CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

COPPA ITALIA 1942-43 AL TORINO E VENEZIA SALVO

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Nell’altra semifinale il Venezia travolge il Genoa e vola in finale. Per  i lagunari si tratta senz’altro di una grande ignezione di fiducia in vista dello spareggio decisivo contro il Bari.

Il giorno successivo, intanto, fa la sua comparsa sulla scena della storia Joseph Mengele, il vero organizzatore della Soluzione Finale. Con lui, nel campo di sterminio di Auschwitz, di cui assume il comando, la sopressione degli ebrei viene organizzata secondo canoni industriali.

Ventiquattr’ore prima della finale di Coppa Italia il destino della Sicilia è già segnato: ad Algeri lo stato maggiore delle Truppe Alleate decide l’invasione dell’Isola italiana.

A Torino, invece, l’ultima domenica di maggio, il Torino neo campione d’Italia affronta il Venezia; per Loik e Mazzola si tratta di ritrovare gli ex compagni.
COPPA ITALIA – FINALE -: Torino, domenica 30 maggio 1943

TORINO – VENEZIA 4-0

RETI: Ferraris II (2), Mazzola V., Ossola.

Torino: Bodoira, Piacentini, Ferrini O.; Gallea, Ellena, Grezar; Ossola, Loik, Gabetto, Mazzola V., Ferraris II.

Venezia: Eberle; Tortora, Di Gennaro; Arienti, Puppo, Stefanini; Degli Esposti, Novello, Pernigo, Petron, Alberico.
 Si apre ufficialmente l’epoca del grande Torino! I granata vincono anche la Coppa Italia realizzando per la prima volta l’accoppiata scudetto-coppa. Troppo superiori al Venezia. Tra i protagonisti va menzionato Franco Ossola, grande ala destra che in campionato spesso ha dovuto cedere il posto all’altro talento Romeo Menti.

Per il Venezia invece rimane la soddisfazione di aver raggiunto un’altra finale e Ancora una partita da giocare, ben più importante in quanto decisiva per il suo futuro.
 SPAREGGI SERIE A – Bologna: domenica  6 giugno 1943
 Venezia – Bari          3-0    

33′ Puppo, 43′ e 83′ Pernigo rig.(

In quella che è stata l’ultima gara ufficiale prima dell’interruzione bellica, il Venezia ottiene la tanto sospirata salvezza. A dargliela sono stati i due giocatori più rappresentativi della sua storia: Puppo che detiene il record di presenze in serie  A e Pernigo, cannoniere principe del sodalizio veneto.

 Chiude l’attività ufficiale del calcio. Termina un’epoca in modo traumatico. A fine stagione si presagiva tutto questo, ma dopo i fatti avvenuti in estate: la caduta del regime il 25 luglio e l’armistizio l’8 settembre, con i tedeschi che da alleati diventano nemici, anche per il calcio sarà impossibile continuare l’attività sull’intero territorio nazionale. Il nostro Paese conoscerà di qui in avanti solamente bombardamenti e miseria unite
ad una vera e propria guerra civile. Si arriverà all’assurdo  di festeggiare coloro che bombardano le città, che distruggono i monumenti e che seminano morte tra i civili. Saranno proprio quei civili che, non appena vedranno entrare nellecittà  le camionette degli americani, li festeggeranno come fosse
arrivato il Messia, proprio coloro che magari avevano causato la morte di amici e parenti. Si arriverà all’assurdo di festeggiare la sconfitta di qualche divisione al fronte, sebbene li combattano i figli. Tutte lacerazioni che rimarranno anche dopo il conflitto. Ma avremo tempo di parlarne.

Quello che importa è che si conclude l’epoca più vincente del nostro calcio!

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