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LA NASCITA DELLA SAMPDORIA

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La novità più interessante, però, riguarda una libera fusione tra due società avvenuta l’1 agosto: l’Andrea Doria e la Sampierdarenese danno vita alla Sampdoria. Questa volta non si tratta di un’unione imposta dall’alto, come avvenuto circa vent’anni prima con La Dominante, ma le due società hanno unito le loro forze tra l’entusiasmo generale.

Il nuovo sodalizio ligure parte con ambizioni d’alta classifica e soprattutto con il desiderio di strappare al Genoa il primato cittadino. Aspettative simili sono giustificate da una coppia d’attacco di tutto rispetto formata da Adriano Bassetto, proveniente dal Vicenza e “Pinella” Baldini, supportati da buoni centrocampisti come Fiorini e Barsanti.

Molto attiva si dimostra pure la neo promossa Alessandria la quale si garantisce le prestazioni di uomini esperti come il terzino campione del mondo Pietro Rava, scaricato non senza polemiche dalla Juventus e dell’attaccante albanese Riza Lushta, proveniente dal Napoli.

Il campionato, comunque, prende il via in un clima sociale teso. In agosto sonoiniziati i lavori della Conferenza di Pace di Parigi ai quali l’Italia, nazione uscita sconfitta dal conflitto, non è stata nemmeno invitata. Il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, indossando un vestito prestatogli dal collega di partito Piccioni, tanta è la miseria anche nelle classi sociali più elevate, riesce comunque a farsi ascoltare e a convincere le potenze vincitrici circa l’opportunità di non infliggere sanzioni troppo severe nei confronti degli Stati sconfitti.

Altra questione scottante è il malcontento negli ambienti partigiani che, sentendosi abbandonati dallo Stato, hanno ricostituito le loro cellule. Il 22 agosto, a partire dal Piemonte a tutto il Nord, si allarga la protesta dei gruppi partigiani contrari a deporre le armi contro gli ex fascisti, in netta opposizione alle decisioni politiche di Roma riguardanti i reati politici e al trattamento riservato ai combattenti della Liberazione.

Di fronte al rischio di un intervento armato degli Alleati, il PCI e il PSIUP si impegnano a far rientrare la protesta, mentre il governo soddisfa alcune richieste dei gruppi partigiani.

Contemporaneamente gli abitanti altoadesini chiedono una seria autonomia amministrativa, mentre Trieste si trova divisa in due e assediata dai  titini jugoslavi desiderosi di far subire agli italiani quanto era toccato loro venticinque anni prima al momento dell’occupazione italiana dell’Istria e con l’italianizzazione forzata dei territori.

Anche i lavoratori rivendicano condizioni economiche migliori per riuscire a garantire alle famiglie e a loro stessi un futuro migliore.
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