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LE FINALI DELLE OLIMPIADI 1948: IL TRIONFO DEL GRE-NO-LIE

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Due giorni dopo arriva il momento di assegnare le prime medaglie del dopoguerra. Danimarca e Gran Bretagna sono le prime a scendere sul terreno di gioco per conquistare la medaglia di bronzo.
Londra (Wembley Empire Stadium) – venerdì 13 agosto 1948

DANIMARCA – GRAN BRETAGNA 5-3 (XIV Ol.: FINALE 3o POSTO)

RETI: Hansen I 2, Praest 2, Sorensen; Hardisty, Aitken, Amor.

DANIMARCA: Nielsen, Jensen J., Overgaard; Pilmark, Ornvold, Jensen J.; Ploger, Lundberg(cap), Praest, Hansen I, Sorensen.

GRAN BRETAGNA: Simpson, Neale, Carmichael; Hardisty, Lee, Fright; Boyd, Aitken, Mcllvenny, Rawlings, Amor.

ARBITRO: Van der Meer (Olanda).

SPETTATORI: 5.000.
Al termine di una gara tesa e combattuta la Danimarca conquista la medaglia di bronzo, a riprova della superiorità delle nazionali scandinave sulle altre. In pratica Hansen e compagni si sono arresi solamente alla Svezia, a questo punto grande favorita contro la Jugoslavia.
Londra (Wembley Empire Stadium) – venerdì 13 agosto 1948

SVEZIA – JUGOSLAVIA 3-1 (XIV Ol.: FINALE)

RETI: 24′ Gren, 42′ Bobec (JU), 48′ Nordahl I, 67′ Gren rig.

SVEZIA: Lindberg, Nordhal, Nilsson; Rosengren(cap.), Nordahl II, Andersson; Rosen, Gren, Nordahl I, Carlsson, Liedholm.

JUGOSLAVIA: Lovric, Brozovic, Stankovic; Cajkovski Zl. (cap.), Jovanovic, Atanakovic; Cimermancic, Mitic, Bobek, Cajkovski Ze., Vukas.

ARBITRO: Ling (Inghilterra).

SPETTATORI: 60.000.
Non c’è il tutto esaurito, ma l’immenso stadio di Wembley offre una cornice più che dignitosa per la gara di finale di questo torneo olimpico. Il grande protagonista di giornata è Gunnar Gren, mezz’ala destra dell’ormai celeberrimo trio GRE-No-LIE, trascinatore dei suoi verso la medaglia d’oro. La Jugoslavia ha fatto quello che ha potuto, chiudendo il primo tempo in parità e mettendo in mostra il talento Bernard Wukas, un mancino destinato a scrivere altre pagine importanti nella storia del calcio internazionale. In mezzo alle due marcasture di Gunnar Gren, va registrato l’usuale sigillo del pompiere Nordahl, uno che non riesce a stare più di una partita senza scrivere il proprio nome nella casella dei marcatori.

Col successo scandinavo va così in archivio il primo grande appuntamento calcistico internazionale del dopoguerra.
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