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AMBROSIANA-MILAN 2-2: LA “VENDETTA” DEL “BALILLA”

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Ancora una volta il calcio viene in aiuto alla propaganda impegnata a minimizzare gli insuccessi bellici. Manco farlo a posta la giornata prevede il derby di Milano, una partita dal sapore particolarissimo in quanto segna la prima volta di Giuseppe Meazza contro la sua Ambrosiana Inter.
18a GIORNATA: domenica 9 febbraio 1941
       

 Ambrosiana – Milan      2-2    

21′ Frossi (AM), 40′ aut. Boniforti (AM), 56′ Cappello IV, 83′ Meazza

Genoa – Juventus        2-0    

40′ Lazzaretti, 63′ Bertoni

Livorno – Bari          1-0    

17′ Viani II

Napoli – Lazio          0-2    

“a tavolino” (causa invasione di campo dei tifosi napoletani)

Novara – Fiorentina     2-0    

2′ Barberis, 67′ Pasinati

Roma – Atalanta         1-0    

47′ Coscia

Torino – Bologna        0-0    

Triestina – Venezia     3-1    

33′ aut. Loschi (VE), 44′ e 62′ Salar, 76′ Trevisan

 CLASSIFICA:

Bologna 27; Ambrosiana 25; Juventus e Torino 21; Fiorentina e Livorno 19; Atalanta, Napoli e Novara 18; Genoa e Milan 17; Roma e Triestina 16; Lazio e Venezia 14; Bari 8.
L’Arena Civica, abituale casa dell’Ambrosiana, è una gremita in ogni ordine di posti da uomini pronti a dare addosso al “traditore”. Ed infatti, non appena le squadre entrano in campo, una selva di fischi ed insulti si leva contro Giuseppe Meazza, colpevole di essere andato a vestire la maglia degli odiati cugini. I ner’azzurri sentono l’impegno e vogliono accontentare i propri tifosi lavando l’onta del vil tradimento. L’occhialuto Annibale Frossi porta in vantaggio i suoi i quali non si fermano.Sembra fatta quando il giovane Boniforti mette nella propria porta la palla, regalando in pratica l’ennesimo successo dell’Ambrosiana in un derby.

Negli spogliatoi rosso-neri qualcosa succede: Guido Ada, gladiatore della grande Pro Vercelli, trova gli argomenti giusti per caricare i suoi che entrano in campo con altro piglio. Il Milan attacca e Gino Cappello, attorno al decimo della ripresa, riapre la questione. La mezz’ala prelevata dal Padova si è rivelata un ottimo acquisto: sa unire ottima visione di gioco ad uno spiccato senso del gol.

L’Ambrosiana sembra comunque in grado di controllare gli assalti dei rossoneri; la partita si è fatta dura e la gente prosegue nel suo esercizio di continuo vituperio nei confronti dell’ex idolo di tante domeniche. Il “Dio Pallone” ha una sua giustizia e, a sette minuti dal termine, quando tutti pregustano ormai il dolce sapore del successo, mette proprio sui piedi di Meazza il pallone buono. Sarà vecchio, sarà stanco, ma uno che di mestiere ha fatto gol fin da quando indossava i calzoni corti, non dimentica certo come si fa! Il “Balilla” è lesto e spietato nello scaraventare in porta la sfera impattando l’incontro. A lui il trattamento riservatogli da quella che ha sempre creduto la propria famiglia, non è certo andato a genio ed esulta scatenando la rabbia dei tifosi che, al termine della gara, lo costringeranno ad abbandonare il campo scortato da agenti di polizia.

L’Ambrosiana, pertanto, non riesce ad approfittare del pareggio del Bologna sul campo del Torino rimanendo staccata di due punti.

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