CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

CAMPIONATO MONDIALE 1954: LE SEMIFINALI

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Il mondiale giunge così alla fase finale, quella più affascinante e, forse, quella che attira il maggior numero di persone, tra cui molti VIP che intravvedono nella

kermesse iridata la possibilità di acquistare visibilità sui giornali. Tra questi la stampa italiana scova Toni Busini e l’attore comico Ugo Tognazzi, reduci dalla partita di Berna tra Ungheria e Brasile. Il parere calcistico di questi personaggi diventa importante e così al già noto attore cremonese viene chiesta

un’opinione sulla campagna acquisti del Milan, sua squadra del cuore che, passata da poco tempo nelle mani di Andrea Rizzoli, sta tentando di allestire un organico

pronto per riconquistare lo scudetto.

Mentre la stampa italiana è costretta ad occuparsi delle cose di casa nostra o al massimo a ricordare i bei tempi andati quando la nazionale azzurra faceva paura al

mondo, quattro nazioni fremono per le gare di semifinale. Da un lato si scontrano Austria e Germania Occidentale, dall’altro si attende la supersfida
tra Ungheria ed Uruguay, prive dei rispettivi capitani Ferenc Puskas e Obdulio Varela.

Intanto, però, Basilea è invasa da oltre trentamila tedeschi venuti a sostenere la loro squadra.

 Basilea (St.Jakob Stadion) – mercoledì 30 giugno 1954 – ore 18.00

GERMANIA OVEST-AUSTRIA 6-1 (SEMIFINALE)

RETI: 31′ Schäfer, 47′ Morlock, 52′ Probst (A), 56′ F.Walter rig., 61′ O.Walter, 65′ F.Walter rig., 89′ O.Walter. 

GERMANIA OVEST: Turek, Posipal, Kohlmeyer; Eckel, Liebrich, Mai; Rahn, Morlock, O.Walter, F.Walter (c), Schäfer. C.T.: J. Erberger.

AUSTRIA: Zeman, Hanappi, Schleger; Ocwirk (cap.), Happel, Koller; R.Körner,Wagner, Stojaspal, Probst, A.Körner. C.T.: W. Nausch

TERNA ARBITRALE: Orlandini (Italia); g.l.: Ellis (Inghilterra), Buchmüller (Svizzera).

SPETTATORI: 58.000.

   Losanna (La Pontaise) – mercoledì 30 giugno 1954 – ore 18,00

UNGHERIA-URUGUAY 4-2 d.t.s. (SEMIFINALE)

RETI: 12′ Czibor, 47′ Hidegkuti, 76′ e 87′ Hohberg (U), 109 e 117 Kocsis.

UNGHERIA: Grosics,  Buzanszky, Lantos; Bozsik (cap.), Lóránt, Zakariás; Budai, Kocsis, Hidegkuti, Czibor, Palotás. C.T.: C. Sebes.

URUGUAY: Maspoli, Martinez (cap.), Santamaria; Andrade, Carballo, Cruz; Souto, Ambrois, Hohberg, Schiaffino, Borges. C.T.: M. Lopez

TERNA ARBITRALE: Griffiths (Galles); g.l.: Faultless (Scozia), Vincentini (Francia).

SPETTATORI: 37.000.

Dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, la Germania Occidentale dilaga in modo clamoroso a tal punto che sul risultato finale vi è il

sospetto di qualche combinne tra le formazioni. Mentre le due nazionali affrontano questa gara, Losanna è teatro di una delle più belle sfide della storia del calcio.

Secondo Gianni Brera, probabilmente il più grande giornalista sportivo di tutti i tempi, quella tra Uruguay ed Ungheria è stata la più bella partita della storia del

calcio. Probabilmente è impossibile stilare una simile classifica, ma è senz’altro vero che al momento le due nazionali rappresentano la massima espressione del calcio

sia sotto l’aspetto tecnico, sia sotto quello tattico. Si tratta di due concezioni diametralmente opposte, ma entrambe in grado di fornire spettacolo.

L’Ungheria parte bene e già dopo 10 minuti si trova in vantaggio con Czibor. All’inizio della ripresa Hideguti raddoppia. A questo punto i magiari commettono l’errore

di considerare chiusa la gara, errore che probabilmente segnerà l’esito finale dell’intera competizione, perché la compagine sudamericana si dimostra brava a reagire e

a impattare il match con il centr’avanti Hoberg a tre minuti  dal termine. Le due squadre vanno così ai supplementari, mentre a Basilea la Germania Ovest sta già

festeggiando. I primi 15 minuti terminano ancora in parità ma nel secondo quarto d’ora Kocsis realizza la doppietta che dà ai suoi la finale.

Il giorno dopo i commenti dei giornali sono divisi tra i racconti delle partite e la tragedia capitata ad un cittadino tedesco di 57 anni stroncato da un infarto in

seguito alla forte emozione derivata dalla vittoria della propria nazionale.

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