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SI CONCLUDE LA PRIMA FASE DEL CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO DEL 1950

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Frattanto, a due giorni dall’inutile incontro col Paraguay, gli azzurri continuano ad allenarsi sul campo del Palmeiras. Agli allenamenti italiani è presente una moltitudine di curiosi ed appassionati: il capo commissione Ferruccio Novo ne dispone l’allontanamento per non far distrarre i suoi giocatori. Molti
tifosi, però, restano ai bordi del terreno di gioco e, essendo oriundi italiani, si offrono di fare da guida agli azzurri in “libera uscita” a Cinelandia, il quartiere dei divertimenti del capoluogo paulista.

Mentre gli immigrati italiani festeggiano comunque la loro nazionale, sebbene sia uscita ridimensionata dalla kermesse

brasiliana, un’intera nazione, quella in cui ora risiedono, è in trepidante attesa dell’incontro divenuto match verità: il

primo di Luglio il Maracanà ospita lo scontro diretto della compagine verde-oro con la Jugoslavia. I padroni di casa, già

favoriti godendo del sostegno del pubblico, possono usuffruire di un giorno in più di riposo.

Rio de Janeiro (Estadio Maracaná) – sabato 1 luglio 1950  – ore 15.00

BRASILE-JUGOSLAVIA 2-0

RETI: 4′ Ademir;  89′ Zizinho

BRASILE: Barbosa, Augusto (cap), Juvenal; Bauer, Danilo, Bigode; Maneca, Ademir, Jair, Zizinho, Chico. C.T.: C. Da Costa.

JUGOSLAVIA: Mrkušic, I.Horvat, B.Stankovic; Zl.Cajkovski (cap.), M.Jovanovic, Djajic, Vukas, Mitic, K.Tomaševic, Bobek,

Ž.Cajkovski.

TERNA ARBITRALE: Griffiths (Galles) ar., Beranek (Austria), Costa (Portogallo) g.l. .

SPETTATORI 142.000.

Nel pomeriggio brasiliano le due compagini scendono in campo davanti ad un pubblico mai visto prima.

L’imponenza del Maracanà manda in crisi la Jugoslavia la quale dopo soli quattro minuti è già sotto grazie ad un gol della

stella Ademir. Quella balcanica, però, è squadra vera e reagisce mettendo in difficoltà i padroni di casa che solo ad un

minuto dal termine, grazie a Zizinho, mettono al sicuro la vittoria e il passaggio del turno.

Al termine della gara si stringono alcuni contatti tra la federazione brasiliana e l’arbitro austriaco Beranek, che ha appena

svolto la funzione di guardialinee, per la stipula di un contratto che avrebbe portato al professionismo l’esperto

direttore di gara europeo, legandolo così al calcio brasiliano.

Il giorno successivo si chiude la prima fase e per la nazionale azzurra si tratterà del comiato dalla manifestazione.

Contro il Paraguay la formazione viene rivoluzionata facendo esordire il triestino Ivano Blason nell’insolito ruolo di

terzino, la giovane promessa della Fiorentina Egisto Pandolfini e Leandro
Remondini. Per l’ormai trentatreenne forte difensore originario della provincia di Verona, si tratta del coronamento di

una carriera di buon livello trascorsa indossando le maglie di Verona, Milan, Modena, Lazio e Napoli.

 177: San Paolo (Estadio Municipal do Pacaembu) -domenica, 2 luglio 1950 – ore 15,00

ITALIA-PARAGUAY                       2-0     (C.M. IV ed. I turno, 2’a gara)

RETI: 12′ Carapellese, 62′ Pandolfini

ITALIA: G. Moro (Torino) 3, I. Blason (Triestina) 1, Furiassi (Lazio) 2, Fattori (Inter) 4, Remondini (Lazio) 1, Mari

(Juventus) 4, Muccinelli (Juventus) 4, Pandolfini (Fiorentina) 1, Amadei (Inter) 7, Cappello IV (Bologna) 5, Carapellese

(Torino) 13 (cap.). C.T.: Commissione tecnica della Federazione.

PARAGUAY: Vargas, Gonzalito, Cespedes, Gavilan, Leguizamon, Cantero, Avalos, Lopez, Saguier, Flutas Lopez (cap.), Unzain.

C.T.: Solich

ARBITRO: Ellis (Inghilterra)

Spettatori: 15.000.

La selezione azzurra ha un moto d’orgoglio e con un gol per tempo riesce ad avere ragione della

compagine sud americana. Il più felice di tutti è senz’altro Egisto Pandolfini, capace di andare in rete nella sua gara

d’esordio. Il risultato odierno sancisce comunque l’eliminazione dal Mondiale di entrambe le squadre. Più scalpore,

ovviamente, desta l’esclusione dalla fase finale della nazionale italiana, che non può certo vantarsi per aver sconfitto

una squadra, il Paraguay, composta interamente da giocatori dilettanti. La Federazione paraguaiana, infatti, per poter

allestire la squadra partecipante al Mondiale, ha dovuto fare pressione sui datori di lavoro dei propri atleti perché a

questi ultimi venissero concesse le ferie nel periodo in cui era in programma la prestigiosissima manifestazione.

CLASSIFICA GIRONE C:

1. SVEZIA         3  2  1 1 0  5-4

2. ITALIA          2  2  1 0 1  4-3

3. PARAGUAY        1  2  0 1 1  2-4

 L’incontro più atteso della giornata va in scena naturalmente al Maracanà dove Spagna ed Inghilterra

si giocano il passaggio al turno successivo. Per i bianchi di Sua Maestà l’impresa è improba in quanto debbono vincere con

almeno due reti di scarto: per altro loro si considerano i “maestri” e quindi capaci
di ben altre imprese, soprattutto perché in questa gara fondamentale esordisce in un mondiale il grande Sterling Mattews

ormai vicino ai quarant’anni.

Prima delle gare del mondiale di calcio, il pubblico europeo si trova a seguire la sesta prova del mondiale di Formula 1.

Teatro della competizione è il circuito francese di Reims. Al via Farina balza al comando seguito da Fangio e Fagioli,

prospettando a tutti l’ormai solita lotta in famiglia. Al giro 17 il primo colpo di scena: Farina si ferma ai box per

aggiungere benzina, ma un guasto alla pompa lo costringe ad uno stop di due giri. Rientrato settimo, il leader della

classifica attacca, ma dopo altre undici tornate deve nuovamente rientrare ai box, tornando quinto sul tracciato. Farina

non demorde, attacca infilando quattro giri veloci, arrivando al terzo posto, prima di doversi ritirare per un guasto

tecnico. Vince l’argentino che balza al comando della classifica con tre punti su Fagioli e quattro su Farina, rendendo

incandescente il Gran Premio d’Italia, ultima prova del mondiale.

Rio de Janeiro (Estadio Maracaná) – domenica 2 luglio 1950 – ore 15.00

SPAGNA-INGHILTERRA 1-0

RETI: 49′ Zarra

SPAGNA: Ramallets, Alonzo, Parra; J.Gonzalvo, M.Gonzalvo, Puchades; Basora, Panizo, Zarra, Igoa, Gainza (cap.)

INGHILTERRA: Williams, Ramsey, Eckersley; Wright (cap), Hughes, Dickinson; Finney, Mortensen, Matthews, Baily, Milburn

TERNA ARBITRALE: Galeati (Italia) ar., Lutz(Svizzera), Dattilo (Italia) g.l.

SPETTATORI: 74.000.
 E finisce così anche l’illusione inglese di essere al di sopra di tutti: non solo la nazionale

britannica non è riuscita a battere la Spagna, ma contro le “Furie Rosse” è uscita con una nuova sconfitta. Il movimento

d’oltremanica è vissuto per troppi anni nell’illusione di una superiorità data per diritto divino e le sporadiche

sconfitte subite contro Cecoslovacchia e Polonia sono state considerate come episodi, gravi, che meritano vendetta, ma pur

sempre episodi da non ripetersi.

In realtà a Londra non si sono resi conto che in una manifestazione ufficiale tutti raddoppiano le loro forze e il blasone

da solo non vince le partite. Fa festa invece un’intera nazione ossia la Spagna che, pure sul piano politico, è

un’acerrima nemica della Gran Bretagna. Lo stato Iberico è retto ancora dal regime franchista, ultimo baluardo

dell’esperienza fascista appena conclusa, il quale non perde l’occasione per sfruttare il grande successo della nazionale.

Finalmente arriva anche il momento dell’Uruguay, impegnato contro la Bolivia nell’unica partita del girone D.

 Belo Horizonte (Estadio Mineiro) – domenica 2 luglio 1950 – ore 15.00

URUGUAY-BOLIVIA 8-0

RETI: 12′ Miguez; 18′ Vidal;  20′ Schiaffino; 37′ e 51′ Miguez; 54′ Schiaffino; 78′ Pérez; 83′ Ghiggia

URUGUAY: Máspoli, M.Gonzáles, Tejera; J.C.Gonzáles, Varela (cap.), Andrade; Ghiggia, Peréz, Miguez, Schiaffino, Vidal

BOLIVIA: B.Gutierrez, Achá, Bustamente (cap), Greco; Valencia, Ferrel, Algaranaz; Ugarte, Caparelli, E.Gutierrez,

Maldonado. C.T.: M. Pretto.

TERNA ARBITRALE: Reader (Inghilterra ar.), Viana (Brasile), Lamešic (Jugoslavia) g.l.

SPETTATORI: 5.000.

Per quanto la nazionale boliviana non sia una compagine di elevato rango internazionale, l’esordio

dell’Uruguay fa impressione. In questo pomeriggio il mondo scopre l’immenso talento di elementi come Alcide Ghiggia e Juan

Alberto Schiaffino.

Nel frattempo la giornata prosegue: vi sono ancora due gare per completare il cartellone del primo turno, ma nessuna di

queste è decisiva per il passaggio del turno.

A Porto Alegre chiudono il loro mondiale la Svizzera ed il Messico. La gara inizia con 25 minuti di ritardo in quanto le

due squadre si sono presentate sul terreno di gioco con maglie talmente simili cromaticamente da essere difficilmente

distinguibili.

 Porto Alegre (Estádio dos Eucaliptos) – domenica 2 luglio 1950 –   ore 15.40

SVIZZERA-MESSICO 2-1

RETI: 10′ Bader; 44′ Antenen, 89′ Casarin

SVIZZERA: Hug, Neury, Bocquet (cap); Lusenti, Eggimann, Quinche; Antenen, Friedländer, Tamini, Bader, Fatton

>
MESSICO: Carbajal, Gutiérrez, Gomez; Ochoa, Ortiz, Roca; Flores, Naranjo, Casarin (cap.), Borbolla, Velázquez

TERNA ARBITRALE: Eklind (Svezia) ar., Bustamante (Cile), Dahlner (Svezia) g.l.

SPETTATORI: 3.500
La nazionale elvetica chiude positivamente il suo mondiale, nonostante la mancata qualificazione. Ai

rosso-crociati rimane comunque la soddisfazione di aver impattato la gara contro i padroni di casa del Brasile. Il

Messico, invece, torna a casa con tre sconfitte che faranno parecchio infuriare i vertici federali della nazione centro-

americana.

CLASSIFICA GIRONE A

1. BRASILE         5  3  2 1 0  8-2

2. JUGOSLAVIA       4  3  2 0 1  7-3

3. SVIZZERA         3  3  1 1 1    4-6

4. MESSICO          0  3  0 0 3  2-10

Nella città di Recife si chiude il primo turno di questa edizione dei campionati del mondo. Di fronte ci

sono gli Stati Uniti, i quali vincendo, hanno ancora delle remote speranze di qualificazione, e il Cile, sempre sconfitto

nelle partite precedenti.

 Recife (Estadio Ilha do Retiro) – domenica 2 luglio 1950  – ore 18.00

CILE-STATI UNITI 5-2

RETI: 16′ Robledo;, 33′ Cremaschi; 46′ Pariani, 49′ J.Sousa; p, 54′ Prieto; 60′ Cremaschi; 63′ Riera

CILE: Livingstone (cap.), Farias, Machuca; Alvarez, Busquets, Rojas; Prieto, Cremaschi, Robledo, Riera, Ibánez

STATI UNITI: Borghi, Keough, Maca; McIlvenny, Colombo, Bahr (cap.); Wallace, J.Souza, Gaetjens, Pariani, E.Souza

TERNA ARBITRALE: Gardelli (Brasile) ar., Alvarez (Paraguay), Heyen (Messico) g.l.

SPETTATORI 8.000.
 La grande impresa di tre giorni prima ha disorientato la nazionale statunitense incapace di reagire al

buon primo tempo di quella cilena. La ripresa, però, mostra che quella contro l’Inghilterra non è stata un’impresa

sporadica e nel volgere di quattro minuti  i nord americani si riportano in parità. A questo
punto la voglia di vincere li tradisce e il Cile, nel volgere di nove minuti chiude la questione con un risultato davvero

pesante.

 CLASSIFICA GIRONE B

 1. SPAGNA         6  3  3 0 0  6-1

2. INGHILTERRA      2  3  1 0 2  2-2

3. CILE           2 3  1 0 2  5-6

4. STATI UNITI   2  3  1 0 2  4-8
Emessi i verdetti della prima fase ora è il momento delle prime considerazioni soprattutto da parte

degli esclusi alle quali  anche la delegazione italiana non può sottrarsi: per cercare di rispondere alle critiche rivolte

alla squadra, il capo della commissione tecnica federale Ferruccio Novo afferma che tra le cause del rendimento sotto le

aspettative degli azzurri non poteva essere trascurata la scarsa morbidezza dei materassi sui quali hanno dormito i

giocatori in Brasile…

In realtà la scellerata decisione di compiere il viaggio via mare è la causa principale del fallimento brasiliano. E’

chiaro che una manifestazione simile non può più essere affrontata senza una preparazione adeguata. Cìò che stride, però,

è che al momento di tornare a casa, quasi per incanto, passa la paura dell’aereo , così che il 4 luglio l’aeroporto di

Ciampino accoglie gran parte della squadra azzurra: il calciatore maggiormente
festeggiato è l’interista Amadei, per i suoi trascorsi nella Roma e in quanto nativo di Frascati. Gli unici giocatori a

rifiutare di fare ritorno in Italia viaggiando in aereo sono Benito Lorenzi e Riccardo Carapellese, coerenti con la

scelta, effettuata all’andata, di muoversi in nave per il ricordo della tragedia del Grande Torino sulla collina di

Superga, avvenuta appena un anno prima.

Il giorno successivo è una data storica per l’aviazione civile italiana; infatti il 5 luglio si registra il primo volo

transoceanico Italia-Stati Uniti. Tuttavia l’opinione pubblica è colpita maggiormente da quanto avviene in Sicilia sempre

nello stesso giorno: il “bandito” Salvatore Giuliano, esponente di un gruppo politico eversivo mirante all’indipendenza

dell’isola, che ultimamente però viene considerato un capo banda senza colore politico, è stato ucciso. La cattura e la

morte sono in un primo momento attribuiti alla Polizia, poi si saprà che il Giuliano è stato tradito dal cugino Salvatore

Pisciotta il quale, a sua volta verrà messo a tacere in carcere con un caffé avvelenato.

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