CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

ITALIA-SPAGNA 2-1: NEL SEGNO DI DINO E ROBERTO BAGGIO

Quando un minuto cambia la vita! E’ cciò che è accaduto a Roberto Baggio, poco prima che gli italiani si mettessero a tavola in una calda sera d’estate: proprio lui, che in questo mondiale si era segnalato solamente per la facciaccia esibita al suo tecnico Arrigo Sacchi in occasione della sostituzione subita contro la Norvegia, ha salvato la spedizione, prima realizzando lo splendido gol del pareggio alla fine dei tempi regolamentari, mentre qualcuno stava già preparando i pomodori da lancio, poi trasformando il calcio di rigore decisivo negli overtimes. Qualcuno azzarda il paragone con un certo Paolo Rossi, pure lui nullo ad un mondiale fino al 5 luglio del 1982, , quando, quasi tra l’incredulità generale, faceva piangere il grande Brasile, per poi trascinare i suoi verso il trionfo. Sommessamente tutti sperano di rivivere quella storia, naturalmente!




In Italia è tornata l’euforia attorno alla nazionale: anche questo mondiale ha un eroe da proporci, con buona pace del tecnico Arrigo Sacchi, allergico ai giocatori copertina! Da altre parti, tuttavia, non si vivono le stesse sensazioni e non solo per un mancato risultato! È quanto accade in Colombia, la cui nazionale di calcio, da alcuni considerata come una delle grandi protagoniste, è letteralmente nella bufera dopo il fallimento mundial. Le reazioni sono andate oltre il lecito, sfociando in tragedia, quando a Medellin è stato assassinato il giovane difensore Andres Escobar. A questo punto qualcuno pensa di uscire dall’ambiente; il presidente del club di calcio America di Calì, Pedro Chang Barrero, ad esempio, rassegna le sue irrevocabili dimissioni al consiglio di amministrazione
della società, proprio in segno di protesta nei confronti dell’omicidio del ragazzo.
Gli azzurri, nel frattempo, rimangono a Boston dove, il sabato successivo, affronteranno la Spagna. La vittoria ha sollevato il morale, ma le incognite rimangono ancora tutte aperte. Il gioco latita, la condizione fisica rimane approssimativa e, non bastasse, i nostri avversari hanno potuto contare su ben tre giorni in più di riposo. C’è grande attesa anche nella nazione iberica, naturalmente. Cristobal Colòn Delgado, il principale barbiere di Siviglia, lancia un’offerta allettante ai numerosi turisti italiani presenti in città: barba e capelli gratis in caso di vittoria spagnola; in caso di risultato contrario,il il barbiere di Siviglia avverte: “Gli italiani si tengano alla larga dal mio rasoio…”.
Sfottò, passione e rivalità tipiche di questo autentico “derby latino”; al momento di scendere in campo Sacchi rispolvera tra i pali Gian Luca Pagliuca, davanti al quale dispone una difesa formata al centro dalla coppia Maldini-Costacurta, con ai lati Mauro Tassotti ed Antonio Benarrivo. A centrocampo punta sulla forza del duo Albertini-Dino Baggio, affiancati a destra da Antonio Conte, mentre a sinistra si sfrutta il genio di Roberto Donadoni, pronti ad innescare l’ormai consolidata coppia Baggio-Massaro.

515: Boston (Foxboro Stadium) – sabato 9 luglio 1994 – ore 16,00
ITALIA – SPAGNA 2-1 (C.M.: 4i DI FINALE)
RETI: 25′ Baggio D., 58′ aut. Benarrivo (SP), 88′ Baggio I
ITALIA: Pagliuca (Sampdoria) 21, Tassotti (Milan) 7, Benarrivo (Parma) 12, Albertini (Milan) 20 (46′ Signori (Lazio) 21), P. Maldini (Milan) 56
(cap.), Costacurta (Milan) 25, Conte I (Juventus) 2 (66′ Berti (Inter) 31), D. Baggio (Juventus) 18, Massaro (Milan) 14, Baggio I (Juventus) 41, Donadoni (Milan) 55. C.T.: A. Sacchi.
A disposizione: Marchegiani (Lazio), Bucci (Parma), Apolloni (Parma), Minotti (Parma), Mussi (Torino), Casiraghi (Lazio).
SPAGNA: Zubizarreta (cap.), Alcorta, Otero, Baquero (64′ Hierro), Abelardo, Nadal, Ferrer, Goicoechea, Luis Enrique, Caminero, Sergi (60′
Salinas). C.T.: J. Clemente.
A disposizione: Cañizares, Lopetegui, Camarasa, Voro, Guardiola, Felipe, Guerrero, Juanele, Beguiristain.
ARBITRO: Puhl (Ungheria).
SPETTATORI: 55.000.

Ancora una volta tifosi ed addetti ai lavori vivono un match di passione, che andremo a rivivere attraverso il racconto di Giancarlo Padovan, all’epoca firma de’ “Il Corriere della Sera”:




Negli spogliatoi la gioia degli azzurri si contrappone alla tristezza delle “furie rosse”; oltre che amareggiati per la sconfitta, gli iberici sono “infuriati” con l’arbitro, per un presunto colpo sferrato da Tassotti a Luis Enrique a gioco fermo, che se ravvisato, avrebbe costretto i nostri in dieci. In effetti le immagini sembrano dar ragione alle lamentele degli uomini allenati da Xavier Clemente, ma fino a questo momento, a contare è il referto dell’arbitro.
Mentre in Italia si festeggia, Brasile ed Olanda si sfidano per stabilire la seconda semifinalista di giornata.

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