E CON MASSIMO FERRERO COME LA METTIAMO?

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Passano i mesi e tutti i nodi vengono al pettine! Durante questo primo periodo della presidenza Tavecchio, la Federcalcio ha dovuto registrare i sei mesi d’inibizione comminati al proprio numero uno da parte degli organi europei per frasi a sfondo razzista e, guarda caso, la drastica riduzione dei fondi da parte del CONI, col Presidente Gianni Malagò, contrario all’elezione del reggiano per questioni d’opportunità e di immagine, pronto a minacciarne di ulteriori, qualora il mondo del pallone insista nella protesta. Da sempre disciplina guida dell’intero sport nazionale, il calcio è messo sullo stesso piano degli altri sport, quasi a dire: “con questa dirigenza la leadership ve la sognate!”.
Non bastasse, scoppia pure la grana Ferrero!




Da quando è diventato proprietario della Sampdoria, l’uomo d’affari romano si è distinto per le sue conferenze stampa colorite, pregne di epiteti ed immagini, molto spesso capaci di strappare la risata. In una di queste, ha avuto l’ardire di affermare che, nel salutare Massimo Moratti, dimessosi da tutte le cariche all’interno dell’Inter, gli avrebbe consigliato di “cacciare il filippino” (l’indonesiano Eric Toir presidente e socio di maggioranza del sodalizio nerazzurro) e di ricomprare l’intero pacchetto azionario. Naturalmente non potevano mancare le polemiche, ma dato il personaggio, la cosa a livello mediatico si è smorzata abbastanza rapidamente. A rinfocolare la polemica arriva il deferimento da parte della giustizia sportiva per frasi razziste. Ed ecco il paradosso: un dirigente indagato da un organo rappresentante un organismo il cui numero uno non può agire a livello internazionale per le stesse ragioni, con la differenza che Tavecchio ha pronunciato le proprie frasi durante un convegno, in un discorso preparato e ragionato.
Quello di Massimo Ferrero non è stato certamente un atteggiamento da signore, ma non volevamo questo? Quante volte abbiamo sentito rimpiangere gente come Costantino Rozzi o Romeo Anconetani, capaci di fare il diavolo a quattro in conferenza stampa quando le loro squadre subivano torti arbitrali? Vulcanici e sanguigni sono sempre stati definiti, puntando sulla passione con la quale seguivano le proprie creature e se qualche accusa pesante scappava loro? Pazienza! Sono le icone di uncalcio pane e salame che manca a tutti!
Sinceramente, a noi non piacciono le esternazioni alla Ferrero, così come non abbiamo mai apprezato le sparate dei numeri uno alla Rozzi e alla Anconetani, in quanto portatrici di fuoco in un mondo pronto ad incendiarsi per nulla. Sta di fatto, però, che non riusciamo a comprendere come un dirigente possa essere condannato da un’organismo il cui massimo rappresentante può lavorare solo a metà per le stesse ragioni!
È assolutamente necessario che il mondo del pallone risolva al più questo questa situazione, per non vedersi continuamente delegittimato!
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