CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LA 20a, LA 21a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1984-85 E LA SALITA AL POTERE DI MICKAIL GORBACIOV

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
Dopo l’importantissima partita di Verona, il campionato prosegue con la trasferta del Verona in casa della Juventus e lo scontro tra Inter e Torino per designare la vera antagonista degli uomini di Bagnoli. Gli scaligeri affrontano il match privi di Briegel impegnato il giorno precedente con la sua nazionale in una partita valida per le qualificazioni ai mondiali messicani.

20a GIORNATA: domenica 24 febbraio 1985
Ascoli – Avellino 2-2

13′ Barbadillo, 30′ De Napoli, 37′ e 79′ Dirceu (AS)

Cremonese – Atalanta 0-0
Fiorentina – Sampdoria 0-3

17′ Salsano, 27′ e 68′ Francis rig.

Inter – Torino 1-1

13′ Corradini, 28′ Collovati (IN)

Juventus – Verona 1-1

74′ Briaschi (JU), 76′ Di Gennaro

Napoli – Lazio 4-0

58′ Maradona, 78′ aut. Filisetti, 84′ e 87′ Maradona

Roma – Milan 0-1

12′ Virdis

Udinese – Como 4-1

15′ Gerolin, 51′ Fusi (CO), 66′ aut. Fusi, 76′ aut. Ottoni, 82′ Gerolin

CLASSIFICA:

Verona 29; Inter 28; Torino 26; Milan e Sampdoria 25; Juventus e Roma 23; Fiorentina e Napoli 20; Atalanta 19; Avellino 18; Como 17; Udinese 16; Ascoli 13; Lazio 10; Cremonese 8.




Probabilmente sul far delle 4 del pomeriggio di quest’ultima domenica di febbraio, si decide il destino dell’intero campionato. Massimo Briaschi sfonda il fortino eretto dagli uomini di Bagnoli davanti a garella e porta in vantaggio la Juventus. Contemporaneamente a Milano l’Inter, impegnata nel big match contro il Torino, riceve un calcio di rigore. Vi sono proteste, le cose vanno per le lunghe e, finalmente, Brady può presentarsi sul dischetto. L’irlandese ha sui piedi la possibilità di portare la sua Inter da sola in vetta alla classifica, ma fallisce il tiro dagli undici metri. Contemporaneamente a Torino Antonio Di Gennaro fa partire una legnata da lontanissimo, la quale va ad insaccarsi alle spalle del portiere juventino. Il regista di scuola Fiorentina realizza il gol più importante della sua carriera e preserva il primo posto agli uomini allenati da Bagnoli.
In settimana la Coppa Italia designa le otto che proseguiranno l’avventura a campionato terminato.

COPPA ITALIA – RITORNO 8i DI FINALE – mercoledì 27 febbraio 1985
Bari – Fiorentina 0-1
Cagliari – Torino 0-0
Inter – Empoli 1-0
Juventus – Campobasso 4-1
Napoli – Milan 1-1
Roma – Parma 1-1
Sampdoria – Pisa 2-0
Verona – Genoa 2-1

La Juventus rimonta la sconfitta di Campobasso e raggiunge Fiorentina, Inter, Milan, Sampdoria, Torino, Verona e Parma negli ottavi. Desta sensazione vedere i giallo-blu emiliani, in piena lotta per non retrocedere in serie C1, confrontarsi con le grandi, a spese della Roma detentrice del trofeo. Per gli uomini di Eriksson è il segnale di una stagione da dimenticare in fretta.

21a GIORNATA: domenica 3 marzo 1985

Atalanta – Ascoli 0-0
Avellino – Fiorentina 0-0
Como – Inter 0-0
Juventus – Cremonese 5-1

10′ Boniek, 12′ Finardi (CR) rig., 14′ Briaschi, 40′ e 49′ Platini rig., 87′ Briaschi

Lazio – Torino 0-0
Milan – Napoli 2-1
<

15′ Battistini, 35′ aut. Wilkins (NA), 68′ Incocciati

Sampdoria – Udinese 1-0

58′ Vialli

Verona – Roma 1-0

75′ Elkjaer

CLASSIFICA:

Verona 31; Inter 29; Milan, Sampdoria e Torino 27; Juventus 25; Roma 23; Fiorentina 21; Atalanta e Napoli 20; Avellino 19; Como 18; Udinese 16; Ascoli 14; Lazio 11; Cremonese 8.

Una rete di Preben Elkjaer consegna al Verona un’importantissima vittoria sulla Roma, arrivata al termine di una gara alquanto nervosa. Gli scaligeri sembrano aver perso lo smalto della prima parte della stagione, quando incantavano col loro gioco, ma dimostrano di credere fortemente nel raggiungimento di un obbiettivo che, ad inizio campionato, avrebbe aperto le porte di una qualsiasi clinica di salute mentale solo a pensarlo. A fine giornata, tra l’altro, gli uomini di Bagnoli vantano due punti di vantaggio sull’Inter diretta inseguitrice. Ora per i giallo-blu si aprono scenari impensabili, stante l’impegno dei milanesi nelle coppe europee, fonte di dispendio d’energie.

COPPE EUROPEE – mercoledì 6 marzo 1985
COPPA DEI CAMPIONI – ANDATA 4i DI FINALE
JUVENTUS – SPARTAK PRAGA 3-0

COPPA DELLE COPPE – ANDATA 4i DI FINALE
BAYERN MONACO – ROMA 2-0

COPPA UEFA – ANDATA 4i DI FINALE
INTER – COLONIA 1-0

In Coppa dei Campioni la Juventus travolge lo Spartak Praga, squadra di nobili origini e grande realtà negli anni trenta, ora costretta a vivere di ricordi. Dopo il successo agli europei del 1976, il calcio cecoslovacco attraversa una profonda involuzione, analogamente ad altre realtà come Austria ed Ungheria. Contemporaneamente l’Inter riesce a superare il Colonia, ma il successo striminzito non la mette al riparo dalle insidie della trasferta in terra tedesca.
Dalla Germania, invece, la Roma torna con una pesante sconfitta che ne pregiudica il cammino in Coppa delle Coppe. Per i capitolini sta svanendo un altro obbiettivo.




Il giorno successivo è un’altra data storica per il mondo della musica leggera. Dopo il successo ottenuto dalla canzone Do they know it’s Christmass Time, prodotta dai maggiori artisti inglesi per raccogliere fondi in favore della lotta contro la fame nel mondo, sempre spinti da analogo obbiettivo, si muovono pure gli artisti d’oltre oceano. A Los Angeles viene pubblicato il brano We Are the World
scritto da Michael Jackson ne Lionel Richie: il tormentone dell’anno è servito.
Intanto il campionato è fermo nuovamente per permettere ad Enzo Bearzot di preparare una nuova gara amichevole della nazionale italiana. Questa volta gli azzurri sono impegnati in Grecia, contro una squadra che rappresenta un movimento in ascesa. Dopo i recenti successi Bearzot sembra aver trovato il gruppo di giocatori sul quale contare per difendere al meglio il titolo conquistato in Spagna: in terra ellenica non va nessun elemento nuovo.
Intanto dall’Unione Sovietica ancora una volta giungono notizie contrastanti riguardanti lo stato di salute del proprio capo di governo. Da tempo Constantin Cernienko si mostra raramente in pubblico: il perché viene a galla l’11 marzo quando da Mosca, la Tass dirama tramite agenzia e legge alla televisione il seguente messaggio:

Cernienko già molto anziano, 72 anni, ma anche malato e sofferente d’asma, conclude un mandato iniziato il 13 febbraio 1984, quinto capo dell’Urss dopo Lenin, Stalin, Kruscev, Brezhnev e Andropov, tutti più giovani di lui rispettivamente di anni 47, 45, 59, 58 e 68.
Immediatamente l’apparato sovietico provvede a nominare il successore dello statista scomparso. Un comunicato Ansa delle ore 13,00 di lunedì 11 marzo recita come segue:


MICHAIL GORBACIOV ha 54 anni e rispetto al mediocre suo predecessore (mai salito alla ribalta internazionale, anche se ex delfino di Brezhnev) avvia immediatamente un processo di rinnovamento e ristrutturazione economica.

Il nuovo “padrone” dell’Unione Sovietica, comunque la seconda superpotenza mondiale, è il grande protagonista di giornata. Dopo questa breve biografia, l’Ansa rilascia un altro comunicato riguardante l’importante uomo politico, destinato ad aprire un’epoca nuova per il mondo intero:

Ed infine, in tarda serata, sempre la medesima agenzia pubblica il seguente profilo:

La speranza comune è che il nuovo leader sovietico sia il partner ideale per porre fine allo stato di “guerra fredda” nel quale il mondo si trova fin dai giorni immediatamente successivi al termine della seconda guerra mondiale.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutubeby feather

LASCIA UN Commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.