CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

CONSIDERAZIONI SUL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1951-52

Grazie al miglior attacco e alla miglior difesa la Juventus ha dominato un campionato nel quale solo per due terzi il Milan ha saputo contrastarne lo strapotere. Il tecnico ungherese Giorgio Sarosi è stato abile a costruire un complesso ben equilibrato in tutti i reparti e nel quale si sono messi in mostra alcuni giovani interessanti come Rino Ferrario e il centr’avanti Pasquale Vivolo, abili nel farsi trovare pronto nel momento deicisivo della stagione.

Milan ed Inter sono state le uniche a competere con i neo campioni d’Italia ma la continuità ha fatto difetto ad entrambe. Il Milan, detentore del titolo è partito forte per poi precipitare in una crisi di risultati che lo ha allontanato progressivamente dal vertice; l’Inter, al contrario, è partita balbettando, per poi inanellare una serie di risultati che, ad un certo punto,  hanno fatto sognare i propri tifosi. Le due milanesi hanno dimostrato di essere autentiche macchine da gol, ma di avere gravi problemi in retroguardia. 

Ancora una volta dietro alle tre grandi c’è il vuoto: le altre squadre possiedono qualche campione attorno al quale giostrano onesti professionisti che, di quando in quando, conpiono grandi imprese, ma che non possono costituire un pericolo per il vertice.

Ne è scaturito pertanto un campionato livellato verso il basso con una furibonda lotta per non retrocedere che ha coinvolto sodalizi storici come Torino e Bologna e compagini ricche di talento come l’Atalanta costretta a soffrire fino alla fine nonostante l’impiego di tre ottimi stranieri come i danesi Soerensen e S.J. Hansen e dello svedese Hasse Jepsson, autentica macchina da gol.
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