L’ITALIA ELIMINATA DAL MONDIALE: APOCALISSE, CATASTROFE, DISASTRO O OPPORTUNITÀ PER RINASCERE DAVVERO?

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GUARDA QUI LA SITUAZIONE DELLA SERIE A 2017-18

Italia eliminata dal Mondiale: BRUTTE ESIBIZIONI CONTRO MACEDONIA ED ALBANIA

Con la sofferta vittoria in Albania, la nazionale azzurra ha chiuso al secondo posto il proprio girone di qualificazione alla fase finale del mondiale, accedendo come testa di serie al barrage che assegna gli ultimi quattro posti per Russia 2018. Dopo la pesante sconfitta rimediata in casa della Spagna e la brutta vittoria interna su Israele, per gli azzurri di Mister Ventura la seconda piazza diventava l’obbiettivo massimo da poter conquistare. Obbiettivo raggiunto, ma quanti patemi!
Dopo una vigilia di incertezze, nella quale più di qualcuno ha delineato un futuro (a caratteri foschi) con l’Italia eliminata dal mondiale, gli azzurri sono scesi in campo a Torino contro la Macedonia, formazione assai modesta. Buffon e compagni, pur senza brillare, hanno chiuso il primo tempo in vantaggio. Invece che sbloccarli, la prodezza di Ciro Immobile ha finito per anestetizzarli: non hanno chiuso il conto e negli ultimi minuti hanno finito per incassare la rete del pareggio. Tanto bastava per conquistare la seconda piazza nel girone, ma non la garanzia di poter proseguire l’avventura! Nessuno deve aver tenuto conto che dal barrage viene esclusa la peggiore delle seconde classificate. Per circa 24 ore l’Italia eliminata dal mondiale è stata più che un’eventualità! Il successo belga contro la Bosnia ha scongiurato il pericolo!
Gli azzurri comunque si sono resi conto del pericolo, tanto da organizzare un brifing al quale hanno partecipato solo i giocatori, dove i “vecchi” della squadra (due di loro hanno alzato la Coppa del Mondo del 2006) hanno cercato di trasferire ai più giovani un po’ di quella cattiveria agonistica, marchio di fabbrica di quella nazionale. In Albania si è visto qualcosa, sufficiente per portare a casa la posta piena, un sorteggio comodo, ma niente di più!

Italia eliminata dal mondiale: I PERICOLI DEL BARRAGE

Grecia, Svezia o una delle due Irlanda, queste le possibili avversarie degli azzurri; capitasse l’Irlanda del Nord si tratterebbe di un drammatico deja-vue. L’unica volta in cui si registra l’Italia eliminata dal mondiale è stata per mano dell’Irlandadel Nord nel 1958. Anche all’ora si arrivava da una serie di fallimenti, nonostante la presenza in squadra di buone individualità. Parliamoci chiaro: in questo doppio confronto il calcio italiano ha tutto da perdere e poco da guadagnare, proprio perché parte con i favori del pronostico. Dato il momento è certamente meglio affrontare una squadra “comoda”, almeno sulla carta, ma il rischio di dover assistere a quanto descritto con termini catastrofici dalle massime autorità sportive esiste.

L’Italia eliminata dal mondiale: CATASTROFE, APOCALISSE, DISASTRO O OPPORTUNITÀ?

Nell’immediato l’Italia eliminata dal mondiale di Russia rappresenterebbe certamente una gravissima sconfitta per l’intero sport italiano, con ripercussioni anche sull’intero indotto: viaggi, elettrodomestici e ristorazione; ma vale la pena continuare a “sopravvivere”, assistendo continuamente al trionfo degli altri?
L’esclusione da Russia 2018 costringerebbe tutti ad una riflessione, che dovrebbe andare ben oltre alla questione del numero delle formazioni partecipanti alla serie A o degli stranieri che tolgono posto agli italiani. Partendo dal presupposto che, nei movimentipiù competitivi, Spagna ad esempio, la situazione è esattamente uguale alla nostra. Solo la Germania, campione del mondo in carica, ha un campionato più breve, ma l’attività risulta più concentrata, dal momento che dalla metà di dicembre all’inizio di febbraio le squadre si fermano per la pausa invernale.
Come già accennato, però, la discussione dovrebbe esulare da questo problema e spostarsi su un modello formativo che sta facendo acqua da tutte le parti. Volley, Basket, e Palla a Nuoto, le maggiori discipline di squadra, non hanno portato alcun risultato di prestigio; l’atletica leggera latita ormai da troppi anni; solo il nuoto sembra godere un discreto stato di forma, con qualche giovane in grado di rinverdire i fasti dei grandi campioni ancora in attività. Il fallimento del calcio italiano, con tutte le risorse a disposizione, dovrebbe aprire anche una riflessione sul modello educativo che stiamo adottando, con bambini e ragazzi praticamente impossibilitati a svolgere attività fisica, se non relegata alle due ore di ginnastica a scuola o a quelle in una società sportiva. Evidentemente tutto questo non è sufficiente per far emergere a pieno le attitudini ed il talento dei ragazzi; non solo: molti nostri ragazzi non sviluppano nemmeno correttamente delle capacità fisiche di base, un gap che si troveranno a pagare in futuro.
Tornando al nocciolo della questione, diventa indispensabile ricreare le condizioni che hanno portato generazioni e generazioni di ragazzi a praticare sport liberamente, senza tanti vincoli tattici o prestazionali, contrariamente a quanto si sta vedendo su molti campetti di periferia!
Riassumendo: meno campionati e più play-ground, ricordando che la grande nazionale dei Mazzola, Riva e Rivera è nata dopo l’eliminazione del 1958.