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I PRIMI DIFFICILI MESI DI GUERRA

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Durante l’estate tengono banco  le cronache di guerra, sebbene l’attività sportiva nazionale prosegua come se nulla accadesse. Viene disputato il Giro d’Italia nel quale si applaudono le imprese dei vari Bartali e Girardengo, mentre Tazio Nuvolari continua a fare impazzire gli amanti delle quattro ruote.

Tutto serve a distrarre la popolazione che, sebbene in forma ancora lieve ha visto cadere le prime bombe su Torino e Genova e su Taranto, dove è stanziata l’intera forza navale, la quale subisce gravi perdite. Oltre confine  le cose non vanno come auspicato: appena entrato in guerra, Mussolini decide di attaccare la Francia
da sud ma la mancanza di una strategia comune tra le tre armi unita a quella di adeguati materiali bellici fa si che i francesi, pur essendo in numero inferiore ai nostri, riescano a respingere l’attacco. Hitler, una volta ottenuta la vittoria sui francesi non invita l’alleato al tavolo delle trattative e non chiede nulla per l’Italia. Toccherà semmai a Mussolini stesso avanzare le proprie richieste: si sognava la Corsica, Nizza, Marsiglia,  Avignone, Valenza, Algeri e Tunisi, si ottiene solamente il porto di Gibuti e una striscia di terra tra la Libia e la Tunisia:
nulla.

Il mese di giugno termina con un lutto per la nazione: Italo Balbo, uno dei quadrunviri alla guida della Marcia su Roma nel 1922, famoso per le sue imprese aeree e al momento governatore in Nord Africa, viene abbattuto per errore dalla contraerea di Tobruk. Questa è la versione ufficiale, ma circa la tragedia che ha colpito uno degli eroi del Fascismo, sono aperti ancora molti interrogativi.

Hitler ad agosto decide di attaccare l’Inghilterra e questa volta il Duce non esita a mandare i suoi aerei in aiuto dell’alleato. L’esercito è però dotato di apparecchi antiquati e metà vengono abbattuti dagli inglesi, mentre gli altri rientrano in quattro stati diversi essendo sprovvisti di radio e incapaci
di volare in condizioni di scarsa visibilità. E’ incredibile: la nazione in cui è stata inventata la radio e che detiene tutti i record di velocità nell’aria, possiede un arsenale da terzo mondo!

Si ottiene qualche successo illusorio in Africa, nel Sudan britannico in particolare, sufficiente per aiutare il regime nella propaganda e per sognare l’entrata trionfale del Duce ad Alessandria d’Egitto.
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