CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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UNO SPACCATO D’ITALIA NELL’ESTATE 1956

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È l’estate in cui nei cinema impazzano “La Dolce Vita” di Federico Fellini, “Poveri ma Belli” di Dino Risi e in cui esplode il mito di Brigitte Bardot, risposta europea a Marilin Monrow, assurta al ruolo di icona della bellezza.

Sono passati ormai oltre dieci anni dalla fine della guerra e, con molta fatica, la gente inizia a vedere qualche altra prospettiva oltre alla necessità di mettere assieme il pranzo con la cena. L’automobile, il televisore, i primi elettrodomestici cominciano ad essere sogni realizzabili per i quali vale la pena impegnare parte del salario, pagandoli a rate. In un certo senso – come descritto nel film “Poveri ma Belli” – le persone vivono al di sopra delle loro reali possibilità economiche.

La scolarizzazione voluta dal “regime fascista” ha praticamente sconfitto l’analfabetismo assoluto, almeno tra le persone di mezza età, le quali sono solite acquistare quotidiani con i quali informarsi. Su di essi, ma anche alla radio e nella nascente televisione di stato trovano grande risalto i vari avvenimenti politici, di cronaca e sportivi. Con il calcio fermo, ciclismo e formula uno la fanno da padroni. Mentre infuria la battaglia per la conquista del Tour de France, il 16 luglio si corre il Gran Premio di Gran Bretagna, corsa vinta da Juan Manuel Fangio su Ferrari, seguito dalla coppia Alfonso de Portago-Peter Collins (Ferrari) e da Jean Behra.
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