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LE PRINCIPALI OPERAZIONI DI MERCATO 1951 E IL TRIONFO DEL MILAN NELLA COPPA LATINA

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L’estate del 1951 vede l’applicazione di quella che passerà alla storia come “Riforma Barassi”. Si tratta di un tentativo elaborato dall’allora Presidente federale (uno dei più grandi a ricoprire questa carica) all’indomani dell’eliminazione al primo turno dal Mondiale 1950 in Brasile, teso ad arginare la
deriva del calcio italiano, provocata dal nuovo affarismo, dalla debordante esterofilia e dal depauperamento tecnico seguito alla tragedia di Superga.

Rispetto a quanto proposto nell’Assemblea delle Leghe svoltasi a Rapallo l’8 e il 9 dicembre dell’anno precedente, il progetto ha subito molte modifiche, rinviandosene

l’applicazione al campionato 1951-52 e con correttivi che tutto puntano tranne che al sospirato risanamento morale del calcio italiano. In concreto la stagione

entrante prevede tre retrocessioni con una sola promozione dalla serie B in modo da ridurre le compagini da 20 a 18, ma alle società di serie A  viene data facoltà di

tesserare un numero illimitato di stranieri.

Anche quest’anno, quindi, il mercato si presenta molto effervescente. Il Milan, campione d’Italia uscente, si dimostra molto attivo ingaggiando dalla Triestina il

giovane difensore Grosso, una delle migliori promesse nel ruolo in circolazione,   e l’italo argentino Boris Frignani. Si tratta di un’ala sinistra
di origine italiana ricchissima di talento che, con Lorenzo Burini e i tre svedesi,  va a completare una linea d’attacco da sogno. Sull’altro versante del Naviglio i

tifosi accolgono con curiosità la mezz’ala Broccini, giocatore tuttavia destinato a dare il meglio di sé indossando altre maglie.

L’altra grande, la Juventus, rimane praticamente a guardare puntando sull’ulteriore maturazione di giovani talenti come Vivolo e Muccinelli.
Cambia volto la Lazio che lascia partire talenti come Hofling ed Arce per far posto al danese Nielsen e alla promessa della Pro Patria Lello Antoniotti, mezz’ala tanto

forte tecnicamente quanto discontinua.
In attacco, poi, Patron Zenobi si assicura le prestazioni del turco Sukru, giocatore autore di un ottimo campionato con la maglia del Palermo.

Per il Napoli la stagione 1951-52 si apre con Alfonso Cuomo nominato presidente e il commendatore Achille Lauro nelle vesti di finanziatore nonchè presidente onorario;

sarà l’assoluto protagonista nel bene e nel male dei prossimi quindici anni della storia partenopea. Il mediano Castelli, ex Genoa, costa al
Comandante ben 40 milioni. Assieme al mediano di provenienza rossoblu giungono in Campagna pure Comaschi, Arce, Mike, Viney e Scopigno, mentre lasciano il Vesuvio il

centro-mediano Remondini, passato alla Lucchese, e il mediano Gramaglia andato a rinforzare la neo promossa Spal. I ferraresi, per il loro esordio nella massima serie,

fanno le
cose per bene ingaggiando anche due stranieri: si tratta del danese Bennike e del turco Bulent, una delle tante scommesse vinte da Paolo Mazza, vero talent scout del

calcio degli anni ’50 e ’60.

Mentre tutte le squadre sono intente a rinforzarsi, il Milan, fresco di tricolore sulle maglie, inizia in anticipo la stagione disputando la Coppa Latina,

manifestazione per club che ogni anno sta diventando sempre più importante. La semifinale è molto impegnativa in quanto i rosso-neri debbono affrontare gli spagnoli

dell’Atletico Madrid. Una delle qualità di Nordahl e soci è senz’altro quella di non mancare i grandi appuntamenti e anche questa volta confermano questa loro

peculiarità infliggendo ai “colchoneros” un fin troppo eloquente 4 a 1. Superato brillantemente l’ostacolo madrilista, al Milan tocca in finale il Lilla, compagine

francese. Nella gara disputata a San Siro il 24 giugno il Gre-No-Lie dà spettacolo e la compagine lombarda, vincendo per 5 a 0, si aggiudica per la prima volta nella

sua storia la Coppa Latina, destinata
a diventare la madre della futura Coppa dei Campioni. Si tratta di un successo estremamente salutare per l’intero  movimento italiano che, dalla scomparsa del grande

Torino, ha conosciuto solo sconfitte in campo internazionale.

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