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JOHN ANGELO WALDEMAR HOSTERGAARD HANSEN

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nasce a Kopenaghen il 27 luglio 1924. Arriva alla massima divisione del suo Paese d’origine nel 1943 vestendo la maglia del Frem, ma la guerra che, a differenza della Svezia non risparmia la Danimarca, gli fa perdere un paio di stagioni. Le Olimpiadi di Londra sono il suo trampolino di lancio a livello internazionale, soprattutto quando serve all’Italia un dolorosissimo poker nel 5 a 3 che pone fine all’avventura di Vittorio Pozzo sulla panchina azzurra. Le società nostrane si accorgono di lui, soprattutto le due torinesi a caccia di talenti: la Juventus per cercare di riconquistare uno scudetto assente in bacheca ormai dal 1935 e il Torino per sostituire qualche elemento ormai in età avanzata. In particolare Ferruccio Novo, su indicazione di Pozzo stesso, vede nel giocatore l’ideale surroga del trentaduenne Guglielmo Gabetto. Forte fisicamente e dotato di grande tecnica individuale, John è destinato a diventare uno dei centravanti più prolifici mai visti in Italia, non vestendo la maglia del Torino, ma quella della Juventus, società nella quale approda nell’inverno 1948. Dopo aver realizzato 81 reti in 86 incontri col Frem, in bianconero rimane per sei stagioni realizzando ben 124 gol in 186 presenze e vincendo due scudetti. E dire che non è stato facile per lui l’approccio col calcio italiano: nei primi mesi è perseguitato da numerosi infortuni che lo mandano fuori forma ed alcuni ipotizzano che il suo fisico non sia adatto a sopportare i continui carichi di lavoro fisico imposti dal campionato nostrano. Il tecnico inglese Calmers non lo comprende, almeno fino all’inizio di dicembre quando, con la Juventus ormai lontana dal Torino, decide di gettarlo nella mischia. Immediatamente Hansen inizia ad intendersi a meraviglia col giovane Gianpiero Boniperti, mentre i cross dal fondo di Ermes Muccinelli trovano un finalizzatore implacabile. Vale la pena, comunque, farci idealmente raccontare proprio da lui i suoi esordi e come sia giunto in bianconero:

È anche uno dei pochi a riuscir a strappare un titolo di capocannoniere al bisonte milanista Gunnar Nordahl; nella stagione 1951-52 segna infatti 30 reti in tutti i modi possibili ed immaginabili. Hansen, tuttavia, non è stato solo un implacabile goleador, ma anche un fine “facitore di gioco,” sempre pronto a partecipare alla costruzione della manovra. Accanto a lui sono andati a segno con estrema regolarita fuoriclasse come Boniperti e il fratello Karl, ma anche giocatori meno conosciuti come Martino e Vivolo.

Dopo sei stagioni alla Juventus passa alla Lazio, dove segna 15 reti in 27 incontri. A 31 anni torna in patria dove diventa giocatore ed allenatore del suo Frem, regalando ancora gol e spettacolo.

Si ritira dall’attività agonistica nel 1961, mentre nel 1969, per un breve periodo, allena anche la sua nazionale.

Torna spesso in Italia a far visita agli amici, soprattutto a Boniperti.

Muore il 12 gennaio 1990.

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