresa la domenica in cui inizia il campionato. L’attenzione è tutta allo

Stadio Bentegodi di Verona, dove il “divino” Diego Armando Maradona fa il suo esordio nella Serie A italiana. Toccherà al tedesco Hans Peter Briegel l’onere di

limitarne il genio.

Altro fatto importante percui questo campionato passa alla storia, riguarda le designazioni arbitrali, effettuate per la prima volta attraverso il sorteggio integrale

del direttore di gara. A modesto parere di chi scrive, attorno a questo evento sono nati molti miti da sfatare: spiegheremo al termine della descrizione del campionato

la nostra posizione.

1a GIORNATA: domenica 16 settembre 1984

Atalanta – Inter 1-1

8′ Muraro, 48′ Osti (AT)

Avellino – Roma 0-0

Como – Juventus 0-0

Lazio – Fiorentina 0-1

71′ Pecci

Milan – Udinese 2-2

13′ Gerolin, 19′ Virdis (MI), 61′ Hateley (MI), 73′ Carnevale

Sampdoria – Cremonese 1-0

37′ Souness

Torino – Ascoli 1-0

20′ Schachner

Verona – Napoli 3-1

26′ Briegel, 33′ Galderisi, 58′ D. Bertoni (NA), 75′ Di Gennaro

CLASSIFICA:

Fiorentina, Sampdoria, Torino e Verona 2; Atalanta, Avellino, Como, Inter, Juventus, Milan, Roma e Udinese 1; Ascoli, Cremonese,

Lazio e Napoli 0.

Carlo Muraro, in campo al posto del grande Rumenigge infortunato, realizza il primo gol della stagione, mentre Diego Armando Maradona deve

immediatamente fare i conti con la durezza del campionato italiano. Su di lui il tedesco del verona Hans Peter Briegel monta una guardia spietata e si prende anche il lusso di realizzare la rete che sblocca il risultato, aprendo la strada ad una grande vittoria scaligera. Solo una volta Maradona accende la luce e fornisce l’assist che permette a Daniel Bertoni di riaprire l’incontro, prima della sassata su punizione del numero 10 avversario Antonio Di Gennaro.

I giallo-blu di Bagnoli sono in testa assieme alla Fiorentina corsara a Roma, alla Sampdoria e al Torino. Per il resto si registrano solo pareggi. Contrariamente a

quanto avvenuto l’anno precedente, i gol latitano e questa è la prima vera sorpresa del campionato.

Il calendario, ormai frenetico, prevede anche l’inizio delle Coppe Europee con quattro squadre italiane al via. La vigilia è tuttavia funestata dalla scomparsa di uno

dei padri della Repubblica: il 18 settembre viene infatti a mancare Riccardo Lombardi.

COPPE EUROPEE – mercoledì 19 settembre 1984
COPPA DEI CAMPIONI – ANDATA 16i DI FINALE

ILVES TAMPERE – JUVENTUS 0-4

COPPA DELLE COPPE – ANDATA 16i DI FINALE

ROMA – STEAUA BUCAREST 1-0

COPPA UEFA – ANDATA 32i DI FINALE

FENERBACHE – FIORENTINA 0-1

SPORTUL STUDENTES – INTER 1-0

Solo l’Inter stecca all’esordio europeo: gli uomini allenati da Castagner tornano dalla Romania con una rete al passivo. Ben tutt’altra atmosfera

regna in casa Juve dopo la goleada islandese con la quale Platini e compagni si garantiscono una passerella per la partita in programma due settimane dopo. La Roma,

nella Coppa delle Coppe, batte la Steaua Bucarest, società in grande ascesa, mentre la Fiorentina torna dalla Turchia con un utilissimo successo di misura.

Torna il campionato dal quale ci si aspetta il riscatto del Napoli di Maradona.

2a GIORNATA: domenica 23 settembre 1984

Ascoli – Verona 1-3

53′ Di Gennaro, 60′ Briegel, 70′ Elkjaer, 75′ Hernandez (AS)

Cremonese – Torino 2-1

3′ Bonomi rig., 24′ Nicoletti, 41′ Caso (TO)

Fiorentina – Milan 0-0

Inter – Avellino 2-1

42′ Diaz (AV), 54′ Altobelli rig., 82′ Pasinato

Juventus – Atalanta 5-1

1′ Boniek, 58′ Platini, 66′ aut. Magnocavallo, 71′ Magrin (AT) rig., 74′ Scirea, 79′ Platini

Napoli – Sampdoria 1-1

62′ Maradona (NA) rig., 72′ Salsano

Roma – Como 1-1

59′ Cerezo (RM), 77′ Corneliusson

Udinese – Lazio 5-0

28′ Galparoli, 36′ Zico, 58′ Selvaggi, 68′ Mauro, 88′ Carnevale

CLASSIFICA:

Verona 4; Fiorentina, Inter, Juventus, Sampdoria e Udinese 3; Como, Cremonese, Milan, Roma e Torino 2; Atalanta, Avellino e Napoli

1; Ascoli e Lazio 0.

Dopo 180 minuti di campionato l’Hellas Verona corona il sogno di volare in vetta da sola alla classifica, andando a dare spettacolo sul campo di

Ascoli. Nell’area avversaria Hans Peter Briegel è una furia, Di Gennaro vive uno stato di forma straordinario e, quando lanciato in contropiede, il danese Elkjaer

diventa inarrestabile. Fiorentina, Sampdoria e soprattutto Torino, sorprendentemente battuto a Cremona da una formazione senza stranieri in rosa, non riconfermano i

successi della prima giornata, dando spazio agli uomini di Bagnoli.

Dietro si fanno notare a suon di gol Juventus ed Udinese, ma i friulani, impegnati la domenica successiva in un inedito derby triveneto d’altissima classifica, debbono

registrare il grave infortunio toccato a Zico.

Su rigore Maradona realizza la sua prima rete in serie A, mentre la Roma rimane a secco di vittorie.

In settimana ci sono nuovi sviluppi riguardanti un personaggio ormai da anni al centro d’importantissimi scandali finanziari. Il 25 settembre, infatti, a Roma
Michele Sindona, estradato dagli Stati Uniti proprio per rispondere di questi scandali, viene rinchiuso nel carcere di Rebibbia.

Da oggi qualcuno nel nostro Paese trema, per le “Liste”.

I giornali sportivi, dal canto loro, si occupano dell’esordio stagionale della nazionale azzurra. Inizia la fase d’avvicinamento al Mondiale del Messico attraverso una

lunga serie di amichevoli, non dovendo affrontare i gironi eliminatori in quanto detentrice del titolo. Tra l’altro, avendo ottenuto in estate l’organizzazione

dell’edizione del 1990, passeranno dieci anni prima di vedere i nostri lottare per entrare in una fase finale.

A Milano arriva la Svezia, nazionale in grande ascesa, trascinata dalle gesta del Goeteborg, una delle migliori squadre di club del momento. Fallito l’esperimento del

doppio libero, Bearzot tenta di schierare due difensori centrali puri, con l’intento di permettere ai terzini Giuseppe Bergomi ed Antonio Cabrini lunghe discese sulle

fasce laterali. E’ quanto proverà in Germania il nuovo selezionatore Franz Beckenbauer. Dal canto suo Bearzot prova inserendo contemporaneamente Pietro Vierchowod e

Fulvio Collovati a protezione dell’esordiente Franco Tancredi.

416: Milano (Stadio “Giuseppe Meazza”) – mercoledì 26 settembre 1984 – ore 20,40

ITALIA – SVEZIA 1-0 (AM)

RETI: 2′ Cabrini.

ITALIA: Tancredi (Roma) 1, Bergomi (Inter) 17, Cabrini (Juventus) 52, Vierchowod (Sampdoria) 13, Collovati (Inter) 44 (85′ Righetti (Roma)
5), Scirea (Juventus) 66 (cap.), B. Conti (Roma) 33 (15′ Fanna (Verona) 8), Bagni (Napoli) 14, Rossi (Juventus) 41, Dossena (Torino) 24 (62′ Tardelli

(Juventus) 74), Altobelli (Inter) 27. C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Galli (Fiorentina), Giordano (Lazio).

SVEZIA: Ljung, Erlandsson (cap.), Fredriksson, Tord Holmgren, Dahlqvist, Hysen, Strömberg, Eriksson, Gren, Holmqvist, Svensson (54′ Corneliusson). C.T.: L. Arnesson.

A disposizione: Wernersson, Larsson, Magnusson, Tommy Holmgren.

ARBITRO: Brummeier (Austria).

SPETTATORI: 25.000.

L’Italia apre col botto la sua stagione, passando immediatamente in vantaggio, ma successivamente si limita a conservare il gol realizzato fornendo

di sè un’immagine al quanto sbiadita, in una serata in cui risaltano gli ampi vuoti sugli spalti dello Stadio di San Siro. Dopo l’entusiasmo seguito alla vittoria

azzurra ai mondiali di Spagna, ottimo viatico per riportare la gente negli stadi, inizia qui ad incrinarsi il rapporto tra la gente e il tempio del Dio Pallone.

L’intensa stagione delle squadre di club e il costo sempre più elevato dei biglietti, iniziano ad essere un ostacolo per l’accesso della gente allo stadio: una

famiglia rischia di fumarsi in una sera un decimo dello stipendio solo per assistere a novanta minuti di calcio e, per giunta, non dalle postazioni migliori.

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