DA LANCIANO UN’APERTURA DI CREDITO ALLO STATO

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather



data-ad-slot=”9565239200″>

La rapina di Lanciano

Essere svegliati in piena notte da individui che hanno violato le mura domestiche e che, in modo violento, cercano di appropriarsi di soldi, gioielli e quant’altro! Loro sono svegli, carichi: estremamente carichi. Godono anche di questo vantaggio su persone al limite dell’impossibilità di muoversi. Devono fare presto, molto presto e sono disposti a tutto. Uno comanda e gli altri, come automi, eseguono, sprezzanti del valore della vita.
È quanto hanno visssuto Carlo Martelli, chirurgo di 69 anni e la moglie nella notte tra sabato 22 e 23 a Lanciano. I rapitori, delusi per non aver trovato una cassaforte da depredare, hanno preteso di poter fruire dei bancomat della coppia. I due malcapitati, però, sono in stato di choc e perciò esitano. Allora la decisione: il taglio dell’orecchio, pratica già conosciuta ai tempi dell’anonima sequestri, quando si intendeva forzare la mano alle famiglie per ottenere il riscatto! Finalmente i codici, poi i due vengono legati e lasciati finalmente in pace, doloranti e sanguinanti. Alcuni minuti più tardi è ancora il terrore: sono tornati anzi no: una porta si apre e si richiude immediatamente. È finita. L’uomo si libera, libera la moglie e poi chiama finalmente soccorso.
Questo è più o meno il susseguirsi dei fatti in una vicenda destinata a sollevare clamore e dibattito.

La rapina di Lanciano: UN COLPO AL CONCETTO DI LEGITTIMA DIFESA?

I notiziari radio-televisivi, non che il web, danno immediato risalto a quanto accaduto a Lanciano, ponendo l’accento sulla mutilazione subita dalla donna. Si tratta di una famiglia benestante (residente in una villetta a pian terreno, priva di barriere architettoniche per facilitare la vita ad un figlio disabile) che non esita a raccontare quanto accaduto. Lo fa l’uomo di casa, Carlo Martelli dal suo letto d’ospedale. Ognuno diventa partecipe del terrore vissuto dalla coppia, per la minuziosa descrizione dei fatti. Naturalmente l’opinione pubblica non si accontenta della pura cronaca, si cerca di carpire anche i sentimenti, gli stati d’animo, anche nei confronti degli autori di un gesto tanto efferato. Qui arriva l’affermazione destinata a far discutere. L’uomo dichiara candidamente cdi non concepire l’idea di dotarsi di un arma per difendersi in futuro. Benzina sul fuoco delle polemiche, in un momento in cui si parla di consentire l’uso delle armi per difendersi dalle intrusioni fra le mura domestiche. La parte politica avversa a questo progetto di legge cavalca immediatamente l’onda, facendone quasi un vessillo da esporre. Diametralmente opposta si esplica la reazione di chi vede nell’estensione della legittima difesa un diritto sacrosanto. Il dibattito finisce per coinvolgere i social, con le due fazioni pronte a sfidarsi a singolar tenzone. Non mancano beceri epiteti contro l’uomo, reo di non voler difendere la propria famiglia.
In realtà con la sua dichiarazione, il Martelli voleva mettere l’accento sulla sua incapacità di valutare la situazione, che, molto probabilmente, gli avrebbe impedito di usare nel migliore dei modi un’arma. Anzi: la stessa poteva rivelarsi un boomerang, finendo nelle mani degli stessi assalitori.

TUTTI SI SENTONO COINVOLTI NELLA RAPINA DI LANCIANO

Il dibattito suscitato dalla rapina di Lanciano mostra un nervo scoperto nella popolazione: quello della sicurezza. Tutto questo nonostante i dati raccontino di un calo continuo dei reati e dell’arrivo di stranieri sul suolo nazionale, fenomeno temuto da molte persone.
Al netto delle strumentalizzazioni politiche, che pur esistono, riteniamo che la paura nasca dal fatto che ognuno si sente una vittima potenziale. Con mafia e terrorismo, fenomeni ben più ampi nei numeri, la gente, a torto o a ragione, riusciva a circoscrivere o a categorizzare chi poteva essere a rischio. Ultimamente, invece, le cronache ci raccontano di crimini le cui vittime appartengono a qualsiasi ceto, in qualsiasi località della penisola. Non bastasse: casa propria può diventare una trappola infernale. Non c’è quindi da stupirsi se la diffidenza nei confronti dello sconosciuto stia aumentando a dismisura!

La rapina di Lanciano: IL SEGUITO

Immediatamente scattano le indagini per assicurare la banda alla giustizia. Un colpo tanto efferato che ha fruttato loro pochissime migliaia di Euro, ma tanta attenzione mediatica. Come spesso accade, le forze dell’ordine raggiungono velocemente l’obbiettivo. Nel volgere di tre giorni vengono catturati tre elementi componenti il commando, per poi raggiungere il capo ventiquattr’ore più tardi. Si pensava ad un gruppo di romeni comandati da un italiano, inmvece a dirigere le operazioni c’era un loro connazionale in grado di esprimersi in un italiano eccellente.
Al di là di questi particolari, a far notizia sono ancora le dichiarazioni della coppia, questa volta nella persona della signora Niva, sempre nel solco della mitezza. È dispostaa concedere il suo perdono ma chiede alle istituzioni di non fare altrettanto! Una gran sfida per lo Stato.
Riteniamo questa una dichiarazione di una forza straordinaria, capace di conciliare tutte le posizioni, accumunando in se le istanze di chi crede nell’integrazione, assieme a quelle di chi auspica regole e pene certe. Proprio su questo punto lo Stato, per cavilli, interpretazioni e, Dio non voglia, per smania di protagonismo di qualche esponente della legge, ha spesso mancato, ingenerando quel senso di sfiducia che sta prendendo piede tra la gente.
Speriamo che la gestione processuale di questo delitto non si trasformi nell’ennesima occasione mancata per dare rassicurazioni alla gente!