CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LA TOURNÈ AZZURRA IN SUD AMERICA

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La nazionale italiana, intanto, parte per una tourné in sud America contro Argentina e Brasile. La prima tappa tocca Buenos Aires dove risiedono molti immigrati italiani. L’accoglienza, però, non è delle migliori tanto che la commissione tecnica presieduta da Alfredo Foni decide di non schierare Miguel Angel Montuori, accusato, dalla stampa locale, di aver tradito la sua nazione di nascita e dalle autorità di diserzione. Dalla contesa rimane fuori anche Gianpiero Boniperti, mentre esordisce il bolognese Pozzan.
206: Buenos Aires (Estadio Avellaneda de River Plate) – domenica, 24 giugno 1956 – ore 15,00

ARGENTINA – ITALIA 1-0 (Am.)

RETI: 65′ Conde

ARGENTINA: Dominguez, Gimenez, Vairo, Guidi, Dellacha, Benegas, Sansone, Conde,
Maschio, Labruna (cap.) (28′ Grillo), Yudica. C.T.: G. Stabile.

ITALIA: G. Viola (Juventus) 10, Magnini (Fiorentina) 15, Cervato (Fiorentina) 16 (cap.), Chiappella (Fiorentina) 9, Bernasconi (Sampdoria) 2, Segato (Fiorentina) 9, Muccinelli (Lazio) 12, Gratton (Fiorentina) 4, Virgili (Fiorentina) 5, Pozzan (Bologna) 1 (46′ Pivatelli (Bologna) 5), Prini (Fiorentina) 1. C.T.: Commissione tecnica della federzione; all.: A. Foni.

ARBITRO: Leafe (Inghilterra).

SPETTATORI: 100.000

La nostra nazionale esce sconfitta di misura dalla bolgia argentina. Tra gli uomini allenati da Guglielmo Stabile, vecchio amico del calcio italiano per aver vestito negli anni trenta la maglia del Genoa, si mette in mostra il talento di Maschio, centrocampista che fra qualche anno verrà ad arricchire il nostro campionato e quello di Grillo, altro giocatore che troveremo fra qualche anno, il quale fornisce a Conde l’assist per il gol decisivo. Ancora una volta, però, fioccano le polemiche per la tattica troppo rinunciataria impostata da Alfredo Foni. Per la gara contro il Brasile si spera in qualche cosa di meglio.

In settimana, a far notizia sono due fatti avvenutti fuori dall’Italia: il 28 giugno, a Poznan città divenuta polacca dopo il termine della II guerra mondiale, scoppia una rivolta operaia contro il regime comunista appoggiato dai sovietici. Nella repressione che segue moriranno circa cento dimostranti. La gente comune, però, è attratta maggiormente da quanto accade il giorno successivo. Negli Stati Uniti l’attrice Marilyn Monroe sposa, con una cerimonia civile, il terzo marito, lo scrittore Arthur Miller, padre della Beat Generation.

L’attesa sfida della nazionale azzurra di calcio è preceduta dal Gran Premio di Francia. Sul Circuito di Reims il ferrarista Peter Collins ottiene la seconda vittoria consecutiva, seguito dal compagno di squadra Eugenio Castellotti e dal francese Jean Behra su Maserati.

È ormai tarda sera quando una formazione in maglia azzurra, per la prima volta nella storia del calcio italiano, scende sul terreno del Maracanà. Rispetto alla partita di Buenos Aires Montuori ritrova il suo posto in squadra. I nostri giocatori incontreranno una formazione diversa da quella battuta pesantemente a milano in quanto tra i verde-oro rientrano Zizinho e Leonidas, due miti degli anni cinquanta del calcio carioca.
207: Rio De Janeiro (Estadio Mario Filho, Maracanà) – domenica, 1 luglio 1956 – ore 15,30

BRASILE – ITALIA 2-0 (Am.)

RETI: 29′ Ferreira, 75′ Canario

BRASILE: Gilmar, Djalma Santos, Nilton Santos, Zozimo, Edson, Formiga, Canario, Zizinho (cap.), Leonidas, Didi (65′ Luisinho), Ferreira. C.T.: F. Costa.

ITALIA: G. Viola (Juventus) 11, Magnini (Fiorentina) 16, Cervato (Fiorentina) 17 (cap.), Chiappella (Fiorentina) 10, Bernasconi (Sampdoria) 3, Segato (Fiorentina) 10, Muccinelli (Lazio) 13 (46′ Cervellati (Bologna) 6), Gratton (Fiorentina) 5 (60′ Pozzan (Bologna) 2), Virgili (Fiorentina) 6, Montuori (Fiorentina) 3, Prini (Fiorentina) 2. C.T.: Commissione tecnica federale; all.: A. Foni.

ARBITRO: Husband (Inghilterra)

SPETTATORI: 190.000
Davanti ad un pubblico mai visto prima l’Italia perde nettamente, nonostante una buona prima mezz’ora, nella quale gli azzurri hanno avuto il demerito di non concretizzare le opportunità che gli si sono presentate. Con Leonidas e Zizinho il Brasile è ben altra squadra rispetto a quella di Milano e i nostri vengono decisamente ridimensionati. Le due sconfitte sud americane aprono molti interrogativi circa la bontà del nostro movimento; la delusione è tanta in quanto, prima di partire si pensava che il blocco viola fosse in grado di riportare il nostro calcio agli antichi splendori.

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