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SCHIAFFONE USA AI “MAESTRI”

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A Belo Horizonte scende in campo l’Inghilterra in una sfida apparentemente semplice contro gli

Stati Uniti. I book makers inglesi sono talmente certi della vittoria della loro nazionale tanto da non accettare più

scommesse che danno vincenti gli uominidi Sua Maestà. In seno alla squadra l’ottimismo rasenta la presunzione: molti

titolari vengono lasciati in tribuna per preservarli da inutili sforzi contro un avversario tanto inferiore, almeno sulla

carta. Pure la stampa brasiliana contribuisce a dar man forte ai cosiddetti “maestri” mettendo praticamente alla berlina

le mancanze degli uomini USA.

Belo Horizonte (Estadio Mineiro) – 29 giugno 1950 –  ore 18.00

STATI UNITI-INGHILTERRA 1-0

RETI: 38′ Gaetjens 

STATI UNITI: Borghi, Keough, Maca; McIlvenny (cap.), Colombo, Bahr; Wallace, J.Souza, Gaetjens, Pariani, E.Souza

INGHILTERRA: Williams, Ramsey, Aston; Wright (cap.), Hughes, Dickinson; Finney, Mortensen, Bentley, Mannion, Mullen

TERNA ARBITRALE: Dattilo (Italia) ar., Galeati (Italia), Delasalle (Francia) g.l.

SPETTATORI 10.000.
La partita inizia con un pallone che passa sopra la traversa della porta difesa dagli Stati Uniti.

Qualcuno tra i giocatori inglesi schierati ride apertamente, pregustandosi un pomeriggio ricco di gol e divertimento. Dopo

qualche altro giro di lancette, la retroguardia USA si organizza, diventando praticamente impenetrabile. Anche gli

spettatori presenti si rendono conto che, probabilmente, qualcosa di storico potrebbe accadere. Al 37’ Ed McIlvenny lancia

Walter Bahr, il quale fa partire una sassata all’indirizzo della porta difesa dall’inglese Berth Williams. Questi, mentre

vola sulla sinistra per parare la conclusione avversaria, ma viene anticipato dallo sconosciuto Joe Gaetjens, centravanti

di origine haitiana cresciuto a New York. Sul volto dei giocatori inglesi si intravedono tracce d’incredulità e e fiducia.

La ripresa vede l’Inghilterra all’assalto alla vana ricerca di un gol che non arriva: il difensore Colombo blocca in

extremis un attacco e al 59 il portiere Borghi, di origine lombarda, blocca sulla linea una conclusione scagliata a botta

sicura dall’ala Mullen. A nulla servono i continui cambi di posizione: gli inglesi crollano psicologicamente, mentre gli

americani acquistano fiducia, sfiorano addirittura il raddoppio, mentre si assistono a scene di dileggio, soprattutto

quando il centrocampista John Souza inizia a driblare chiunque gli si presentasse davanti a centrocampo. Alla fine il

risultato recita: Usa 1, Inghilterra 0.

Alla luce della vittoria della Spagna sul Cile, ora gli inglesi debbono compiere un autentico miracolo per accedere al

girone finale. Nessuno, però vuole rendersi conto di quanto accaduto: in patria si pensa ad un clamoroso errore di

trasmissione dei dati, tanto che un quotidiano giunge a confermare la vittoria degli uomini allenati da Winterbottom per

10 a 1.

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