È LA NON VIOLENZA L’ANTIDOTO GIUSTO ALLA VIOLENZA?

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Non violenza è il concetto portato alla ribalta nella prima metà del XX secolo dal Mahatma Ghandy nel rivendicare l’indipendenza dell’India dall’impero britannico. Lo stesso è il fondamento dei movimenti pacifisti sorti ogni qual volta ci sia stata una guerra. Il concetto è entrato anche nel quotidiano, nei modelli educativi dei ragazzi, rivisitando le fiabe della tradizione laddove propongono scene truculente,nei libri di lettura e nell’attenzione prestata ai rapporti interpersonali tra loro. Bandite le scaramucce tipiche dei ragazzini, in nome di una società non violenta, per la quale è stata proibita qualsiasi forma di punizione corporale, proprio per non ingenerare violenza.
Alla luce dei fatti di queste ultime settimane: un ragazzo letteralmente macellato da un branco di coetanei per non si sa quale motivo, bimbi presi letteralmente a martellate da un padre di mezz’età, accoltellamenti al di fuori delle discoteche, tutto questo funziona realmente?




UNA PREMESSA DOVEROSA

Le riflessioni contenute di seguito partono da eventi con protagonisti i ragazzi della cosiddetta “società bene”, quindi al netto della disperazione materiale e morale delle migliaia d’individui che stanno sbarcando da noi convinti di trovare l’Eldorado, costretti invece a confrontarsi con una realtà che ha ben poco da offrire. Logico che in loro monti rabbia e disillusione, sfogata in azioni criminose portate avanti con una ferocia a noi sconosciuta, soprattutto per la tipologia di crimini a cui si associano; ma quanto proposto dalle cronache di queste ultime due settimane deve indurci necessariamente ad alcune riflessioni!

I FATTI IN BREVE

Sabato 1 aprile il piccolo comune di Techiena ha dato l’estremo saluto ad Emanuele Alatri, vent’anni, massacrato una settimana prima all’esterno di un locale di Alatri, da un branco di giovani in una rissa scoppiata per futili motivi. Minuti di violenza brutale senza senso, dove è emerso il lato peggiore dell’animo umano, compresa l’indifferenza di molti astanti. Alatri arriva al termine di una settimana aperta dal massacro di Trento dove un padre, in difficoltà economiche, ha ucciso a martellate i due figli di 4 e 2 anni, per poi togliersi la vita, mentre a Brescia, la sera delle esequie di Emanuele, un altro ragazzo ha perso la vita per una coltellata ricevuta da un coetaneo, dopo una discussione scoppiata per un apprezzamento poco piacevole Prosegui la lettura