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INIZIA L’ERA DEL “CONFESSIONISMO”

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La tredicesima giornata di campionata si gioca tre giorni prima del giorno di Natale. Questa è destinata a diventare una domenica particolare, per ragioni che esulano dall’ambito calcistcico.
13a GIORNATA: domenica 22 dicembre 1946       

 Atalanta – Vicenza      1-1    

19′ Cergoli (AT), 29′ Quaresima

Brescia – Alessandria   0-3    

36′ e 82′ Lushta, 88′ Rosso I

Genoa – Roma            3-0    

9′ e 42′ Dalla Torre, 87′ Chizzo

Inter – Bari            3-1    

19′ Spadavecchia (BA), 37′ Meazza, 67′ aut. Carlini, 69′ Bovio

Lazio – Milan           1-1    

4′ Koenig (LA), 37′ Annovazzi

Livorno – Triestina     3-0    

72′ Raccis, 73′ Capaccioli, 75′ Raccis rig.

Modena – Juventus       1-0    

63′ Bonci II

Napoli – Bologna        2-0    

12′ Barbieri, 37′ Di Benedetti

Torino – Fiorentina     7-2    

7′ aut. Magli, 17′ Mazzola, 33′ Gregorin (FI), 34′ e 44′ Ossola, 50′ Grezar, 82′ Gregorin (FI), 83′ Gabetto, 85′ Loik

Venezia – Sampdoria     0-2    

(A tavolino)

 CLASSIFICA:

Torino 20; Juventus 19; Modena 18; Bologna e Sampdoria 17; Bari 15; Milan e Roma 14; Livorno e Napoli 13; Fiorentina e Genoa 12; Vicenza 11; Brescia, Inter e Lazio 10; Alessandria e Atalanta 9; Venezia 8; Triestina 7.
 Le squadre entrano in campo con ancora nelle orecchie il discorso di papa Pio XII che dal pulpito di San Pietro invita la popolazione a schierarsi dalla parte di Alcide De Gasperi, quindi della Democrazia Cristiana, per sconfiggere il pericolo bolscevico. Inizia ufficialmente il periodo che verrà ribatezzato
del Confessionismo, nel quale la Chiesa interferirà in tutti gli aspetti della vita quotidiana della gente. La Democrazia Cristiana si trova già pronto l’apparato elettorale, la macchina per l’indottrinamento, quindi deve solo raccogliere i frutti e ringraziare.
L’uomo attorno al quale gira tutto questo è Luigi Getta che si rivelerà un vulcano d’iniziative. Nel volgere di qualche anno per trovare un lavoro, per avere aiuti in caso d’indigenza, per entrare a far parte del mondo dello spettacolo o del giornalismo, sarà necessario dimostrare di appartenere a qualche associazione cattolica, o bisognerà mostrare la tessera del partito di De Gasperi.

Ma alle 14.30 di quel giorno, la gente non poteva certo sapere tutto questo: contano i risultati delle partite e allora: il Torino strapazza la Fiorentina e torna al comando in quanto la Juventus cade a Modena. Gli emiliani si mantengono nelle primissime posizioni della classifica confermandosi una bellissima
sorpresa di stagione. Il Bologna cade nuovamente a Napoli e si allontana dal primo posto. Vince l’Inter, nella quale Giuseppe Meazza rientra per cercare di dare una scossa all’ambiente.

Trascorso un Natale ancora una volta povero, ma in pace, il giorno successivo il panorama politico italiano si arricchisce di una nuova formazione politica: Giorgio Almirante fonda il Movimento Sociale Italiano, partito di destra legato ai valori della Repubblica Sociale di Salò. Proprio per questo suo legame con i valori del fascismo, valori che hanno diretto per vent’anni le scelte politiche della nazione, questa parte politica verrà sempre guardata con sospetto almeno fino a quando non avverranno strappi e cambiamenti di nomi.
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