CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

CONSIDERAZIONI SUL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1946-47

  All’inizio di luglio di questo 1947 termina il primo campionato riunificato del dopoguerra. Abbiamo già sottolineato la forza e la predominanza del Torino, la cui rosa è  diventata l’ossatura portante di una nazionale che si dimostra subito vincente. La gente inizia a riconoscersi in questi giocatori pertanto
il “Toro” non è più un patrimonio dei suoi tifosi, bensì di tutta Italia. La gente è orgogliosa di un gruppo che attraverso le vittorie tiene alto il nome di una nazione che ha conosciuto da poco le dure condizioni a cui è stata sottoposta dai Paesi vincitori della guerra.

Inoltre in uno Stato che, per legge imposta dall’esterno, deve importare un certo numero di film e di libri dall’estero, allo scopo di garantire un cambiamento di mentalità della popolazione, il riconoscersi
in qualche cosa di tipicamente indigeno come può essere una nazionale di calcio o un campione di qualsiasi altro sport che domina all’estero, diventa di fondamentale importanza.

Questo, però, è stato anche il campionato di interessantissime novità: gli juventini Boniperti e Muccinelli, i milanisti Carapellese ed Annovazzi, l’alessandrino Armano, sono solo alcuni dei giovani che caratterizzeranno il futuro del calcio italiano.

Quello che ha impressionato sono state le difficoltà nelle quali si sono imbattute società gloriose come l’Internazionale, la Roma e, da un certo punto in avanti, anche il Bologna. Il panorama calcistico è già mutato, e non bastano le credenziali per rimanere ad altissimi livelli.

Questo è valso per la Triestina: i giuliani sono retrocessi, ma verranno riammessi in quanto costretti a disputare tutte le gare interne in trasferta essendo la città ancora occupata da un lato dalle truppe anglo americane, dall’altro da quelle jugoslave. Ma in questo caso hanno certamente contato i
trascorsi eccellenti della società friulana che ha dato molti giocatori alla nazionale trionfatrice dieci anni prima.

Infine,  un capitolo a parte lo merita il Modena, autore di un campionato fantastico, senza avere grandi campioni in rosa. Gli emiliani hanno dimostrato che con una buona organizzazione difensiva si può ottenere moltissimo, e si che negli anni da Modena sono passati giocatori come Mazzoni, Dugoni, i fratelli
Vittorio e Lucidio Sentimenti, ma mai la squadra aveva raggiunto simili risultati.
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