CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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PRINCIPALI OPERAZIONI DI MERCATO E COPPA LATINA 1952

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Il campionato precedente ha sancito che due grandi realtà storiche del calcio italiano sono completamente da rifondare: si tratta del Torino e del Bologna. I granata puntano sull’olandese ex Inter Wilkes, mezz’ala con il vizio del gol, sull’esperto Vittorio Sentimenti e su Marzani, talento prelevato dalla
Spal. Oltre a questi il presidente Ferruccio Novo fa in tempo ad ingaggiare la talentuosa mezz’ala tedesco occidentale Horst Butz; anche in questo modo iniziano ad essere sanate le ferite tra Italia e Germania, aperte dalla Seconda Guerra Mondiale.

Il Bologna, dal canto suo, ingaggia in panchina Gipo Viani, fresco di promozione con la maglia della Roma. Per il suo primo campionato alla guida della compagine emiliana il tecnico veneto ottiene dal presidente Dall’Ara il portiere alessandrino Giorcelli, due difensori (Cattozzo e Greco), un centrocampista di quantità (Randon, bergamasco prelevato dalla rivelazione Catania), un attaccante con spiccate attitudini al gol (il giovanissimo Giancarlo Bacci), un’ala sinistra velocissima (La Forgia) e anche Stefano Mike, tornato in rosso-blu dopo due anni di prestito. In pratica della squadra che aveva rischiato la B nel campionato precedente vengono ricomfermati solamente Ballacci, Pilmark, Jensen, Cappello, Cervellati e Garcia.

La serie A 1952-53 ritrova una delle sue abituali protagoniste: La Roma, unica neopromossa a causa della riduzione di tutti i campionati a 18 squadre.

Nel luglio del 1952 il conte Vaselli, presidente, delega Renato Sacerdoti a condurre la società, un ritorno all’antica che diventa sinonimo di una ricostruzione vera e propria. Arrivano in giallorosso Azimonti dalla Pro Patria, Grosso e Renosto dal Milan, l’ambitissimo Pandolfini dalla Fiorentina ed il danese Helge
Bronee strappato al Palermo che ha salutato anche il cecoslovacco Vickpalek.

Sull’altra sponda del Tevere non si vive un bel periodo. Infatti in casa Lazio si piange la scomparsa del presidentissimo Zenobi. Vi sono gravi ripercussioni, nonostante l’arrivo dalla Danimarca di Perl Bredesen, ottimo centrocampista.

Le tre grandi: Juventus, Milan ed Inter, stanno apparentemente a guardare limitandosi a movimenti di secondo piano – eccezion fatta per la Juventus che strappa ai cugini granata Renato Carapellese -; queste operazioni tuttavia si riveleranno molto importanti, in particolare quelle dell’Inter che ingaggia il mediano
Nesti dalla Spal e la mezz’ala Mazza dal Legnano, due elementi diventati fondamentali per il gioco voluto dal nuovo tecnico Alfredo Foni, reduce da un’ottima stagione sulla panchina della Sampdoria.

Come è ormai consuetudine, il primo appuntamento della stagione è la Coppa Latina. Quest’anno l’Italia è rappresentata dalla Juventus, campione in carica e desiderosa di succedere al Milan anche nell’albo della manifestazione. I bianconeri, però, debbono soccombere al Barcellona del grande Kubala per 4
a 2. Inizia in questi anni l’ascesa tecnica dei club iberici, sempre più ricchi di fuoriclasse stranieri attirati dai lauti ingaggi offerti dai proprietari con la benedizione del regime di Francisco Franco che, attraverso i successi nel calcio, vuole dare un’immagine vincente del suo Paese. Dopo la sconfitta contro la compagine catalana, qualche dirigente federale avrà certamente avuto dei rimpianti per non essere riuscito a trattenere questo grande campione mentre si allenava con la Pro Patria, dato che ora il fuoriclasse ha deciso di giocare con la nazionale spagnola.

Ben altre soddisfazioni giungono dalla Formula 1 col Gran Premio d’Olanda, disputato il 17 agosto, letteralmente dominato dalla Ferrari. Alberto Ascari – quinta vittoria consecutiva – precede i compagni di scuderia Nino Farina e Luigi Villoresi. La scena si ripete anche venti giorni più tardi quando, sul circuito di Monza, sempre Ascari conquista il successo e il titolo mondiale, precedendo quesa volta l’argentino José Frolan Gonzales, il quale, a bordo di una Maserati, sopravanza l’altro ferrarista Luigi Villoresi. La conclusione della terza edizione del mondiale di Formula 1, letteralmente dominato dalla Ferrari, precede di una settimana l’inizio del campionato di calcio 1952-53.
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