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LA CADUTA DI MUSSOLINI

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Le bombe sganciate su Roma dalle forze alleate sembrano far comprendere a tutti che, ormai, non c’è più nulla da perdere, perché tutto è irrimediabilmente compromesso! A questo punto, a tutti i livelli, qualsiasi decisione diventa possibile.

Il giorno 24 è una data nefasta sia per l’Italia, sia per la Germania. Il principale alleato di Mussolini si trova alle prese con gli effetti dell’operazione Gomorra nella quale aerei alleati bombardano la città di Amburgo, mentre Roma viene di nuovo colpita pesantemente, seguendo la medesima sorte che sta toccando a Livorno. Al termine di questa giornata drammatica, il Gran Consiglio riunito toglie la fiducia a Mussolini, rimettendo al Re tutti i poteri finora prerogativa del Duce.Finisce l’epoca Fascista. Il giorno seguente Vittorio Emanuele III affida
a Badoglio il mandato di Primo Ministro prima ancora di avvertire Mussolini il quale, dopo l’incontro col sovrano viene arrestato. La sera stessa la Radio, attraverso un comunicato letto dal Re in persona, annuncia la caduta del Duce. Si scende in strada convinti della fine della guerra, ma la gioia dura poco in quanto nel messaggio successivo, Pietro Badoglio invita tutti a rimanere al proprio posto, ufficialmente a fianco dei tedeschi.

Immediatamente partono trattative segrete con gli alleati per una resa, nella speranza di passare almeno al ruolo di cobelligeranti contro la Germania stessa. Inizia qui il periodo più ambiguo della storia d’Italia. Persone che dal Fascismo hanno tratto vantaggi e potere, si affrettano a dichiarare la loro fedeltà al Re e a disconoscere l’autorità che avevano servito per vent’anni. In ventiquattr’ore
nemmeno l’ombra di un fascista; e quelli che stanno morendo in Russia, in Africa, in Grecia, in Jugoslavia, in Francia per chi lo fanno? Probabilmente non lo sanno nemmeno loro!
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