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LE PRINCIPALI OPERAZIONI DI MERCATO DELL’ESTATE 1940

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Dati gli scarsi risultati conseguiti sui campi di battaglia, rassicurare la popolazione diventa ancor più necessario e per farlo, il regime decide di non arruolare gli sportivi, tranne i volontari, permettendo in questo modo la partenza regolare di tutti i campionati.

Le società, tuttavia, non dispongono di grandi mezzi finanziari e il calcio mercato non è molto attivo. La Roma, ad esempio riconferma in blocco la squadra dell’anno precedente, mentre i campioni uscenti dell’Ambrosiana debbono registrare le partenze eccellenti di Giovanni Ferrari, passato al Bologna, e di
Giuseppe Meazza, voluto al Milan dal neo presidente Umberto Trabattoni, uomo capace di caratterizzare tutti i prossimi anni della storia del club di via Turati.

L’industriale di Seregno inizia portando a Milano Bruno Arcari e un giovane padovano dal fisico magro e dinoccolato di nome Gino Cappello, mentre lascia la maglia rosso-nera Piero Pasinati passato all’ambizioso Novara.

La Juventus, dopo la stagione fallimentare dell’anno precedente, preleva l’albanese Lushta  dal Bari e Gino Colaussi dalla Triestina. Il Torino, invece, decide di dare spazio a Franco Ossola, futura ala di quella squadra che farà impazzire l’intera nazione. Il Napoli, dopo il brutto campionato precedente,
vede arrivare tra le sue fila una colonia di giocatori provenienti dalla Lazio, tra cui spiccano i nomi di Busani e Barrera.

Quest’anno le neo promosse sono l’Atalanta la quale schiera la promessa Gaddoni e l’ex veneziano Corbelli, che nel campionato scorso ha vestito la maglia della nazionale e il Livorno nel quale è ritornato Vinicio Viani, proveniente dalla Fiorentina.

Per tutti il primo impegno ufficiale della stagione coincide con l’inizio del campionato. La guerra ha fermato l’ormai tradizionale Mitropa Cup.
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