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Fin da subito però, si palesa il fatto che la società presieduta da Ferruccio Novo non sarà in grado di difendere al meglio lo scudetto. Questo scatena le altre grandi nella gara alla successione. La possibilità di tesserare i giocatori stranieri rende la contesa ancora più agguerrita.  I cugini della Juventus affiancano a John Hansen la punta Karl Hage Praest e prelevano dalla Lucchese il portiere Giovanni Viola e il promettente terzino Bertuccelli. Il Milan, dal canto suo, completa il trio  Gre-No-Lie e si candida come la favorita principale alla conquista del titolo, mentre l’Inter risponde ingaggiando l’olandese Wilkes.

Sul mercato si muove molto anche il Genoa acquistando tre calciatori argentini: Aballay, Alarcon e soprattutto la fortissima ala destra della nazionale Mario Boyé stella del Boca Junior costata oltre venti milioni di lire.

La caccia allo straniero coinvolge un po’ tutte le compagini, che vedono nell’acquisto di giocatori d’oltre-confine la panacea di tutti i mali tecnici. Inoltre i proprietari delle squadre, ormai esclusivamente grandi industriali, colgono la possibilità, attraverso l’ingaggio di un grande campione estero, di fare pubblicità indiretta alla loro azienda, incrementandone in questo modo il giro d’affari. Il rapporto tra società calcistiche e mondo dell’industria si fa sempre più stretto. I sodalizi sportivi si avviano loro stessi a diventare delle industrie di spettacolo. Arriveranno giocatori più o meno capaci portatori comunque di qualche cosa di nuovo.
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