CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

MASSIMO DELLA PERGOLA E L’INVENZIONE DEL TOTOCALCIO

A fine aprile iniziano le gare per l’assegnazione del primo titolo del dopoguerra. L’Italia calcistica torna ad essere unita: laddove strade e ferrovie non lo permetteranno, ci si muoverà in aereo. Nuovi e vecchi campioni scenderanno oltre il Po riportando il calcio nel cuore del grande pubblico.

Se il gioco del Pallone diventa definitivamente il dominatore assoluto delle domeniche degli italiani, lo si deve anche ad un giornalista triestino poco più che trentenne, il quale, tra lo scetticismo generale, sta mettendo a punto un’idea alquanto rivoluzionaria.

MASSIMO DELLA PERGOLA

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È un giornalista sportivo di origine ebraica nato a Trieste l’11 luglio del 1912. Le leggi raziali e la successiva occupazione tedesca non lo risparmiano: è costretto alla fuga, mentre il Popolo di Trieste, il suo ex giornale, titola: “DELLA PERGOLA ESPULSO”. Emigra a Firenze vestito da mendicante per poi correre a Milano. Assieme alla moglie e al figlio piccolissimo e, con l’aiuto di due spalloni, nel Natale del 1942 fugge in Svizzera. Tuttavia viene catturato e, con l’accusa d’espatrio clandestino, viene internato in un campo di lavoro di Pont de la Morge dove lavorerà come manovale alla bonifica delle sponde del Rodano. . Sarà la sua salvezza, ma per più di un anno Della Pergola sarà semplicemente il prigioniero numero 21.915. Quando non lavora pensa alla moglie, al bambino, ma anche alla sua grande passione: il calcio. Sa che i bombardamenti stanno distruggendo gli stadi, bruciando i campi e che la vita di molti eroi di cui scriveva prima della guerra, è gravemente segnata. Pensa a quando tutto questo finirà e a quando si potrà tornare ad esultare tutti assieme per un gol. Tuttavia sarà necessario ricostruire tutto questo e come? L’idea gli viene fulminea: basta un foglio di carta sul quale scrivere un pronostico circa i risultati delle partite della domenica: 1 se si pensa che vinca la squadra di casa, X se si pensa che la gara possa finire in pareggio e 2 per la vittoria esterna. Il costo della giocata deve essere accessibile a tutti: quanto un vermut o un bicchier di vino all’osteria e, chi indovina i dodici pronostici, vince il montepremi costituito dalla somma delle giocate. Della Pergola è talmente certo del successo della sua invenzione che è convinto di poter riservare una parte del montepremi alla ricostruzione degli impianti sportivi.

Terminato il conflitto rientra in Italia mettendosi alacremente al lavoro. Riprende i contatti di quando lavorava come giornalista e propone la sua idea ai dirigenti del CONI. Solleva più di qualche perplessitàà e, nel momento in cui prospetta la possibilità di poter reperire i fondi per la ricostruzione degli impianti sportivi, qualcuno lo prende come un visionario. Della Pergola, però, non si perde d’animo e con un capitale di 300.000 lire fonda la Sisal, la quale, per la seconda giornata di questo girone finale, darà alle stampe la prima schedina totocalcio.
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