CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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LA COPPA ITALIA NELLA STAGIONE CALCISTICA 1940-41

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 Assegnato lo scudetto, l’attenzione dell’ambiente calcistico si sposta sulla Coppa Italia la quale, per la completa assenza di attività internazionale, deve essere ancora giocata. Vi partecipano  solamente le compagini delle due maggiori divisioni nazionali. Le altre debbono fare i conti con gli atleti che si stanno arruolando volontari. C’è ancora più di un mese di calcio giocato utile a distrarre la gente dagli avvenimenti bellici.

La settimana che sta tra la fine del campionato e l’inizio della Coppa Italia si apre con l’occupazione di   Addis Abeba da parte delle truppe inglesi, per ironia esattamente cinque anni dopo che nella stessa vi era entrato Pietro Badoglio. Tre giorni dopo cade Massaua e il 10 l’Etiopia festeggia il ritorno di Hailè Selassiè. Il negus avrà il buon gusto di ringraziare gli italiani per le opere lasciate. Finisce in questo modo l’esperienza imperiale italiana, costata morti, prigionieri, biasimo internazionale per l’uso dei gas al momento della conquista, ma salva tutto l’inizio della Coppa Italia! In realtà
questa disfatta passa immediatamente in secondo piano grazie alle vittorie ottenute nei balcani, soprattutto grazie all’apporto delle truppe di  Hitler.

La propaganda di regime, però, non potrà raccontare favole alle famiglie di quei soldati che non torneranno dall’Africa Orientale in quanto fatti prigionieri dagli inglesi, mandati nei campi di lavoro in Rhodesia e di cui, in moltissimi casi, avranno notizie solo al loro rientro a casa fra cinque anni.

Agli italiani vengono altresì taciute la cattura del sottomarino tedesco U-110 per mano della Royal Navy, la quale viene in possesso della macchina Enigma e dei codici segreti utilizzati dai tedeschi e la presunta missione di pace di Rudolf Hess, il quale, il 9 maggio, si è paracadutato in Scozia.
COPPA ITALIA – 16i DI FINALE: domenica 11 maggio 1941

Ambrosiana – Juventus                                  0-2

Borel II, Gabetto

Atalanta – Brescia                              2-2 d.t.s.

Tabanelli, Ciancamerla (A) Gei, Messora (B)

Bari – Novara                                     0-2

A tavolino

Casale – Milano                                              1-5

Schiavetta (C) Cappello, Degli Esposti, Cappello, Boffi 2 (M)

Fiorentina – Liguria                            1-0

Di Benedetti

Fiumana – Genova                             2-1

Quaresima 2 (F) Michelini (G)

Livorno – Savona                               2-0

Zironi 2

Padova – Salernitana                          6-1

Biraghi, Formentin, Di Prisco, Formentin, Biraghi, Di Prisco (P) Delfini (S)

Pro Patria – Lucchese                         0-1

Guerrini

Roma – Fanfulla                                             6-1

Coscia, Pantò, De Grassi, Amadei 2, Pantò (R) Subinaghi (F)

Siena – Bologna                                             0-0 d.t.s.

Spezia – Anconitana                           1-0

Cossio

Torino – Napoli                                              1-1 d.t.s.

Aut. Cappellini (T) Quario (N)

Triestina – Lazio                                 1-2

Ferrari (T) Romagnoli, Flamini (L)

Udinese – Verona                               4-0

Del Dottore 3, D’Odorico

Venezia – Terni                                              3-0

Alberti, Pernigo 2
 Il primo turno mette subito di fronte due delle favorite: Ambrosiana e Juventus. Passano i bianconeri grazie a Gabetto e a Felice Borel ancora capace di
prestazioni importanti. Proseguono le altre grandi ad ecezione di Torino e Napoli che ripeteranno il loro incontro, dell’Atalanta, bloccata sul pari dal Brescia e del Bologna, incredibilmente fermato sul terreno del Siena, buona squadra di serie B. Esce clamorosamente il Genoa battuto a Fiume grazie ai
gol di Quaresima, attaccante che si metterà in luce con le maglie del Vicenza e dell’Inter.

Il 15 maggio, mentre si stanno consolidando le posizioni in Jugoslavia, si giocano gli spareggi di questo turno eliminatorio.
COPPA ITALIA – SPAREGGI 16’i DI FINALE: giovedì 16 maggio 1941

 Bologna – Siena                                             6-3

Biavati 2, Reguzzoni, Puricelli 3 (B) Polacchi 2, Boldi (S)

Brescia – Atalanta                              4-2

Albini, Gei, Dusi 2 (B) Pagliano, Ciancamerla (A)

Napoli – Torino                                              1-2

Cappellini (N) Michelini, Piacentini (T)
Il Bologna dà spettacolo contro il Siena, il Torino passa a Napoli, mentre il Brescia elimina a sorpresa la forte Atalanta; tra le fila delle rondinelle
si segnala il giovane attaccante Renato Gei, futuro bomber di Fiorentina e Sampdoria.
COPPA ITALIA – 8i di finale: sabato 17 maggio 1941

 Bologna – Livorno                             3-1 d.t.s.

Sdraulig, Puricelli, Sdraulig (B) Stua (L)

Fiorentina – Juventus                         5-3

Penzo, Menti, Morisco 2, Di Benedetti (F) Gabetto, Borel II, Rava (J)

Fiumana – Spezia                               0-1 d.t.s.

Lippi

Lucchese – Padova                             1-3

Bonistalli (L) Rocco, Di Prisco, Biraghi (P)

Milan – Lazio                                     0-2

Romagnoli, Gualtieri

Roma – Novara                                              2-2 d.t.s.

Krieziu 2 (R) Zanetti, Calzolai (N)

Torino – Brescia                                 5-2

Michelini, Petron, Ganelli, Capri, Petron (T) Buzzoni 2 (B)

Venezia – Udinese                             5-0

Alberico, Loik, Alberti, Alberico, Mazzola
Spettacolare vittoria della Fiorentina sulla Juventus e i viola sognano di riconfermare il successo dell’anno precedente. Tra le loro fila c’è quel Di Benedetti che fin da giovanissimo, quando giocava nella Roma, ha nella Juventus la squadra preferita a cui segnare. Avanza anche il Bologna, il quale, solo nei tempi supplementari riesce ad avere ragione del Livorno. Nei quarti troveremo anche il Padova trascinato dagli ultimi sprazzi di classe di Nereo
Rocco.

Cinque giorni dopo viene programmato lo spareggio tra Novara e Roma, ma passano i capitolini a tavolino.

Il giorno precedente il terz’ultimo atto della Coppa Italia registra due importanti battaglie marine: La nave da guerra tedesca Bismarck affonda l’incrociatore britannico HMS Hood nella battaglia dello Stretto di Danimarca. La parziale vittoria della marina nostra alleata permette di dare meno risalto all’affondamento del piroscafo Conte Rosso, avvenuto in serata al largo della Sicilia per mano degli inglesi, azione causa di 2.300 morti.
COPPA ITALIA – 4i FINALE: domenica 25 maggio 1941

 Bologna – Venezia                             3-4

Loik, Alberico, Pernigò 2 (V) Puricelli 3 (B)

Padova – Torino                                             1-3

Biraghi (P) Petron, Michelini 2 (T)

Roma – Fiorentina                              4-1

Amadei, Pantò, Krieziu 2 (R) Poggi (F)

Spezia – Lazio                                    2-5

Costanzo 2 (S) Romagnoli, Vettraino, Romagnoli, Pisa, Gualtieri (L)
 Al termine di un’autentica battaglia il Venezia passa a Bologna ed estromette i campioni d’Italia, nonostante tre gol del loro cannoniere Puricelli. Il
Torino pone fine al sogno del Padova, nel quale si è messo in luce l’ex rossonero Biraghi. Krieziu, Amadei e Pantò fermano la corsa della Fiorentina; i tre insieme costituiscono una bella linea d’attacco che fa della velocità la propria arma migliore: Schaffer può stare tranquillo per il futuro! Infine
la Lazio batte pesantemente lo Spezia nel quale si fanno notare due buone individualità: Costanzo ed Eusebio Castigliano.

In settimana termina la battaglia navale dello Stretto di Danimarca con l’affondamento della Bismarch, l’ammiraglia della marina tedesca. Si tratta di una sconfitta destinata ad avere gravi ripercussioni future sull’andamento del conflitto, dal momento che permette alla Gran Bretagna di conservare il proprio predominio sui mari, da sempre l’arma vincente di questa nazione.

L’esercito di Hitler, però, ha risorse infinite e l’occupazione dell’isola di Creta avvenuta il primo giugno, permette a tutti di dimenticare velocemente la sconfitta subita. In Italia, intanto, si designano le finaliste della coppa nazionale.
COPPA ITALIA – SEMIFINALI -: domenica 1 giugno 1941

 Torino – Roma                                               1-1 d.t.s.

Pantò (R) Capri (T)

Venezia – Lazio                                             3-1

Baldo og, Mazzola, Alberico (V) Vettraino (L)
 Il Venezia estromette anche la Lazio. I veneti sono capaci di un calcio bello e frizzante nel quale si stanno mettendo in luce tutte le qualità delle sue due mezz’ali: Ezio Loik e Valentino Mazzola. A Torino, invece, non bastano 120 minuti per decidere l’altra finalista.

Quattro giorni dopo, allo Stadio Nazionale del Fascio, l’albanese Krieziu regalerà la finale alla Roma.

I capitolini partono favoriti dal momento che possono giocare sul terreno amico.
COPPA ITALIA FINALE D’ANDATA: Roma (Stadio Nazionale del P.N.F.) – domenica 8 giugno 1941

Roma – Venezia                                             3-3 d.t.s.

RETI: 14′, 16’e 19′ Amadei (RM), 37′ Mazzola V., 63′ Diotalevi, 68′ Alberti.

ROMA: Masetti, Brunella, Acerbi; Jacobini, Donati, Bonomi; Krieziu, Borsetti, Amadei, Coscia, Pantò. All.: A. Schaffer.

VENEZIA: Fioravanti, Piazza, Di Gennaro; Tortora, Puppo, Stefanini; Alberti, Loik, Diotalevi, Mazzola V., Alberico. All.: Girani.
Alla Roma non bastano 120 minuti ed una grandissima prova di Amedeo Amadei,  autore di una tripletta realizzata nei primi venti minuti, per conquistare il primo trofeo della sua storia! Il Venezia reagisce al rovescio iniziale riordinando le idee e portando a termine la rimonta, dimostrando di aver costruito una compagine compatta attorno ai suoi due gioielli: Ezio Loik e Valentino Mazzola.

Il 15 giugno si replicherà a campi invertiti.

Il giorno dopo l’Asse trova un nuovo alleato: la Finlandia, invasa precedentemente dall’Unione Sovietica, pone le proprie truppe sotto la protezione italo-tedesca-giapponese. Evidentemente l’attacco alla grande potenza comunista è imminente.

Stalin, dal canto suo, sta cercando di imporre il proprio controllo sulle nazioni baltiche – Lettonia, Estonia e Lituania -, da poco conquistate. Il 14 giugno, un giorno prima dell’ultimo atto della stagione calcistica italiana 1940-41, si registrano le prime deportazioni di massa di scienziati ed intellettuali estoni, lettoni e lituani verso i campi di concentramento siberiani. Molti di loro moriranno di fame e di freddo: la guerra e il XX secolo non ci hanno regalato solamente le orride camere a gas tedesche! Qualche volta bisognerebbe ricordarlo ai nostri giovani.
COPPA ITALIA FINALE DI RITORNO: Venezia (Stadio Sant’Elena) – domenica 15 giugno 1941

VENEZIA – ROMA                                             1-0

RETI: 73′ Loik.

VENEZIA: Fioravanti, Piazza, Di Gennaro; Tortora, Puppo, Stefanini; Alberti, Loik, Diotalevi, Mazzola V., Alberico. All.: Girani.

ROMA: Masetti, Brunella, Acerbi; Jacobini, Donati, Bonomi; Krieziu, Borsetti, Amadei, Coscia, Pantò. All.: A. Schaffer.
 A 17′ dal termine Ezio Loik, mezz’ala istriana, realizza il gol che porta finalmente un trofeo in una zona che tanto ha dato al calcio italiano, ma che poco ha ricevuto. Per oltre quarant’anni questo rimmarrà l’unico trofeo vinto da una compagine del Triveneto. E’ significativo notare che i lagunari sono
riusciti a trionfare nonostante l’assenza del loro bomber Pernigo. La Roma, dal canto suo, dovrà rimandare i sogni di gloria. A questo punto ci sembra doveroso ricordare la formazione vincitrice:

Fioravanti; Piazza, Di Gennaro; Tortora, Puppo, Stefanini; Alberti, Loik, Diotalevi, Mazzola, Alberico.

Si chiude così il primo campionato di guerra!  Ci ritroveremo ad ottobre con l’Italia che, più o meno direttamente governerà la Jugoslavia, con gli ultimi tentativi di resistere in Africa Orientale e con un nuovo fronte aperto: quello russo, causa di migliaia e migliaia di morti e dispersi.
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