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COPPA LATINA E MERCATO 1956

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Quasi insensibile a quanto gli accade intorno, il “pallone” continua a rotolare secondo i suoi ritmi e secondo le sue logiche. Il Milan partecipa alla “Coppa Latina”. In semifinale gli uomini allenati da “Gipo Viani” battono il Benfica per 4 a 2. Nella gara decisiva incontrano gli spagnoli dell’Atletic Bilbao uscendo vincitori per 3 a 1. Dopo l’esonero di Bologna il tecnico veneto inizia nel migliore dei modi la sua avventura in rosso-nero.

L’estate, però, è il momento in cui le compagini programmano la stagione successiva. Quest’anno c’è da dare la caccia alla Fiorentina vincitrice a mani basse dello scudetto 1955-56. I viola sembrano un team inarrestabile, perfettamente equilibrato in ogni suo reparto, tanto che quasi tutti i suoi componenti hanno vestito la maglia azzurra.
Mentre i viola rafforzano la rosa prelevando la mezz’ala Rozzoni dalla Sampdoria e l’ala sinistra Parodi dal Vasco de Gama, il Milan si dimostra la società più attiva sul mercato. L’arrivo in panchina di “Gipo” Viani impone alcuni cambiamenti. Il tecnico veneto vuole una squadra ringiovanita nei ranghi; in quest’ottica vanno viste le cessioni di Ricagni al Torino, di Frignani all’Udinese e soprattutto quella di Gunnar Nordahl alla Roma. Dopo otto stagioni ed oltre 200 reti il “pompiere” lascia Milano e l’amico Niels Liedholm. Al suo posto arriva Carlo Galli e con lui il difensore atalantino Zannier, il centrocampista danese Bredesen e l’ala argentina Cucchiaroni.

Sull’altra sponda del Naviglio non si sta certo a guardare! Il presidente interista Angelo Moratti mette a segno il primo dei suoi tanti colpi acquistando dalla Roma Egisto Pandolfini.

Dopo una stagione deludente alla Juventus si decide di cambiare qualche cosa. Viene ceduto Karl Hage Praest che va a raggiungere Muccinelli e Vivolo alla Lazio e arrivano giovani interessanti come Raul Conti, Stivanello e uno svedese gracile gracile che da noi darà spettacolo per anni: si tratta di Kurt Hamrin. Con loro giunge dal Torino anche Lelio Antoniotti.

Proprio i granata sono stati grandi protagonisti del merdcato 1956. Il nuovo presidente cerca di riportare il “Toro” laddove gli compete e per farlo acquista Gino Armano dall’Inter, Ricagni dal Milan, Arce dal Novara e Jeppson dal Napoli, facendo così dimenticare le cessioni di Antoniotti alla Juventus e soprattutto quella del forte difensore Moltrasio alla Lazio.

Oltre Ai citati Moltrasio e Praest i bianco-azzurri romani si rafforzano con il portiere granata Roberto Lovati e con l’esperto Lucentini prelevato dalla Triestina.

Ceduti Egisto Pandolfini e Carlo Galli e salutato Stefano Nyers, i cugini romanisti puntano tutto sugli ultimi lampi di classe di Gunnar Nordahl.

A Genova si sogna: la Sampdoria affianca al bomber Edwin Firmani il capitano della nazionale austriaca Ockwirk, mentre il Genoa ingaggia la mezz’ala della nazionale uruguayana Abbadie.

Infine desta curiosità la neo-promossa Udinese. Dopo aver conservata l’intelaiatura con cui ha conquistato il secondo posto nel 1954-55, la società friulana da spessore tecnico all’organico ingaggiando Boris Frignani dal Milan e puntando sullo svedese Lindskog. L’Inglese Griffith e i sud americani Vernazza e Gomez dovrebbero permettere all’altra neo promossa Palermo di poter combattere ad armi pari con le altre concorrenti nella lotta per la salvezza.
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