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IL RITORNO DELLA MITROPA CUP E L’ARRIVO DI DINO DA COSTA

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Nel 1955 un operaio guadagna circa 40.000 lire e gli ci vogliono quattro mesi di lavoro per acquistare un televisore, più di un anno per una macchina e dieci anni per impossessarsi di un appartamento di modeste dimensioni. Contemporaneamente un calciatore di buona levatura guadagna dieci volte tanto e lo stesso appartamento può acquistarlo con l’ingaggio di una sola stagione.

In quest’estate prende corpo quella che può essere identificata come rivoluzione dei consumi. È infatti l’anno della 600, vetturetta tondeggiante che, dato il costo non elevatissimo, darà inizio alla motorizzazione di massa, favorendo e orientando l’espansione dei beni di consumo durevoli attraverso forme di pagamento rateale. Di qui in avanti la “cambiale” diventerà una fedele compagna per l’italiano che prima vi vede la formula utile per realizzare i suoi sogni: la macchina, la televisione, il frigorifero ecc.; poi, quando si troverà in difficoltà nell’onorarla, vi vedrà un’acerrima nemica fonte di notti insonni.

Nelle case degli italiani entrano i primi frigoriferi che, tuttavia, ancora per anni rimarranno desolatamente vuoti o al massimo pieni di pane e mortadella in quanto altri beni di consumo quotidiano costano davvero molto: per un chilogrammo di pasta occorre un’ora di lavoro, per un chilo di zucchero ne servono due, mentre un chilo di carne, spesso di taglio scadente, costa quanto una giornata di lavoro.

Solo i sogni legati al gioco del calcio non costano nulla, semmai il denaro necessario per l’acquisto di un quotidiano con il quale sperare. Ma come succedeva vent’anni prima, durante l’epoca d’oro, il confine tra una stagione e l’altra è davvero labile. Tutto questo a causa del ritorno della Mitropa Cup, torneo per club da sempre disputato in estate.

Dopo lo scandalo che ha coinvolto l’Udinese, condannando i friulani alla retrocessione, l’Italia ai nastri di partenza la Roma allenata da Giorgio Sarosi e il Bologna sulla cui panchina siede per la quarta stagione consecutiva Giuseppe Viani.

Mentre il Bologna viene ammesso direttamente ai quarti di finale, la Roma si trova opposta agli jugoslavi del Vojvodina di Novisad, compagine nella quale, tra gli altri, milita Vujadin Boskov, giovane mediano che si è rivelato durante i mondiali del 1954. L’impatto con la competizione è davvero duro per i capitolini che ritornano dal Montenegro con un passivo di 4 a 1. I giallo-rossi provano a ristabilire la parità nella gara di ritorno, ma ne nasce una partita bella, combattuta che vede prima gli slavi portarsi in vantaggio per essere raggiunti sul 4 a 4 dagli uomini di Sarosi costretti a cedere nel finale per 5 a 4.

La sconfitta convince la società a tornare sul mercato. In questo periodo i brasiliani del Botafogo, campioni dello stato di Rio de Janeiro, stanno svolgendo una tourné massacrante in giro per l’Europa per guadagnare del contante e per mettere in vetrina i suoi grandi talenti. Il più grande è un certo Garrincha, ala destra dal passo caracollante, si dice a causa di una malformazione fisica, la cui andatura induce costantemente all’errore i difensori facendone un inimitabile maestro nel ruolo. Vicino all’innarrestabile Garrincha vi sono altri talenti, per lo più di origine italiana come un certo Luis Vinicio e Dino Da Costa. Il presidente Renato Sacerdoti organizza un’amichevole contro i brasiliani al termine della quale perfeziona l’acquisto di Dino Da Costa, tesserandolo come oriundo dato che “Costa”, così verrà chiamato nel primo periodo, ha nonni italiani.

Cresciuto calcisticamente nel Botafogo nell’ultimo campionato brasiliano la mezz’ala ha realizzato 27 reti e con Ghiggia, Pandolfini e Carletto Galli compone una linea d’attacco decisamente interessante.

Intanto il Bologna rafforzato dagli acquisti dall’Udinese di Dell’Innocenti e Laforgia (l’ala ritorna nella squadra che lo aveva lanciato in serie A sei anni prima) affronta i cecoslovacchi dell’Uda Praga nei quarti di finale. Al Comunale gli ospiti impongono il pareggio per 4 a 4 agli uomini allenati da Viani che crollano per 3 a 0 nella gara di ritorno.

Le cose non vanno tanto meglio nella Coppa Latina nella quale il Milan, che ha salutato Soerensen per far posto all’ala Amos Mariani prelevato dalla Fiorentina e a Dal Monte acquistato dal Genoa, cede allo Stade de Reims di Kopa per 3 a 2. Si tratta di un brutto campanello d’allarme per i rossoneri che dovranno affrontare la prima edizione della neonata Coppa dei Campioni e a poco serve la vittoria per 3 a 1 sui modesti portoghesi della Belenenses.
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