CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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PER IL TORINO E PER LA NAZIONALE È TEMPO DI RICOSTRUIRE!

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A bocce ferme il calcio italiano inizia a fare i conti con gli effetti della catastrofe di Superga. Oltre all’incommensurabile danno affettivo provocato dalla perdita di una squadra nella quale tutti si sono riconosciuti e di giovani ragazzi che, oltre ad essere grandi campioni, sono stati grandi uomini, vanno aggiunti pure i gravi problemi pratici bisognosi di una soluzione immediata. Infatti la federazione ha meno di un anno di tempo per ricostruire una nazionale in grado di recarsi in Brasile per difendere nel migliore dei modi il titolo di Campione del Mondo conquistato in Francia oltre un decennio prima.

Inizia qui il vero anno zero del calcio italiano non trattandosi solamente di scegliere undici ottimi giocatori, cosa già difficile, ma anche di creare una squadra di personalità capace di reggere
l’urto emotivo di una manifestazione come il mondiale. La difficoltà è accuita anche dal fatto che il calcio italiano vive un cambiamento generazionale: molti grandi campioni del decennio precedente hanno già smesso, come ad esempio i bolognesi Marchese e Biavati, altri, come Pietro Rava, Teobaldo Depetrini o Pietro Ferraris, o meglio ancora lo stesso Silvio Piola,  sono giunti ormai all’epilogo della loro gloriosa carriera e non si può garantire sulla tenuta emotiva di giovani come Carlo Annovazzi, Benito Lorenzi, Gianpiero Boniperti o Amedeo Amadei, grandi campioni, ma inesperti a livello internazionale, sia per i fatti bellici che hanno interrotto qualsiasi competizione di club, sia perché nelle poche partite disputate dalla nazionale dal 1945 ad oggi, le maglie sono sempre state monopolizzate dai fuoriclasse del Torino.

Chi, tuttavia, deve ricostruire tutto è proprio il Torino. Al  patron Ferruccio Novo tocca l’arduo compito. Sarà impossibile ricreare un complesso come quello tragicamente sconparso la sera del 4 maggio, anche perché non era stato messo insieme in una sola stagione, ma con campagne acquisti suntuose e  con enorme dispendio
di energie. Inoltre non è che il mercato offra poi molto! Comunque i granata godono della solidarietà di tutti, a partire dal CONI che concede ai piemontesi prestiti agevolati con i quali mettere assieme una compagine competitiva. La società granata inizia attingendo a piene mani dal vivaio che ha già messo in mostra giocatori
interessanti come Giuliano, Marchetto, Giammarinaro e Bersia, poi andando sul mercato esterno. Qui Novo mette subito a segno un colpo importante assicurandosi le prestazioni del giocatore italiano più forte del momento: dal Milan arriva Riccardo Carapellese. In realtà si tratta di un ritorno alla base, in quanto la forte ala di origine pugliese ha mosso i primi passi proprio nel settore giovanile torinista. Con lui giungono in granata anche il portiere Giovanni
Moro dal Bari, Mario Picchi dal Livorno e Teobaldo Depetrini dalla Juventus. Come altre società, Ferruccio Novo si rivolge al mercato estero: dalla Svezia preleva il centrocampista Bengtsson, mentre dal Brasile giunge in Italia Hjalmarsson. Questi giocatori non lasceranno tracce particolari, ma il presidente sta mettendo gli
occhi sui giovani della Pro Patria con la quale intesse buoni rapporti. Il primo segno è il passaggio in granata dell’argentino Beniamino Santos, portato nel nostro paese dai Bustocchi l’anno precedente e mai utilizzato. Il giocatore si dimostrerà un colpo davvero azzeccato.
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