CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1974-85: IL GIRONE DI RITORNO DALLA 25a ALLA 27a GIORNATA

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Il giorno dopo quest’interessantissima serata di coppe europee, torna d’attualità la questione del rapporto tra Stato e Chiesa Cattolica. Ci sono polemiche dentro i partiti, alla vigilia dell’appuntamento elettorale, quando papa Giovanni Paolo II, nel suo viaggio pastorale a Loreto, rivolgendo il suo discorso ai fedeli, invita i cattolici a dare una prova di unità politica alle prossime elezioni regionali”.

Il rivolgere un simile messaggio è ritenuta una ingerenza nella democraticità della volontà popolare del Paese. Soprattutto se fatto in un
clima di emotività religiosa come quello di Loreto.

Preceduta da una notizia bomba di mercato, va in scena la venticinquesima giornata di campionato. Il giorno precedente il big-match tra Verona e Torino, su alcuni giornali compare la notizia del passaggio all’Inter di Pietro Fanna e Luciano Marangon, i due magnifici esterni, cardini essenziali del gioco di Bagnoli.
25a GIORNATA: domenica 14 aprile 1985

Avellino – Atalanta 1-1

18′ Colomba (AV) rig., 23′ Magnocavallo

Como – Lazio 1-0

53′ Morbiducci

Cremonese – Napoli 1-1

53′ D. Bertoni, 57′ Bonomi (CR)

Inter – Fiorentina 1-0

40′ Rummenigge

Juventus – Udinese 3-2

20′ Carnevale (UD), 34′ e 81′ Boniek, 86′ Koetting, 90′ Zico (UD)

Roma – Ascoli 3-1

1′ Graziani, 19′ aut. Dell’Oglio, 48′ Righetti, 50′ Dirceu (AS)

Sampdoria – Milan 2-1

40′ Vierchowod, 72′ Souness, 83′ Battistini (MI)

Verona – Torino 1-2

53′ Serena, 65′ Schachner, 77′ Briegel (VE)

CLASSIFICA:

Verona 36; Inter, Juventus, Sampdoria e Torino 32; Milan 30; Roma 27; Napoli 26; Fiorentina 23; Atalanta e Udinese 22; Como 21; Avellino 20; Ascoli 19; Lazio 14; Cremonese 12.

È l’appello accorato di Claudio Garella ai tifosi del Verona dopo l’inattesa sconfitta interna contro il Torino, giunta a seguito di una gara dall’andamento per certi aspetti incomprensibile. I giallo-blu partono attaccando a testa bassa fin dal primo secondo di gioco e, dopo cinque minuti, hanno l’opportunità di passare in vantaggio disponendo di un calcio di rigore. Dal dischetto batte lo specialista Galderisi, ma la palla si schianta sul palo. Gli uomini di Bagnoli non si perdono d’animo: dominano, ma la palla non vuole saperne di entrare. Un Verona così dovrebbe comunque risolvere la questione nel secondo tempo, frazione solitamente favorevole alla capolista. Invece accade l’imprevedibile: dopo poco più di un quarto d’ora dal rientro in campo Schachner e Serena trafiggono per due volte Claudio Garella. Il Verona ha ancora la forza di reagire accorciando le distanze grazie al solito Hans Peter Briegel. L’ultima parte della partita si risolve in un assalto all’arma bianca degli uomini di Bagnoli che, ad un minuto dalla fine, sfiorano il pareggio con Pietro Fanna la cui conclusione si spegne sul palo. La paura espressa da Garella non nasce quindi da un cattivo stato di forma della squadra, ma dalla sensazione che qualcosa sia mutato: Inter, Juventus e Sampdoria, oltre al citato Torino, approfittano del passo falso scaligero riportandosi a quattro punti di distanza. Rimane fuori solo il Milan sconfitto nello scontro diretto di Genova contro i blu cerchiati allenati da Bersellini.

Un Verona rimaneggiato si reca quindi a Milano nel giorno in cui la Formula 1 torna col Gran Premio del Portogallo.

La gara lusitana festeggia il primo successo in carriera di Airton Senna da Silva, al quale è bastato salire su una monoposto leggermente più competitiva per riuscire a lottare alla pari con i grandi. Dietro al brasiliano giunge Michele Alboreto, ancora una volta secondo ma in vetta alla classifica. Completa il podio il francese Patrik Tambay seguito da De Angelis, Mansel e Bellof.

26a GIORNATA: domenica 21 aprile 1985

Ascoli – Juventus 1-1

22′ Tardelli, 50′ Nicolini (AS) rig.

Atalanta – Como 1-0

11′ Pacione

Fiorentina – Cremonese 1-1

18′ Socrates (FI), 20′ Nicoletti

Lazio – Sampdoria 0-3

23′ Scanziani, 45′ Salsano, 54′ Vierchowod

Milan – Verona 0-0

Napoli – Inter 3-1

18′ D. Bertoni, 39′ G. Baresi (IN), 50′ Dal Fiume, 63′ D. Bertoni

Torino – Avellino 2-0

13′ Serena, 88′ Schachner

Udinese – Roma 0-2

67′ Pruzzo, 90′ Chierico

CLASSIFICA:

Verona 37; Sampdoria e Torino 34; Juventus 33; Inter 32; Milan 31; Roma 29; Napoli 28; Atalanta e Fiorentina 24; Udinese 22; Como 21; Ascoli e Avellino 20; Lazio 14; Cremonese 13.
Un Verona ampiamente rimaneggiato disputa una gara prettamente difensiva, riuscendo a conquistare un utilissimo pareggio. Torino e Sampdoria traggono momentaneo vantaggio, ma il calendario viene in soccorso degli scaligeri che potranno disputare tre delle ultime quattro partite tra le mura amiche. In coda, solo la matematica tiene ancora in serie A Lazio e Cremonese.

In settimana tornano le coppe europee: c’è la speranza concreta di riportare due squadre in finale.
COPPE EUROPEE: mercoledì 24 aprile 1985
COPPA DEI CAMPIONI – RITORNO SEMIFINALE

BORDEAUX – JUVENTUS 2-0

COPPA UEFA – SEMIFINALE DI RITORNO

REAL MADRID – INTER 3-0

Dato il largo successo ottenuto dalla Juventus nella partita di Torino, l’attenzione dei tifosi va a Madrid, dove l’Inter è chiamata a difendere il doppio vantaggio conquistato a Milano. Al Bernabeu, però, va in scena il fattaccio: al ventinovesimo del primo tempo, dopo che Santillana ha già sbloccato il risultato in favore dei madridisti, Bergomi si accascia al suolo nell’area di rigore interista colpito da una biglia che prontamente Zenga raccoglie e consegna a un fotografo italiano posizionato dietro la sua porta. L’arbitro scozzese Bob Valentine non si accorge di nulla perché dava le spalle a Bergomi curandosi di Giuseppe Baresi anch’egli finito a terra in un contrasto.

A fine primo tempo Dall’Oglio, accompagnatore dell’Inter, recapita la biglia all’arbitro ma viene invitato da questi a consegnarla al commissario Uefa, lo svizzero Gunther Schneider.

Immediatamente l’avvocato Prisco presenta reclamo, mentre la partita va in porto con il 3-0 per il Real che ribalterebbe lo 0-2 di Milano. Il risultato viene omologato subito dopo il termine della sfida stessa, perché non esiste la prova che Bergomi sia stato colpito da quella biglia; probabilmente qualcuno si è ricordato della famosa lattina che, nel 1971, ha messo fuori gioco Roberto Boninsegna sul campo del Borussia Mönchengladbach, quando capitan Mazzola consegnava all’allora direttore di gara un contenitore diverso da quello piovuto in testa all’attaccante d’origine mantovana, chiedendolo a due italiani che, seduti tra gli spettatori, stavano sorseggiando la stessa bevanda.

Contrariamente alle attese, la serata non si rivela tranquilla nemmeno per la Juventus: il Bordeaux, passato in vantaggio nel primo tempo, raddoppia negli ultimi minuti di gara, sfiorando addirittura l’incredibile supplementare. Comunque l’ingresso in finale per i bianco-neri è cosa fatta. Come previsto a Brouxelles sfideranno i detentori del Liverpool.

Si disputa la quart’ultima di campionato, giornata che andrà in scena tra l’indifferenza generale, per effetto dello sciopero di tutti i giornalisti a causa del quale non vi saranno nè radiocronache al pomeriggio e nemmeno le usuali immagini serali.
27a GIORNATA: domenica 28 aprile 1985

Ascoli – Udinese 0-1

53′ Tesser

Atalanta – Milan 1-0

83′ Magrin

Avellino – Sampdoria 2-1

47′ Francis (SA) rig., 80′ Diaz, 86′ aut. Renica

Como – Torino 0-0

Inter – Cremonese 2-0

9′ aut. Bencina, 57′ Altobelli rig.

Juventus – Fiorentina 1-2

3′ Briaschi (JU), 37′ Cecconi, 77′ Passarella

Roma – Napoli 1-1

40′ D. Bertoni, 42′. aut. Dal Fiume (RM)

Verona – Lazio 1-0

78′ Fanna

CLASSIFICA:

Verona 39; Torino 35; Inter e Sampdoria 34; Juventus 33; Milan 31; Roma 30; Napoli 29; Atalanta e Fiorentina 26; Udinese 24; Avellino e Como 22; Ascoli 20; Lazio 14; Cremonese 13.
Il Verona sembra risentire della strana atmosfera attorno a questa giornata di campionato, ma, più probabilmente, paga il progressivo avvicinarsi di un traguardo molto più grande di quello pronosticato ad inizio stagione. Sta di fatto che gli scaligeri faticano maledettamente prima di avere ragione della resistenza laziale. Succede un po’ di tutto: a metà del primo tempo Galderisi fallisce un altro calcio di rigore, facendo pesare sul Bentegodi l’incubo del ripetersi della gara contro il Torino. I capitolini si difendono con ordine portando di quando in quando attacchi pericolosi. A 13 minuti dal termine arriva l’episodio che scaccia tutti i cattivi presagi: Pierino Fanna, il primo tra gli uomini di Bagnoli a vestire la maglia della nazionale, trova la rete decisiva (la prima per lui in campionato), mettendo lo scudetto praticamente in cassaforte. A fine giornata, infatti, il Torino pareggia sul campo di Como, mentre la Sampdoria cade ad Avellino grazie ad un’autorete di Alessandro Renica, manco a dirlo, veronese di nascita.

Con questa sconfitta la Lazio è matematicamente retrocessa in serie B assieme alla Cremonese.
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