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29 GIUGNO 1949: LA SCOMUNICA CONTRO IL COMUNISMO

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 Quella maledetta sera del 4 maggio l’aereo si è portato via l’unica cosa capace di unire l’Italia. Infatti la popolazione, praticamente dalla fine del conflitto, è spaccata in due: democristiani da una parte, con la benedizione delle alte istituzioni, Chiesa in testa e comunisti dall’altra, visti dagli avversari
come l’inpersonificazione del male. Una simile divisione si sta riflettendo anche nel mondo dello sport, in particolare nel ciclismo.  E’ vero che il 15 luglio del 1948 tutta l’Italia, in una situazione drammatica in seguito all’attentato a Togliatti, ha festeggiato la vittoria al Tour de France di Gino
Bartali. Ma si è saputo che il toscano, che non ha mai fatto mistero della sua fede democristiana,  era partitocon il placet di De Gasperi e con la benedizione di Papa Pacelli. Il ciclista è stato fatto simbolo dei buoni valori cattolici pertanto è naturale che il suo più grande avversario, Fausto Coppi, sia stato
eletto come simbolo dell’altra Italia, quella vista di malocchio, perché comunista, quindi senza Dio. Ma si tratta di oltre otto milioni di cittadini che incominciano ad essere mal visti. Dal 28 giugno inizieranno anche ad essere discriminati ufficialmente. Nel frattempo, però hanno già problemi seri in famiglia.  Questi sono spesso, paradossalmente,  dei buoni cristiani sebbene non proprio praticanti (le cui donne vanno regolarmente a messa la domenica). Prima i parroci hanno avvertito le fedeli che frequentavano la chiesa, in merito alle disposizioni del Santo Padre, da riferire ai propri padri, mariti, fratelli, fidanzati,
poi queste disposizioni le troveranno messe per iscritto il prossimo 29 giugno 1949.

In questa data, in tutte le chiese della nazione, sul portone d’entrata spunta l’Avviso Sacro della scomunica;

Per evitare anatemi, la scomunica, ma soprattutto la revoca della Licenza, alcune edicole non vendono più l’Unità, il giornale organo del PCI, costretto in questo modo a mobilitare gli iscritti per la vendita abusiva nelle strade. Questi, però, vengono colpiti duramente dalle prefetture con una legge fascista ancora vigente; alcuni cittadini acquistano il giornale, ma poi lo rivoltano sotto il braccio per non farsi notare. C’è chi arriva a nasconderlo perfino in famiglia

Tutto questo ha il “grande merito” di spaccare ancora di più la popolazione creando una frattura ideologica ancora oggi difficile da sanare. Vero è che in questo periodo si calpestano alcuni commi della neonata Costituzione della Repubblica tra i quali la libertà politica e l’indipendenza dello Stato dal volere della Chiesa.

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