CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1981-82: IL GIRONE D’ANDATA DALLA 5a ALLA 7a GIORNATA

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Archiviata anche la fine di una delle famiglie più influenti degli ultimi cinquant’anni, gli appassionati di calcio si preparano a vivere la quinta giornata di questo campionato.
5a GIORNATA: domenica 11 ottobre 1981

Bologna – Milan 0-0

Catanzaro – Ascoli 1-0

19′ Sabato

Fiorentina – Avellino 1-0

1′ Graziani

Genoa – Roma 0-1

2′ Pruzzo

Inter – Cesena 3-2

3′ Schachner (CE), 17′ Altobelli, 19′ Beccalossi rig., 24′ Pasinato, 59′ Perego (CE)

Juventus – Cagliari 1-0

87′ Bettega

Napoli – Como 2-0

10′ Pellegrini III, 50′ Citterio

Udinese – Torino 3-2

35′ Cattaneo, 52′ Causio, 65′ Bonesso (TO), 77′ Muraro, 87′ Bonesso (TO)

CLASSIFICA:

Juventus 10; Fiorentina 8; Inter e Roma 7; Ascoli, Catanzaro, Milan, Napoli e Torino 5; Avellino, Bologna e Cesena 4; Cagliari, Genoa e Udinese 3; Como 2.
Con un gol realizzato a tre minuti dal termine Roberto Bettega mantiene i due punti di vantaggio ai suoi, permettendo alla Juventus di conquistare il quinto successo consecutivo. Dietro la Fiorentina non molla, mentre risalgono Inter e Roma.

Il Milan pareggia a Bologna, mentre l’Udinese conquista il primo successo stagionale a spese del Torino.

Tutto questo avviene prima dello stop del campionato per la decisiva trasferta in Jugoslavia della nazionale azzurra. La gara è temuta: dopo la sconfitta di Torino gli uomini allenati da Miljanic non hanno conosciuto altro che successi e il ricordo delle quattro reti incassate nel giugno del 1979 fa ancora male. Nel gruppo rientra Roberto Bettega.

Nel weekend si mette la parola fine sull’appassionante stagione di Formula 1 1981. Teatro dell’ultimo atto è un nuovo circuito cittadino creato nella città di Las Vegas. Il tracciato è stato ricavato all’interno del parcheggio del mega complesso alberghiero del Ceasar’s Palace di
Las Vegas. La pista è un tortuoso budello lungo 3.650 metri senza particolari punti impegnativi. Sono tre i piloti che ancora possono aggiudicarsi il titolo mondiale piloti, di tre scuderie diverse: Williams, Brabham e Ligier.

La pista viene curata bene con gli organizzatori che cercano di renderla ampia al fine di favorire i sorpassi, creando anche un’ampia via di fuga coperta di sabbia e stendendo un asfalto liscio come il vetro. Molto importante per lo spettacolo l’indecisione nella lotta per il titolo, che è affare di ben tre piloti :Carlos Reutemann, 49 punti; Nelson Piquet, 48 punti; and Jacques Laffite,
43 punti.

La pista fa segnare una velocità media di circa 160 kmH; il fatto di correre in senso antiorario è, però, alquanto stressante per i piloti. Nelle prove Piquet soffre molto tanto da farsi poi fare un lungo massaggio dal preparatore del pugile Sugar Ray Leonard, impareggiabile campione del mondo dei pesi medi, al fine di lenire i dolori a schiena e ginocchia.

La pole è conquistata proprio dal leader della classifica, Reutemann, che precede il compagno di scuderia Alan Jones. La seconda fila accoglie Gilles Villeneuve e l’altro duellante
Nelson Piquet, mentre Jacques Laffite è solo dodicesimo. Si qualifica per la prima volta
Derek Warwick al volante della Toleman.

In Jugoslavia, intanto, si disputa l’importante match di qualificazione. Bearzot ripropone lo stesso centrocampo che ha giocato contro la Bulgaria, mentre Alessandro Altobelli prende il posto di Graziani in cattive condizioni fisiche. L’interista sarà accompagnato in attacco da Roberto Bettega.
387: Belgrado (Stadion “Crvena Zvezda”) – sabato 17 ottobre 1981 – ore 16,00

JUGOSLAVIA – ITALIA 1-1 (C.M.Q: gir. 5, 6a gara)

RETI:9′ Zlatko Vujovic (J), 33′ Bettega.

JUGOSLAVIA: Pantelic, Buljan, Gudelj, Surjak (cap.), Stojkovic, Zajec, Zlatko Vujovic (81′ Zoran Vujovic), Petrovic, Halilhodzic, Sljivo, Pasic. C.T.: M. Miljanic.

A disposizione: Svilar, Krmpotic, Hrstic, Jerolimov.

ITALIA: Zoff (Juventus) 94 (cap.), Gentile (Juventus) 51, Cabrini (Juventus) 29, Dossena (Torino) 4, Collovati (Milan) 21, Scirea (Juventus) 44,B. Conti (Roma) 10, Tardelli (Juventus) 51, Altobelli (Inter) 9, Antognoni (Fiorentina) 57 (62′ Oriali (Inter) 16), Bettega
(Juventus) 41. C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Bordon (Inter), Vierchowod (Fiorentina), Bagni (Inter), Selvaggi (Cagliari).

ARBITRO: Eschweiler (Germania Ovest).

SPETTATORI: 70.000.
Nella bolgia dello stadio di Belgrado la nazionale azzurra sembra andare incontro ad una debacle, subendo nei primi minuti la rete del talentuoso Zlatko Vujovic. L’Italia, però non si disunisce e alla mezz’ora trova il gol con Roberto Bettega. Il 32enne attaccante juventino è in grande forma e si presenta come uno dei candidati più autorevoli per una maglia ai mondiali spagnoli.

In tarda serata, dopo aver assistito al rientro anticipato dello Space Shuttle, reduce dal suo secondo volo nello spazio, prende il via l’attesissimo Gran Premio di Formula 1. A Las Vegas Jones parte e va in testa alla prima curva seguito da Gilles Villeneuve, Alain Prost, Carlos Reutemann, Bruno Giacomelli e Nelson Piquet. Successivamente Villeneuve verrà squalificato per essere partito da una posizione scorretta. Intanto Giacomelli sorpassa Reutemann mentre Piquet è passato da Watson e Laffite. I due passano anche Reutemann poco dopo sicché i due principali duellanti per il titolo si trovano l’uno avanti l’altro.

Alan Jones allunga su Prost, ora secondo. Dietro ci sono Villeneuve, Giacomelli, Laffite, Watson, Reutemann e Piquet. In pochi giri Reutemann viene passato sia dal brasiliano, sia da Andretti. Piquet passa poi Watson, mentre Laffite sorpassa Giacomelli e Andretti sopravanza in successione Watson e Piquet.

Gilles Villeneuve si ritira col motore fuori uso e Giacomelli va in testacoda, retrocedendo fino al nono posto. Pochi giri dopo abbandona anche Mario Andretti mentre Watson va ai box per sostituire gli pneumatici. Ora la classifica recita: Jones, Prost, Laffite, Piquet, Reutemann e
Nigel Mansell. Pure Prost ha problemi con le coperture, va quindi ai box, perdendo qualche posizione. Piquet ora è terzo, seguito da uno scatenato Mansell. Il francese della Renault si riprende presto il terzo posto passando Reutemann e Mansell stesso.

Anche Jacques Laffite è tradito dalle gomme, rientra ai box e dice ormai addio al mondiale. Al giro 50 Jones doppia addirittura Reutemann. Il mondiale non è chiuso visto che Piquet soffre il grande caldo del Nevada.

Nella seconda parte di gara viene passato sia da Mansell che da Giacomelli, mentre Watson e Laffite si stanno avvicinando. Il brasiliano deve giungere almeno quinto per vincere il titolo, dando per scontato che Reutemann ormai è troppo distante dalla zona punti. Al giro 58 Giacomelli sorpassa Mansell e va al terzo posto dietro la coppia Jones-Prost.

Le posizioni restano congelate con Alan Jones che vince per la dodicesima (e ultima) volta in carriera, davanti a Prost, Giacomelli, che conquista il suo unico podio nel mondiale e il primo per una Alfa dal Gran Premio di Spagna 1951 e Mansell. Quinto giunge Nelson Piquet, che ha resistito agli assalti di Laffite e Watson, e vince il suo primo mondiale piloti. La
Brabham porta a casa per la terza volta il titolo piloti dopo le vittorie di Jack Brabham
(1966) e Denny Hulme (1967).

Archiviato il mondiale di Formula 1 1981 e l’importante gara dell’Italia in Jugoslavia che, in pratica, sancisce la qualificazione al mondiale, per tre compagini nostrane si profila un nuovo impegnativo mercoledì di coppa. La Juventus, in particolare, è impegnata sul difficile campo dell’Anderlecht campione del Belgio, una delle società più titolate negli ultimi anni.
COPPE EUROPEE: mercoledì 21 ottobre 1981
COPPA DEI CAMPIONI – ANDATA 8i DI FINALE

Anderlecht – Juventus 3-1

COPPA DELLE COPPE – ANDATA 8i DI FINALE

Porto – Roma 2-0

COPPA UEFA – ANDATA 16i DI FINALE

Inter – Dinamo Bucarest 1-1

In Belgio la Juventus trova grandi difficoltà contro una squadra nettamente superiore fisicamente. L’applicazione sistematica ed ossessiva del fuorigioco da parte della difesa dei padroni di casa impedisce agli avanti di Trapattoni di svolgere la solita manovra. A complicare le cose ci si mette pure l’arbitroc he, in apertura di ripresa, con la Juventus in svantaggio per 1 a 0, annulla un gol regolare a Sergio Brio. Successivamente i belgi dilagano e il gol realizzato nel finale da Domenico Marocchino serve solamente a limitare i danni, rendendo possibile l’impresa nella gara di ritorno.

Va peggio alla Roma sconfitta per 2 a 0 sul campo del Porto; recuperare contro una squadra abile nell’addormentare il gioco sarà sicuramente impresa improba. In Coppa Uefa l’Inter si complica la partita di ritorno pareggiando in casa contro la Dinamo Bucarest. Il gol realizzato in trasferta avvantaggia i romeni, esponenti di un movimento in grande ascesa.

Il campionato riprende con una giornata ad alta tensione essendo previsti i derby di Milano e Torino.
6a GIORNATA: domenica 25 ottobre 1981

Avellino – Bologna 0-1

8′ Chiodi

Cagliari – Ascoli 1-0

84′ Lamagni

Cesena – Napoli 1-3

19′ Palanca, 36′ aut. Palanca (CE), 83′ Musella, 88′ Damiani

Como – Catanzaro 1-1

59′ Nastase, 81′ aut. Ranieri (CO)

Genoa – Udinese 2-1

30′ Corti, 63′ Iachini rig., 90′ Tesser (UD)

Milan – Inter 0-1

69′ Oriali

Roma – Fiorentina 2-0

20′ Di Bartolomei, 35′ Pruzzo

Torino – Juventus 0-1

62′ Gentile

CLASSIFICA:

Juventus 12; Inter e Roma 9; Fiorentina 8; Napoli 7; Bologna e Catanzaro 6; Ascoli, Cagliari, Genoa, Milan e Torino 5; Avellino e Cesena 4; Como e Udinese 3.
Claudio Gentile fa volare la Juventus approfittando della sconfitta della Fiorentina sul campo della Roma balzata in seconda posizione assieme all’Inter vittoriosa nel derby di Milano. Le sconfitte contro Juventus e Inter ridimensionano notevolmente le ambizioni del Milan, già impelagato nei bassi fondi della graduatoria. I rossoneri denotano gravissime difficoltà in avanti, avendo realizzato solamente un gol; Joe Jordan, poco assistito, non riesce ad esplodere, ma a parziale giustificazione dello scozzese ci sono le cattive condizioni fisiche probabilmente causate da alcuni allenamenti troppo duri imposti da Radice e la scarsità dei rifornimenti in avanti. Jordan è uomo d’area di rigore che ha bisogno di giocare molti palloni con la faccia rivolta alla porta e la squadra non sembra in grado di favorirlo in questo tipo di gioco.

Salgono le quotazioni del Napoli reduce da una squillante vittoria sul campo di Cesena.

Inizia così la settimana che porta all’incontro più atteso della stagione: a Torino si sfidano Juventus e Roma. Il ricordo del gol annullato a Turone è ancora vivo e costituisce una solida fonte di polemiche. Si tratta di un incontro chiave: vincendo la Juventus, ancora a punteggio pieno dopo sei giornate, scapperebbe mettendo una serissima ipoteca sullo scudetto.
7a GIORNATA: domenica 1 novembre 1981

Ascoli – Como 1-1

35′ Mandorlini (AS), 84′ Tempestilli

Bologna – Cesena 0-0

Catanzaro – Milan 3-0

3′ Bivi, 10′ Borghi, 75′ Mauro

Fiorentina – Torino 2-1

33′ Casagrande, 69′ Bertoni, 90′ Pulici (TO)

Inter – Genoa 0-0

Juventus – Roma 0-1

49′ Falcao

Napoli – Avellino 0-0

Udinese – Cagliari 1-0

63′ Gerolin

CLASSIFICA:

Juventus 12; Roma 11; Fiorentina e Inter 10; Catanzaro e Napoli 8; Bologna 7; Ascoli e Genoa 6; Avellino, Cagliari, Cesena, Milan, Torino e Udinese 5; Como 4.
Paulo Roberto Falçao, diventato pure cecchino infallibile oltre che “signore e padrone” del centrocampo, riapre il campionato stendendo la Juventus. Con questa vittoria i capitolini si ripropongono come l’antagonista più autorevole dei campioni d’Italia in carica. Non molla comunque la Fiorentina, prontamente ripresasi dalla sconfitta di Roma. Fa discutere invece l’Inter fermata in casa dal Genoa. Chi tuttavia sta peggio è senz’altro il Milan annientato sul campo di Catanzaro, terreno dal quale era abituato ad uscire con squillanti vittorie. Gli uomini di Radice ora navigano nei bassi fondi della classifica, ma quello che è peggio è la loro assenza di gioco. A questo si aggiunge il male misterioso che sembra aver colpito Franco Baresi, fulgida promessa del calcio italiano. Si tratta di una malattia del sangue di cui non si comprende l’origine. La società è ricorsa al mercato ingaggiando dal Brescia Maurizio Venturi, libero di discrete qualità, ma con lui non sarà certo la stessa cosa.

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