CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

VERSO LONDRA 1948

Finalmente, dopo oltre un decennio, le nazioni si sfidano nuovamente sui campi di gara e non più su

quelli di battaglia: ritornano le olimpiadi! Teatro della manifestazione è Londra. Si vogliono dimenticare anni di morte e

distruzione, ma soprattutto si vuole far dimenticare l’ultima edizione a cinque cerchi disputata, quella berlinese del

1936 impregnata di razismo e di propaganda nazista.

Alla rassegna londinese non vengono ammesse la Germania e il Giappone, nazioni sconfitte durante la guerra e considerate

le vere artefici del conflitto. Viene ammessa invece l’Italia – il voltafaccia dell’8 settembre 1943 ci ha garantito

almeno questo privilegio -.

Anche il mondo del calcio si prepara all’avvenimento: da dieci anni non si affronta una manifestazione ufficiale. Il

movimento italiano, in particolare, è chiamato a difendere l’oro conquistato dodici anni prima in Germania.

Si andrà in Inghilterra con una compagine di giovani, in quanto alle Olimpiadi non sono ammessi i professionisti. L’unico

elemento d’esperienza è il centr’avanti del Modena Pernigo. Si spera di vincere, ma ci sarà da confrontarsi con squadre ottimamente organizzate, come quelle del nord Europa in enorme ascesa. La Svezia, in particolare, già segnalatasi grazie al terzo posto ottenuto al mondiale francese del 1938, ha potuto
sfruttare  la sua neutralità durante la guerra. Il Paese scandinavo, infatti, è diventato il rifugio di molti allenatori

dell’Est Europa perseguitati dall’occupante regime nazista per motivi raziali che hanno insegnato calcio a giocatori

fortissimi fisicamente. In questa manifestazione si vedranno i risultati di quanto
fatto dai vari Lajos Czeizler e Bela Guttmann.

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