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LA 22a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1949-50 E LA “GUERRA” CINEMATOGRAFICA DEI VULCANI

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Mentre risuonano alti gli echi del clamoroso abbandono dell’argentino Boyé, il giorno successivo il Novara, contro il Torino, deve rispondere al Bologna per tenersi a galla.
RECUPERO 21’a GIORNATA: lunedì 23 gennaio 1950

 Novara – Torino         5-2 

7′ Feccia, 10′ Frizzi (TO), 26′ Santos (TO), 29′ Alberico, 47′ Ferraris II, 48′ Ploeger, 79′ Ferraris II

rig.

Grazie ad una prova maiuscola dell’eterno Pietro Ferraris, il Novara vince in modo netto il suo

incontro con il Torino e aggancia il Bari. La lotta per non retrocedere si fa sempre più serrata, tranne che per il

Venezia, il quale non sembra in grado di competere con le altre.

22a GIORNATA: domenica 29 gennaio 1950       

 Bari – Juventus         0-0

Fiorentina – Triestina  2-1    

2′ Dalla Torre, 42′ Pandolfini, 60′ Pison (TS)

Genoa – Palermo         1-0    

43′ Alarcon

Lazio – Como            3-2    

2′ e 50′ Hofling, 67′ Valli (CO), 70′ Hofling, 82′ Ghiandi (CO)

Lucchese – Novara       2-1    

9′ Ploeger (NO), 18′ Valcareggi, 70′ Mori

Milan – Venezia         2-0    

44′ Liedholm, 61′ Gren

Pro Patria – Bologna    3-3    

20′ aut. Fossati, 54′ Borra (PR) rig., 61′ La Rosa (PR), 79′ Gritti, 89′ Tacconi, 90′ Turconi II

(PR)

Torino – Sampdoria      4-1    

14′ Santos, 38′ Lorenzo (SA), 58′ Hjalmarsson, 72′ Bengtsson, 80′ Santos rig.

 CLASSIFICA:

Juventus 36; Milan 33; Inter 30; Fiorentina 28;Lazio 26; Atalanta, Padova e

Torino 24; Palermo e Triestina 22; Roma 21; Como, Genoa, Lucchese e Sampdoria 20; Bologna e Pro Patria 15; Bari 14; Novara

13; Venezia 9.

La Juventus non vince nemmeno a Bari e il Milan si avvicina ulteriormente. Il Genoa intanto reagisce

bene alla partenza della stella Boyé ottenendo una
vittoria di valore contro il Palermo.

A fine mese il presidente degli Stati uniti Harry Truman annuncia l’inizio della sperimentazione della bomba all’idrogeno,

per mantenersi in vantaggio sull’Unione Sovietica. Evidentemente i quaranta milioni di morti della seconda guerra mondiale

non devono essere bastati.

In settimana è il mondo del cinema a tener banco sulle prime pagine dei giornali. La sera del 2 tutti

attendono la presentazione del film Vulcano interpretato da Anna Magnani. L’attrice romana vince il primo round di una

lunga querelle con la collega-rivale Ingrid Bergman che, nello stesso periodo, a pochi chilometri ha girato “Stromboli,

terra di Dio” sotto la regia di Roberto Rossellini, regista che per lei avrebbe scaricato, sia professionalmente, sia

sentimentalmente, proprio l’attrice romana. Battere la concorrenza, ssecondo la Magnani – e naturalmente secondo i propri

produttori – significherebbe conquistare mercato.

Le cose, invece, non vanno per il verso giusto. A metà proiezione la sala si svuota, non perché il film non piaccia, ma

perché giunge la notizia della nascita con un mese d’anticipo del figlio di Ingrid Bergmann e Roberto Rossellini,

concepito fuori dal matrimonio. Tutti gli avventori del cinema, naturalmente si tratta di un pubblico selezionato per una

prima, assieme ad altri addetti ai lavori corrono alla clinica dove è avvenuto il lieto evento.

Il giorno successivo i quotidiani danno ampio spazio alla neo mamma, con ampie considerazioni circa la condotta immorale

dei due. Roberto Junior è comunque frutto di una relazione ben al di fuori dei canoni del buon cristiano, esempio da non

imitare nell’Italia confessionale dell’anno santo 1950. A uscire con le ossa rotte dalla vicenda è proprio Anna Magnani,

assieme alla Panaria casa produttrice sicula, al cui film non viene dato alcun spazio.

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