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AUSTRIA-ITALIA 5-1: IL POCKERISSIMO SERVITO ALLA CRITICA

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Quella che avrebbe dovuto essere una giornata di sport e celebrazione, viene tuttavia funestata da un grave fatto di sangue a sfondo politico. A Milano viene ucciso il responsabile locale dell’MSI Ferruccio Gatti, mentre la moglie Margherita Belingieri rimane ferita. L’agguato è opera dell’ormai famigerata Volante Rossa, la stessa che circa una settimana prima ha devastato la sede del giornale “Il Meridiano d’Italia.

Le polemiche seguite all’opaca, ma vittoriosa, prestazione contro l’Ungheria del maggio precedente, sono ancora vive. I soloni del calcio dell’epoca hanno trascorso l’estate accusando il tecnico biellese di spremere oltremodo la compagine granata senza motivo e, soprattutto, senza farla rendere secondo il proprio effettivo valore. A questo punto, un po’ per sfida e, un po’ per l’effettivo calo di forma di Mazzola e compagni, Pozzo decide di schierare sul terreno del Prater una formazione-mosaico. Per l’occasione entrano a far parte del giro azzurro i giovani Gianpiero Boniperti e Riccardo Carapellese, ma il trainer azzurro vuole rivedere anche vecchie glorie come Amedeo Biavati e Silvio Piola che sta riportando in serie A il Novara. Per la prima volta un giocatore militante in una squadra di serie B veste la maglia della nazionale maggiore. Le statistiche ci dicono che un simile onore era già toccato a Raffaele Costantino, ma l’ala pugliese ha esordito a stagione finita quando il suo passaggio alla Roma era cosa fatta, mentre gli eroi di Berlino, ufficialmente hanno vestito la maglia della nazionale principale, ma solo perché il particolare regolamento delle Olimpiadi impedisce l’utilizzo di calciatori professionisti.
 163: VIENNA (Wiener Stadion, Prater) -domenica, 9 novembre 1947 – ore 14,30

AUSTRIA – ITALIA                          5-1                (Am)

RETI: 23′ Körner II, 30′ Ocwirk, 35′ Brinek, 68′ Stojaspal, 78′ Brinek, 89′ Carapellese (I)

AUSTRIA: Zeman, Pavuza, Happel, Brinek, Ocwirk, Joksch, Bichler, Hahnemann (cap.), Wagner, Stojaspal, Körner II. C.T.: E. Bauer

ITALIA:               Sentimenti IV (Juventus) 5 (46′ Franzosi (Inter) 1), Ballarin (Torino) 4, Maroso (Torino) 5, Malinverni (Modena) 1, C. Parola (Juventus) 4, Campatelli (Inter) 6 (46′ Castigliano (Torino) 5), Biavati (Bologna) 18, Piola (Novara) 33 (cap.), Boniperti (Juventus) 1, V. Mazzola (Torino) 7, Carapellese
(Milan) 1. C.T.: V. Pozzo.

ARBITRO: Roskota (Cecoslovacchia).

SPETTATORI: 60.000
E’ una disfatta! L’Italia sperimentale naufraga sotto i colpi dell’Austria. Dopo venti minuti di sostanziale equilibrio, gli eredi del “Wunderteam” chiudono la pratica nel giro di un quarto d’ora. Lucidio Sentimenti, stando alla cronaca radiofonica di Nicolò Carosio, sembra cieco, mentre gli altri appaiono dilettanti allo sbaraglio.

Non fa mai piacere beccare una cinquina, nè in faccia e nemmeno su un campo da calcio, ma Vittorio Pozzo ha servito la critica che, nonostante due mondiali vinti, lo accusa d’inscipienza calcistica. La realtà, invece, è che, dietro l’asse del grande Torino il nostro calcio non offre ancora molto. Ad onor del vero non si capisce come si faccia ad ignorare un talento come Amadei, al quale non è ancora stata concessa una possibilità di
indossare la maglia azzurra. Si parla di razzismo nei confronti delle compagini centro-meridionali, senza ricordare che, lo stesso Pozzo, negli anni trenta, non aveva esitato ad aprire le porte della nazionale a giocatori come Ferraris IV, Costantino, Dugoni, Guarisi e Guaita, tutti militanti in compagini non
del nord.

A questo punto Vittorio Pozzo può riprendere a costruire la sua nazionale secondo le sue idee.
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