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ASTON VILLA: LA NUOVA FAVOLA PROVENIENTE DALL’INGHILTERRA

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Mentre iniziano le prime amichevoli pre-mondiali (gli azzurri sono impegnati in settimana contro la Svizzera) l’Europa assegna il trofeo più importante: la Coppa dei Campioni.
A contendersela troviamo il Bayern Monaco, pluri titolato e rappresenntante uno dei movimenti più vincenti degli ultimi anni, e l’Aston Villa, campione d’Inghilterra nel 1981 e sorprendente realtà di questa edizione che ha visto uscire di scena i detentori del Liverpool ai quarti di finale.

Prosegue il conflitto anglo-argentino nelle Falkland. Il 25 maggio l’aviazione argentina affonda due navi inglesi causando una quarantina di morti. Alla vigilia dei campionati mondiali c’è timore nel caso in cui le due nazionali dovessero eventualmente affrontarsi nella seconda fase.

Arriva così il giorno della finale di Coppa dei campioni. Rummenigge e compagni sono gli ovvi favoriti: sia per il loro tasso tecnico essendo arrivati imbattuti al grande appuntamento, sia per la tradizione che li ha visti vincere tutte le finali alle quali hanno partecipato.
COPPA DEI CAMPIONI – FINALE -: Rotterdham (Feyenord Stadion), mercoledì 26 maggio 1982
Aston Villa – Bayern Monaco 1-0

RETI: 67’ White.

ASTON VILLA: Rimmer (12′ Spink), Swain, Evans; McNaught, Williams, Bremner; Cowans, Mortimer (cap.), Shaw, Morley, Withe. ALL.: T. Barton.

BAYERN MONACO: Müller, Dremmler, Horsmann; Weiner, Augenthaler, Kraus (79′ Niedermayer); Dürnberger, Breitner, Hoeness, Mathy (52′ Güttler), Rummenigge I (cap.). ALL.: P. Csernai.
Durante tutta la manifestazione il punto di forza dell’Aston Villa si è dimostrata la difesa, perforata solo due volte, entrambe dalla Dinamo Berlino, e, logicamente, in finale gli inglesi impostano una gara di contenimento. Il pallino del gioco è stabilmente in mano al Bayern ma Rumenigge, Breitner e Dremmler non riescono a far breccia nella retroguardia britannica, privata dopo pochi minuti del portiere titolare Rimmer, sostituito degnamente da Spink.

La ripresa inizia con l’arrembaggio bavarese, ma l’Aston Villa resiste. Lo sforzo profuso dai campioni di Germania 1981 è grande e quando rifiatano vengono puniti dal primo attacco inglese, un contropiede guidato da Morley sulla sinistra con cross rasoterra che incontra il piatto di Withe a centro area per l’1-0.

E’ il gol decisivo, i tedeschi sono troppo stanchi e avviliti per riuscire a rimontare. Il Bayern non meriterebbe di perdere, ma gli inglesi si sono dimostrati molto diligenti tatticamente giocando nell’unico modo possibile per non soccombere di
fronte alla maggior classe dei tedeschi. È la sesta vittoria inglese consecutiva, mentre per il calcio teutonico si tratta della seconda finale persa in stagione contro teams inferiori sulla carta. I numerosi successi ottenuti dalle squadre di club negli ultimi anni, uniti a quelli della nazionale, al momento sicuramente una delle più forti al mondo, hanno reso giocatori e tecnici un tantino supponenti e, come si sa, la superbia nello sport è una brutta bestia.

L’Aston Villa, dal canto suo, emula il Nottingham Forest e si porta a casa la Coppa dei Campioni al debutto nella manifestazione. I ‘Villans”, che avevano aspettato settantuno anni prima di vincere il loro settimo titolo nazionale, si impongono un po’ a sorpresa in questa edizione ribadendo ancora una volta la superiorità inglese nel massimo torneo continentale
(sesto trionfo consecutivo). Il Villa è una squadra nel vero senso della parola: l’organico non contempla la presenza di primedonne ma tutti sono dediti alla causa comune, dal capitano
Mortimer, al regista Cowans, dalla giovane promessa Shaw all’ariete Withe.
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