CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

ROMEO MENTI II

Nasce a Vicenza il 5 settembre 1919.
Il sodalizio berico, il più vecchio del Veneto, vive un autentico momento di decadenza, essendo precipitato in serie C. Il quindicenne Romeo Menti, fratello di

quell’Umberto partito per Milano, diventa un elemento cardine per la ricostruzione della società bianco-rossa. Segna valanghe di reti, tanto da essere acquistato dalla

Fiorentina appena retrocessa dalla serie A. Nella stagione 1938-39 trascina i viola alla promozione e l’anno successivo, al successo in Coppa Italia, primo trofeo ad

entrare nella bacheca gigliata.

L’anno successivo rivela pienamente le proprie doti di cannoniere, tanto da essere, su consiglio del compagno di squadra Giacinto Ellena, ex centro-mediano granata,

acquistato da Ferruccio Novo, a caccia di grandi talenti per il suo Torino. Rimane in granata fino alla sospensione dei campionati dovuta alla guerra.

Alla ripresa dell’attività il calciatore torna a Firenze, ma il non può resistere al richiamo granata.

Il vicentino ha portato al Toro una ancora maggiore spinta offensiva. Veloce, lineare, punta a rete con decisione stringendo al centro e scoccando violente bordate con

il suo sinistro, alternandosi a capitan Mazzola nel battere le punizioni, delle quali è un autentico specialista. Non cerca il colpo calibrato, ma sceglie la strada

più rapida, la botta secca, pesante, “tagliando” però spesso il pallone, imprimendogli traiettorie ingannevoli per  i portieri. Questa caratteristica lo rende

micidiale anche quando si tratta di calciare dalla bandierina.

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