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TORNEO OLIMPICO DI CALCIO 1952: LE FINALI

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Per il calcio tedesco, occidentale quello del 1952 non è altro che il primo di una serie di eccellenti risultati. Esso assume un grande valore, in quanto la nazionale della Germania Federale è alla sua prima apparizione in un torneo ufficiale dopo la fine della seconda guerra mondiale. La Germania non possiede ancora campioni di caratura internazionale, ma è chiaro che i giocatori tedeschi sanno “fare squadra” riuscendo spesso ad ottenere risultati che vanno ben oltre il loro tasso tecnico. Ora potranno contendere alla Svezia una prestigiosa medaglia di bronzo nella gara prevista venerdì 1 agosto.
Helsinki (Olympiastadion) – venerdì 1 agosto 1952

SVEZIA – GERMANIA OVEST 2-0 (Finale 3o posto)

RETI: Rydell, Lofgren.

SVEZIA: Svensson, Samuelsson, Nilsson(cap); Ahlund, Gustavsson, Lindh; Bengtsson, Lofgren, Rydell, Brodd, Sandberg.

GERMANIA OVEST: Schonbeck, Eberle, Jager; Sommerlatt, Schafer, Post; Hinterstocker, Stollenwerk, Zeitler, Schroder, Ehrmann.

ARBITRO: Orlandini (Italia).

SPETTATORI: 20.000.
Con una rete per tempo la Svezia si aggiudica la medaglia di bronzo a spese della Germania, certamente la sorpresa più lieta di questo torneo. L’attesa degli addetti ai lavori, ora, è tutta rivolta alla finale tra Ungheria e Jugoslavia, certamente la sfida dai più alti contenuti tecnici possibili in questa circostanza.
Helsinki (Olynpiastadion) – sabato 2 agosto 1952

UNGHERIA – JUGOSLAVIA 2-0 (Finale)

RETI: Puskas, Czibor

UNGHERIA: Grosics, Buzansky, Lorant; Boszik, Lantos, Zakarias; Hidegkuti, Kocsis, Palotas, Puskas(cap), Czibor.

JUGOSLAVIA: Beara, Stankovic, Crnkovic; Cajkovski, Horvat, Boskov; Ognjanov, Mitic, Vukas, Bobek, Zebec.

ARBITRO: Ellis (Inghilterra).

SPETTATORI: 60.000.
Per oltre un tempo la nazionale Jugoslava riesce a contenere gli attacchi della macchina da gol magiara. Il grande portiere Beara sembra insuperabile, fino a quando il capitano avversario Ferencs Puskas non inventa una giocata delle sue e porta in vantaggio i suoi. A questo punto la necessità di pervenire al pareggio apre spazi per il gioco degli ungheresi che pervengono al raddoppio con Czibor, conquistando il primo grande alloro calcistico della storia della federazione magiara. Per Vukas e compagni si tratta della seconda finale olimpica consecutiva persa.

Il 2 agosto si conclude questa edizione olimpica, la prima nella quale le superpotenze mondiali si sono confrontate al di fuori dell’ambito politico. Di questa edizione rimarranno le grandi vittorie dell’atleta cecoslovacco Emil Zatopek, trionfatore nei cinquemila metri, nei diecimila e nella maratona, la doppietta degli schermidori italiani Edoardo ed Aldo Mangiarotti, opposti nella finalissima del torneo di sciabola, nonché proprio il successo di Puskas e soci. Rimane soprattutto l’eccezionale organizzazione dell’evento, così commentata in un articolo de’ “La Gazzetta dello Sport” apparso nei giorni successivi dove si afferma che l’edizione è stata la migliore:

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