CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LA 2a GIORNATA DEL GIRONE DI RITORNO DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1949-50 E LA FUGA DI MARIO BOYÈ

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Il giorno seguente Pro Patria e Roma recuperano il loro incontro.
RECUPERO 20’a GIORNATA: lunedì 16 gennaio 1950

 Pro Patria – Roma       2-1 

10′ Spartano (RM), 48′ Borra, 66′ aut. Maestrelli
La Pro Patria ferma la corsa della Roma ottenendo una vittoria di fondamentale importanza per

rimpolpare la sua classifica asfittica.

Il giorno successivo l’Organizzazione delle Nazioni Unite affida all’Italia l’amministrazione della Somalia, ex colonia

dalla fine dell’Ottocento fino al 1941, segno che il nostro Paese sta riacquistando anche una certa credibilità politica a

livello internazionale.

21a GIORNATA: domenica 22 gennaio 1950       

 Bologna – Bari          2-0    

16′ Gritti, 65′ Marchi

Como – Milan            1-4    

3′ G. Nordahl, 7′ Burini, 36′ G. Nordahl, 69′ Dossi (CO), 81′ G. Nordahl

Inter – Pro Patria      2-0    

44′ Achilli, 86′ Amadei

Juventus – Lazio        1-2    

19′ e 28′ Flamini, 38′ J. Hansen (JU)

Palermo – Padova        3-0    

45′ Milani, 70′ Marzani, 79′ Gimona

Roma – Genoa            3-0    

24′ e 41′ Tontodonati, 86′ Zecca

Sampdoria – Atalanta    2-2    

21′ e 39′ Caprile, 50′ Lorenzo (SA), 67′ Baldini (SA) rig.

Triestina – Lucchese    2-0    

25′ aut. Scarpato, 31′ Pison

Venezia – Fiorentina    1-2    

37′ Galassi, 78′ Dalla Torre, 88′ Degano (VE)

 CLASSIFICA:

Juventus 35; Milan 31; Inter 30; Fiorentina 26; Atalanta, Lazio e Padova 24;

Palermo, Torino e Triestina 22; Roma 21; Como e Sampdoria 20; Genoa e Lucchese 18; Bologna e Pro Patria 14; Bari 13;

Novara 11; Venezia 9.

Gianni Brera, allora firma giornalistica emergente, ha definito la partita tra Juventus e Lazio come

una delle più belle del campionato. Della forza dei bianconeri si sa tutto, ma i bianc’azzurri capitolini sono una delle

sorprese positive della stagione. Il gioco parte da dietro ottimamente orchestrato da tre elementi
esperti come Remondini, Alzani e Flamigni. Quest’ultimo, grazie ai due gol, diventa l’eroe di giornata. Ma sono rmai dieci

anni che l’italo-argentino fornisce grandi prove per i suoi. Arrivato in Italia assieme ad altri connazionali come Pisa I,

Pantò e Provvidente, questo centrocampista non è mai stato un uomo copertina del calcio, ma ha sempre dato un grande

contributo alla propria squadra.

Il successo a Torino dei bianc’azzurri riapre il campionato: dietro il Milan   si è rimesso a dare spettacolo e ora può

sperare in una rimonta clamorosa. In coda il Bologna vince uno scontro diretto fondamentale
contro il Bari e si toglie momentaneamente dalle posizioni che  scottano.

Il fatto saliente della giornata, tuttavia, accade nel dopo partita di Roma: la hall dell’albergo dove era

alloggiato il Genoa è piena di valige della famiglia Boyé, portate nella capitale dalla madre e dalla moglie del forte

calciatore sudamericano. Il giocatore saluta tutti e, come fece più di tre lustri prima Nino Petrone, abbandona l’Italia a

metà stagione. Le cause della fuga vanno ricercate nell’insofferenza della signora Boyé per le regole imposte dal calcio

nostrano: la dama argentina non ha mai accettato i continui ritiri e le continue trasferte del marito (il campionato

argentino si svolge in gran parte nei dintorni di Buenos Aires) e nemmeno le ingerenze della società nella vita privata

del calciatore. A questo punto si può solo immaginare la rabbia di Elsa Boyé allorché il presidente genoano Poggi, nel

mese di novembre, ha convocato il calciatore intimandogli di non recarsi più al cinema. Tuttavia la decisione di lasciare

l’Italia viene presa durante la settimana successiva al Natale, in seguito ad una multa di 25,000 lire subita dal

giocatore per essersi
presentato in ritardo nel ritiro dove si stava preparando la partita contro il Novara prevista per il giorno di Santo

Stefano. Resasi conto di quanto sta avvenendo, la società tenta di tutto per trattenere il calciatore, pregando perfino i

doganieri di allungare le operazioni di controllo dei bagagli, ma quando un dirigente ligure arriva in aeroporto per

imbastire una trattativa, il campione è già in volo per Rio de Janeiro.

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