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CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO 1954: I QUARTI DI FINALE

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Dopo la conclusione della prima fase, l’Ungheria sembra essere la favorita numero uno per la conquista della Coppa del Mondo, avendo surclassato la

Corea (9-0) e la Germania Ovest (8-3). Non la pensa esattamente così l’anziano Jules Rimet, appena ritiratosi dalla carica di presidente della FIFA, mansione ricoperta

per ben 34 anni, il quale dichiara dopo essere stato interrogato a tal proposito: “Non si è quasi mai dato il caso che il favorito della vigilia diventasse il campione

del mondo: ci saranno delle sorprese…”.

I magiari sono comunque la squadra del momento: il loro gioco stimola la fantasia degli appassionati che accorrono a migliaia anche alle partitelle di allenamento;

contro il San Gallo Puskas e compagni hanno portato al campo ben settemila persone.

In Italia intanto inizia il tempo delle riflessioni in merito al nuovo fallimento. Certamente i torti subiti durante la gara d’esordio pesano, ma è pur vero che le

diatribe tattiche all’interno della commissione stessa, e più in generale nell’intero ambiente calcistico, hanno finito per creare una squadra priva di identità

costretta ad affidarsi all’estro del singolo il quale, se non supportato da una buona struttura di gioco, non sempre riesce a
dare quanto potrebbe. E’ stato il caso di Gianpiero Boniperti, stella di livello mondiale, tanto da essere convocato a Wembley  due anni prima, per disputare un

incontro tra Inghilterra e Resto del Mondo organizzato per i cento anni della federazione britannica nel quale ha realizzato una doppietta, che  in questo mondiale non

è riuscito ad incidere, anche a causa del grave infortunio rimediato nella gara d’apertura. I rimedi proposti sono sempre gli stessi: riduzione degli stranieri,

riduzione delle squadre, soluzioni in contrasto con gli interessi delle società che vedono nel mercato estero grandi sbocchi per importare campioni e nell’alto numero

di gare  maggiori possibilità di introitare danaro. Infatti la struttura dei campionati non verrà toccata, mentre verranno riaperte le frontiere. Cambia invece la

guida tecnica della nazionale tornata in mano ad una sola persona. Per espletare questo ruolo viene chiamato l’allenatore del momento ossia il due volte campione

d’Italia Alfredo Foni giunto all’apice della sua carriera di tecnico.

L’Italia è comunque costretta ad assistere da spettatrice al proseguio della kermesse iridata. La giornata vede in campo i padroni di casa della Svizzera e i campioni

del mondo dell’Uruguay opposti all’Inghilterra.

 Losanna (La Pontaise) – sabato 26 giugno 1954 – ore 17.00

AUSTRIA-SVIZZERA 7-5 (4i DI FINALE)

RETI: 16′ Ballaman (S), 17′ e 23′ Hügi II (S), 25′ Wagner, 26′ A.Körner, 28′ Wagner, 32′ Ocwirk, 34′ A.Körner, 41′ Ballaman, 52′ Wagner, 60′ Hügi II (S), 77′ Probst

AUSTRIA: Schmied, Hanappi, Barschandt; Ocwirk (cap.), Happel, Koller; R.Körner, Wagner, Stojaspal, Probst, A.Körner. C.T.: W. Nausch

SVIZZERA: Parlier, Neury, Kernen; Eggimann, Bocquet (cap.), Casali; Antenen, Vonlanthen, Hügi, Ballaman, Fatton. C.T.: K. Rappan.

TERNA ARBITRALE: Faultless (Scozia); g.l.: Schmetzer (Germania Ovest), Asensi (Spagna).

SPETTATORI: 32.000

   Basilea (St.Jakob Stadion) ore 17.00

URUGUAY-INGHILTERRA 4-2

RETI: 5′ Borges, 16′ Lofthouse (I), 44′ Varela, 47′ Schiaffino, 66′ Finney (I), 78′ Ambrois.

URUGUAY: Maspoli, Martinez, Santamaria; Andrade, Varela (cap.), Cruz; Abbadie, Ambrois, Miguez, Schiaffino, Borges. C.T.: J. Lopez.

INGHILTERRA: Merrick, Staniforth, Byrne; McGarry (cap.), Wright, Dickinson; Matthews, Broadis, Lofthouse, Wilshaw, Finney. C.T.: W. Winterbottom.

TERNA ARBITRALE: Steiner (Austria), g.l.: Orlandini (Italia), Stefanovic (Jugoslavia)

SPETTATORI: 50.000.

Lo stadio de’ La Pontaise di Losanna è stato teatro della più incredibile partita della storia dei mondiali. I padroni di casa partono alla grande e

dopo 23 minuti sono gia in vantaggio per 3 a 0. Per gli uomini allenati da Rappan sembra fatta in quanto possono esprimersi come preferiscono: difesa serrata e contropiede.

Evidentemente la sicurezza è stata troppa e tra il 25′ e il 34 prendono una bambola mai vista incassando ben cinque reti. I rosso crociati
sono bravi a reagire e a rientrare in partita grazie a Robert Ballaman che al 41′ accorcia le distanze. La gara, poi sembra volgere nuovamente a favore dei padroni di

casa quando, esattamente un minuto dopo l’austriaco Koerner sbaglia un calcio di rigore. La seconda frazione di gara si apre con un nuovo
gol austriaco al quale, dopo circa un quarto d’ora di gara replica nuovamente la Svizzera. Gli austriaci difendono mentre gli uomini di Rappan cercano il pareggio e,

puntualmente, a 13′ dal termine arriva la rete austriaca che chiude la questione sull’insolito punteggio di 7 a 5.

Contemporaneamente i maestri inglesi si inchinano ai campioni del mondo in carica che continuano la loro striscia positiva. Oltre manica si inizia a realizzare che

l’isolamento degli anni trenta e quaranta non ha giovato ad un movimento incapace di evolversi tecnicamente e tatticamente. Schiaffino e compagni hanno avuto buon

gioco
ad approfittare degli spazi lasciati da una squadra che intende il calcio come un arrembaggio continuo alla porta avversaria portato avanti attraverso lanci lunghi per

la testa di attaccanti che smistano il pallone sui giocatori provenienti dalle retrovie, quando non sono loro stessi a concludere. Ma in questi anni
il gioco si sta evolvendo e stanno nascendo varie soluzioni tattiche.

Il giorno successivo si disputa l’attesissimo quarto di finale tra l’Ungheria, priva di Ferenc Puskas infortunatosi nella grande vittoria contro la Germania e il

Brasile sempre più desideroso di dimenticare l’incredibile batosta di  quattro anni prima.

La giornata prevede anche il match tra la Germania Occidentale e la Jugoslavia: per una di queste due nazionali il mondiale si risolverà certamente in un

trionfo.

Berna (Wankdorfstadion) – domenica 27 giugno 1954 – ore 17.00

UNGHERIA-BRASILE 4-2 (4i DI FINALE)

RETI: 4′ Hidegkuti, 7′ Kocsis, 18′ D.Santos (B) rig., 53′ Lántós rig., 65′ Julinho (B), 88′ Kocsis h

UNGHERIA: Grosics, Buzánszky, Lantos; Bozsik (cap.), Lóránt, Zakárias; M.Tóth, Kocsis, Hidegkuti, Czibor, J.Tóth. C.T.: C. Sebes.

BRASILE: Castilho, D.Santos, N.Santos; Brandaozinho, Pinheiro, Bauer (cap.); Julinho, Didi, Indio, Humberto, Maurinho. C.T.: Z. Moreira.

TERNA ARBITRALE: Ellis (Inghilterra); g.l.: Ling (Inghilterra), Wyssling (Svizzera)

SPETTATORI: 40.000.

Ginevra (Les Charmilles) – domenica 27 giugno 1954 – ore 17.00

GERMANIA OVEST-JUGOSLAVIA 2-0 (4i DI FINALE)

RETI: 10′ aut. Horvat, 86′ Rahn

GERMANIA OVEST: Turek, Laband, Kohlmeyer; Eckel, Liebrich, Mai, Rahn, Morlock, O.Walter, F.Walter (cap.), Schäfer. C.T.: J. Erberger.

JUGOSLAVIA: Beara, B.Stankovic, Crnkovic; Zl.Cajkovski, I.Horvat, Boskov; Milutinovic, Mitic, Vukas, Bobek (cap.), Zebec. C.T.: A. Tirnanic

TERNA ARBITRALE: Zsolt (Ungheria), g.l.: Franken (Belgio), Büchmuller (Svizzera)

SPETTATORI: 17.000.

Più che una partita di calcio, quella tra Ungheria e Brasile è stata una vera caccia all’uomo con interventi al limite del codice penale e con ben

tre
espulsioni. I sud americani, evidentemente inferiori allo squadrone magiaro, hanno cercato di metterla sul piano della battaglia, ma gli uomini allenati da Sebes sono

stati superiori anche a questo. Alla fine si conteranno ben tre espulsioni e molti giocatori usciti pesti, ma ad affrontare l’Uruguay è chiamata
proprio la squadra campione olimpica in carica. A fine partita il brasiliano Maurinho, anziché stringere la mano a Czibor, gli sferra un diritto alla mandibola,

mandandolo a terra stordito. L’incontro di boxe continua nel tunnel che porta agli spogliatoi: Puskas, in borghese perché infortunato, si fa
giustizia da sé tirando una bottigliata sulla testa di Pinheiro. Interviene la polizia svizzera, la quale fa in modo che le due squadre lascino il Wankdorf Stadium su

due pullman diversi.

Con un gol per tempo la Germania occidentale liquida la Jugoslavia, probabilmente dotata di uomini di maggior classe, ma incapaci di far squadra. Sarà una delle

costanti di una scuola calcistica ricca di grandi campioni che hanno quasi sempre fallito gli appuntamenti principali. Questa volta, tuttavia, i nostri vicini di casa

hanno di che lamentarsi: la Germania passa in vantaggio grazie ad un’autorete clamorosa e raddoppia in virtù di un gol in netto fuorigioco. Non bastasse: Bernard

Wukas, l’uomo di maggior classe, deve lasciare la contesa anzitempo a causa di un infortunio.

In quest’ultima domenica di giugno inizia la favola di un movimento calcistico che nelle grandi manifestazioni ha sempre reso di più rispetto ai suoi effettivi valori.

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