CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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IL PERSONAGGIO: ETTORE PURICELLI

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“«Ma quali sono le piazze facili? — spiega — Eppoi come facevo a dire di no a una società come il Genoa con quel passato glorioso e nove scudetti?».

— Forse sono proprio quei nove scudetti del passato a fregare gli allenatori di oggi…

«Ma ci tenevo ad allenare pure il Genoa, era una piazza che mi mancava. Così adesso potrò dire di avere allenato… quasi tutte le squadre d’Italia».

— Perché Genova ti aveva sempre snobbato?

«Veramente avrei dovuto venirci ai tempi di Viani, il povero Gipo me l’aveva proposto».”

sentono la nostalgia della patria e vogliono ritornarci. Per questo Carniglia è tornato in Argentina (ma adesso è in Francia) e Heriberto che vive da una vita in Spagna ha sentito nostalgia della corrida, come Suarez che forse era stufo di fare il disoccupato in Italia».
— Herrera invece è rimasto a Venezia…

«Ma Helenio è uno zingaro, sta meglio certo in Laguna che a Casablanca.”

— Pugliese a Bari andava in campo con il galletto e a Foggia gettava il sale propiziatorio. Scopigno era l’allenatore filosofo. Il «paron» Rocco è stato richiesto solo dalla TV. Come mai sono scomparsi gli allenatori-personaggio?

«Guarda io ho fatto tanti anni l’allenatore al sud, ma il sale non l’ho mai buttato anche se sono superstizioso e se un gatto nero attraversa la strada obbligo il pullman della squadra a tornare indietro e a prendere un’altra via. Però in panchina con il galletto non ci sono mai andato.”

— Scopigno ci andava con i libri di filosofia…

«Lo conosco bene, Manlio. Lui mi ha sostituito a Cagliari, io l’ho sostituito a Vicenza. Il mio parere è che per durare a lungo in questa professione, bisogna amarla. Il mio coetaneo Ferruccio Valcareggi la ama come me e Anzalone per salvare la Roma si è rivolto a lui mica a un giovincello”

— Coverciano…

«L’università di Allodi serve, eccome. Però occorre il tirocinio, conoscere anche le amarezze. Coverciano è troppo bello. Ne esci con un sacco di illusioni.”

— Voi allenatori…

«Siamo come fagiani in riserva, ci sparano addosso senza pietà. Però io mi sono sempre rifiutato di fare l’avvoltoio. Quando Giagnoni ha cominciato ad essere in difficoltà non sono più andato all’Olimpico».

— I genovesi sono contenti per aver dato ai romani la fregatura Pruzzo..

«Non sono d’accordo, Pruzzo è bravo. Se la Roma va male non è certo colpa sua.”

— Saprai già che a Genova alludendo alla «Troika» Sogliano-Maroso-Messina si parlava della «banda di Varese»…

«Se è per questo, sono mezzo varesino anche io. Per chi l’avesse dimenticato assieme a Susini ho portato il Varese dalla C alla A. E fui proprio io a far acquistare Maroso prelevandolo dall’Ivrea. Mi dispiace di aver preso proprio il suo posto. Ma questa è la vita.”

— Dicevamo della banda…

«A me fanno paura solo le bande dei banditi, quelli che rapiscono la gente. Con quelle del calcio, mi ci trovo benissimo. E’ giusto che Sogliano che è un giovane preferisse un giovane. Ma sono convinto che andremo d’accordo non ci saranno problemi. E per prima cosa ho confermato lo «staff» di Maroso, cioè Bui e Messina. Io non ho mai mandato via nessuno. Credo nell’onestà di tutti.”

— Torniamo alla serie A. Molti pensano che la Juventus abbia vinto troppo…

«In effetti dopo aver raggiunto tanti traguardi, può subentrare un certo appagamento. Ma dura qualche settimana non di più. Per me la Juventus è sempre da scudetto”.

— Come vedi Nereo Rocco alla «Domenica Sportiva»?

«Nereo sta bene in qualsiasi posto».

— Un paragone con Gianni Brera?

«Certi paragoni non si possono fare. Altri personaggi, altra cultura. Io ho letto tutti i libri di Gianni a cominciare dal «Corpo della ragassa»., E’ giusto che Nereo alla letteratura preferisca le battute in triestino.”

— Sogliano ti avrà detto che a Genova c’è una stampa terribile.

«Ma io ho sempre lavorato bene con tutti i giornalisti, semmai smetto di comprare i giornali. Sono abbastanza maturo per sapere che la gente prima di leggere gli articoli legge la classifica. Quello che conta sono i risultati.”

E Maroso è stato cacciato perché il Genoa che sognava la serie A correva il rischio di finire in serie C. Se Puricelli lo riporterà nell’olimpo del calcio gli faranno un monumento, in piazza De Ferrari. Vicino a quello di Giuseppe Garibaldi. In fondo, anche Ettorazzo è un eroe dei due mondi.
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