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L’INIZIO DELLA GUERRA RIVERA-BUTICCHI E IL VERGOGNOSO GRAN PREMIO DI SPAGNA

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A seguire l’avvenimento dal vivo c’è sulle tribune tutto il “calcio che conta”, compresi i presidenti societari. Tra loro anche quello del Milan Albino Buticchi che, ad una precisa domanda dei giornalisti, diventa possibilista riguardo alla cessione del capitano Gianni Rivera in cambio della stella del Torino Claudio Sala, di quattro anni più giovane. Va ricordato che già nell’estate precedente il petroliere spezino aveva offerto il giocatore alla Fiorentina (oltre ad un pacco di milioni) in cambio del giovane Giancarlo Antognoni. Se nell’occasione Rivera, che agli occhi dei tifosi è diventato il Milan, non ha avuto reazioni particolari, ora la sua rabbia esplode. Il giocatore lascia Milanello e per alcuni giorni fa perdere le sue tracce.

Manco a dirlo la tifoseria è in fermento e fa immediatamente capire da che parte è.

Sicuramente queste persone sono poco interessate a quanto accade alla camera il 22 aprile, giorno in cui viene approvato il nuovo Diritto di famiglia col quale si chiude definitivamente l’epoca della superiorità del maschio sulla donna. In effetti è sancita la parità giuridica dei due coniugi che d’ora in avanti hanno uguali diritti e doveri. Viene eliminato il medioevale istituto della dote e viene introdotta la comunione dei beni, salvo averli dichiarati separati all’atto del matrimonio. È attribuita la patria potestà ed é abrogata la separazione per colpa. Abolita pure ogni distinzione tra figli legittimi e naturali. Finisce così l’umiliante e pregiudizialmente infamante scritta sui documenti “figlio di NN”, visto che d’ora in avanti un figlio illegittimo può essere registrato con il cognome della madre.

In questa bufera, intanto la Juventus prepara il tentativo di compiere l’impresa di raggiungere la finale di Coppa Uefa. I sogni di gloria si infrangono ben presto grazie ad un gol dell’ala Zuidema realizzato nei primi minuti di gara che consegna agli olandesi la finale assieme ad una vittoria di prestigio.

Intanto a Milano sembra ricomporsi la spaccatura tra il Milan e Gianni Rivera. Il giocatore rientra in sede, ha un chiarimento con Buticchi e dopo la solita conferenza stampa con le scuse di rito il giocatore viene reintegrato nella rosa.

Intanto sui giornali tengono banco anche le polemiche riguardanti la sicurezza del Circuito del Mont Juich, con i piloti che decidono di boicottare le prove. In particolare le critiche riguardano il posizionamento dei guard rail. Con l’aiuto dei meccanici delle varie scuderie l’organizzazione li riposiziona, ma i piloti non sono ancora convinti. A questo punto il clima si fa rovente in quanto i piloti vengono minacciati di sanzioni legali qualora boicottino la gara. La Guardia Civil arriva a sequestrare le vetture all’interno dello Stadio Olimpico, usato come paddok, per costringere i piloti alla corsa. Il campione in carica Emerson Fittipaldi decide di percorrere lentamente tre giri sul percorso prima di ritirarsi da prove e gran premio. Invece fanno sul serio le Ferrari che conquistano la prima fila.

La gara delle rosse viene tuttavia compromessa già nei primi giri: Vittorio Brambilla innesca una gigantesca carambola tamponando Mario Andretti che colpisce Nicky Lauda il quale, a sua volta, va a sbattere contro il compagno di squadra Clay Regazzoni. Mentre l’austriaco è costretto al ritiro, il vice campione del mondo in carica riesce a ripartire. A questo punto Wilson Fittipaldi e Arturo Merzario decidono di abbandonare la contesa per protesta. La rottura del motore della Tyrrel di Shekter causa un’enorme perdita d’olio che provoca altri incidenti che coinvolgono, tra i tanti, l’esordiente australiano Alan Jones e il leader della gara James Hunt. Si prosegue tra ritiri ed incidenti fino al giro numero 27 quando un alettone si stacca dalla vettura del tedesco Stomelen, che va a sbattere proprio contro quelle barriere riposizionate anche dai suoi meccanici. L’urto fa carambolare il mezzo al centro della pista per poi andare a sbattere contro le barriere installate sul lato opposto. A questo punto la forza della macchina è ancora tale da farla impennare per poi volare atterrando in mezzo alla folla. Stomelen si rompe le gambe, ma quattro persone, colpite da questo oggetto impazzito, perdono la vita. Intanto termina anche la gara del brasiliano Carlos Pace vittima di un sinistro per evitare Stomelen.

La competizione prosegue nel caos per altri quattro giri con Jochen Mass che sopravanza Jacky Icss. Alla 29° tornata arriva finalmente la decisione di porre fine allo scempio dichiarando vincitore il tedesco della McLaren davanti al belga della Lotus. Dietro ai due giunge l’argentino Carlos Reuteman, seguito da Jean Pierre Jarier, Vittorio Brambilla e Lella Lombardi, prima ed unica donna a conquistare punti in Formula 1. Peccato per lei che, non essendo stato completato il 75% dei giri, i punteggi vengano dimezzati. Ma davanti alla tragedia appena accaduta tutto questo ha ben poco valore.

Con l’orrore negli occhi i telespettatori italiani si preparano a seguire la nuova giornata di campionato. A Milano i rossoneri scendono in campo senza Gianni Rivera mandato in tribuna da Giagnoni per essersi allenato poco durante la settimana.
27a GIORNATA: domenica 27 aprile 1975

Ascoli – Ternana 1-0

25′ Morello

Fiorentina – Cagliari 2-1

11′ Antognoni, 46′ aut. Lelj (CA), 64′ aut. Niccolai

Juventus – Lazio 4-0

10′ Altafini, 83′, 87′ e 88′ Anastasi

Milan – Cesena 3-0

8′ Benetti, 48′ Sabadini, 89′ Chiarugi

Napoli – Inter 3-2

18′ e 57′ Clerici, 63′ Mariani (IN), 67′ Braglia, 74′ Boninsegna (IN)

Roma – LR. Vicenza 1-0

16′ Negrisolo

Sampdoria – Bologna 1-0

68′ Maraschi

Varese – Torino 0-0

CLASSIFICA:

Juventus 39; Napoli 36; Roma 34; Torino 33; Lazio 32; Milan 31; Bologna 29; Fiorentina e Inter 27; Cagliari e Cesena 23; Ascoli e Sampdoria 22; LR. Vicenza e Ternana 19; Varese 16.
Per una domenica Pietro Anastasi veste i panni di Altafini e si regala dieci minuti finali da sogno con i quali scuce definitivamente lo scudetto dalle maglie della Lazio. Quella bianconera è una chiara risposta al bel successo che il Napoli sta conseguendo in casa sull’Inter in una gara ricca d’emozioni.


Senza Rivera il Milan vince nettamente contro il Cesena, quest’anno autentico spauracchio per molte grandi. Ora i rosso-neri sono tornati in piena corsa per un posto in Coppa Uefa. Il morale è alto, ma al capitano milanista l’esclusione non è andata giù ed esterna tutto il suo malumore, arrivando addirittura a chiedere di poter comprare le azioni della società per la quale sta dando l’anima da ormai tre lustri. Il clima in via Turati è ormai rovente e la vicenda è destinata ad avere sviluppi clamorosi.
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